Il dolore
IL BRACCIO DI FERRO
Come prigionieri in casa propria
Andreas Quirici
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A sinistra uno scorcio di via Torce e Malvento, tra i comuni di Crespina e Lari; sopra un momento dell’incontro di ieri mattina in Comune a Lari; a destra alcuni residenti alla catena che sbarra l’accessoUna trentina di persone prigioniere di una strada poderale privata, da sempre unico passaggio per raggiungere la via pubblica, ma che da 20 giorni il proprietario ha chiuso con una catena
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CRESPINA. Una trentina di persone prigioniere di una strada poderale privata, da sempre unico passaggio per raggiungere la via pubblica, ma che da 20 giorni il proprietario ha chiuso con una catena. Il motivo sarebbe la troppa polvere che le molte auto in transito solleverebbero. Dietro alla vicenda, però, c'è una situazione mai chiarita fra Comuni, quello di Crespina e quello di Lari.
La strada in questione è sterrata e vi si arriva percorrendo via Le Prata, vicino alla località Spinelli e a Boschi di Lari. Fatti 300 metri nella polvere, comincia via Torce e Malvento, esattamente al confine tra Crespina e Lari, ma è all'inizio della via bianca che sta il problema: la catena, appunto, di quelle in plastica e senza lucchetti, corredata da un cartello con su scritto «Proprietà privata». Una dicitura che non fa più recapitare la posta ai residenti di via Torce e Malvento e che mette a rischio il passaggio di un'ambulanza.
«Non vogliamo che una situazione di questo tipo scaturisca in un conflitto fra persone», spiegano Filomena Sibilia, Sonia Del Cistia, Monica Tamburelli e Massimo Lombardi, che ieri mattina si sono radunati, recandosi poi in Comune a Lari per incontrare qualcuno dell'amministrazione. I cittadini chiedono che se ne occupino i sindaci e che trovino una soluzione. «Mia suocera ha una grave malattia - dice Lombardi - e ogni 20 giorni ha bisogno della nuova carica di ossigeno. In questa situazione non sono sicuro che mi venga recapitata». Del Cistia non riceve più neanche la pubblicità dei supermercati. «Come facciamo a ricevere le lettere se i postini non possono entrare nella proprietà privata?», domanda la donna.
Il problema lo spiega il proprietario di quei 300 metri sterrati, Metello Taliani, che abita proprio all'imbocco della strada: «Non ci sono mai stati problemi, ma da un po' di tempo a questa parte il traffico è aumentato, sollevando una quantità di polvere incredibile che va a depositarsi nella piscina di casa mia. La usano in troppi e non va bene. Con la catena, invece, tutti sono costretti ad andare piano. Se voglio ci metto il lucchetto e la faccio usare solo ai residenti». In effetti Taliani ne avrebbe tutto il diritto, stando alle carte, ma il problema dei residenti in via Torce e Malvento resta. Anzi, c'è di più. «Abbiamo sempre pagato noi la manutenzione della strada - dice il gruppo di cittadini - con il Comune di Lari che ci portava la ghiaia e che veniva poi sistemata a nostre spese». A quanto sembra, al proprietario sarebbe anche stata proposta l'asfaltatura, soluzione rifiutata, perché comporterebbe il rischio di un esproprio.
Una vicenda paradossale che toccherà risolvere alle amministrazioni di Lari e Crespina, contattate (a detta dei protagonisti), ma finora con scarsi risultati. «Non vogliamo che finisca male», dicono i residenti della strada che prima correva lungo un fosso, ma che fu spostata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
La strada in questione è sterrata e vi si arriva percorrendo via Le Prata, vicino alla località Spinelli e a Boschi di Lari. Fatti 300 metri nella polvere, comincia via Torce e Malvento, esattamente al confine tra Crespina e Lari, ma è all'inizio della via bianca che sta il problema: la catena, appunto, di quelle in plastica e senza lucchetti, corredata da un cartello con su scritto «Proprietà privata». Una dicitura che non fa più recapitare la posta ai residenti di via Torce e Malvento e che mette a rischio il passaggio di un'ambulanza.
«Non vogliamo che una situazione di questo tipo scaturisca in un conflitto fra persone», spiegano Filomena Sibilia, Sonia Del Cistia, Monica Tamburelli e Massimo Lombardi, che ieri mattina si sono radunati, recandosi poi in Comune a Lari per incontrare qualcuno dell'amministrazione. I cittadini chiedono che se ne occupino i sindaci e che trovino una soluzione. «Mia suocera ha una grave malattia - dice Lombardi - e ogni 20 giorni ha bisogno della nuova carica di ossigeno. In questa situazione non sono sicuro che mi venga recapitata». Del Cistia non riceve più neanche la pubblicità dei supermercati. «Come facciamo a ricevere le lettere se i postini non possono entrare nella proprietà privata?», domanda la donna.
Il problema lo spiega il proprietario di quei 300 metri sterrati, Metello Taliani, che abita proprio all'imbocco della strada: «Non ci sono mai stati problemi, ma da un po' di tempo a questa parte il traffico è aumentato, sollevando una quantità di polvere incredibile che va a depositarsi nella piscina di casa mia. La usano in troppi e non va bene. Con la catena, invece, tutti sono costretti ad andare piano. Se voglio ci metto il lucchetto e la faccio usare solo ai residenti». In effetti Taliani ne avrebbe tutto il diritto, stando alle carte, ma il problema dei residenti in via Torce e Malvento resta. Anzi, c'è di più. «Abbiamo sempre pagato noi la manutenzione della strada - dice il gruppo di cittadini - con il Comune di Lari che ci portava la ghiaia e che veniva poi sistemata a nostre spese». A quanto sembra, al proprietario sarebbe anche stata proposta l'asfaltatura, soluzione rifiutata, perché comporterebbe il rischio di un esproprio.
Una vicenda paradossale che toccherà risolvere alle amministrazioni di Lari e Crespina, contattate (a detta dei protagonisti), ma finora con scarsi risultati. «Non vogliamo che finisca male», dicono i residenti della strada che prima correva lungo un fosso, ma che fu spostata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
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