Il Tirreno

Pontedera

LA FESTA DI ORENTANO

Il miglior Dolcione della storia

Benito Martini
A sinistra il Dolcione a forma di Duomo di Milano mentre viene trainato
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A sinistra il Dolcione a forma di Duomo di Milano mentre viene trainato

«E' vero che "tutte el mond a l'è paes, a semm d'accord, che Milan, l'è on gran Milan...", ma anche Orentano non scherza!». Parole dell'ospite della serata Andrea Lavezzoli, capo segreteria dell'assessore del Comune di Milano, Giovanni Terzi, parafrasando la canzone di Giovanni D'Anzi "O mia bela Madunina"

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ORENTANO. «E' vero che "tutte el mond a l'è paes, a semm d'accord, che Milan, l'è on gran Milan...", ma anche Orentano non scherza!». Parole dell'ospite della serata Andrea Lavezzoli, capo segreteria dell'assessore del Comune di Milano, Giovanni Terzi, parafrasando la canzone di Giovanni D'Anzi "O mia bela Madunina". Lo splendido dolce-Duomo realizzato dall'Ente Carnevale in collaborazione con alcune associazioni locali e i volontari della Pubblica Assistenza Croce Bianca, ha fatto l'ennesimo centro.

Certamente tra i più belli di quelli realizzati fino ad oggi. Un successo fortemente inseguito e voluto dal presidente Uliviero Ponziani e dal consiglio dell'Ente Carnevale proprio per rendere omaggio ad una tra le più belle e importanti città italiane.

Un grande impegno per mettere a fuoco l'enorme costruzione. Infatti, soltanto occhi indiscreti hanno potuto notare che per uscire dal capannone il "Duomo" (100mila bigné e 150 chili di pan di spagna per 12 metri di lunghezza, 7 di larghezza e 8 di altezza) è stato smontato dalle parti laterali per essere nuovamente "assemblato" all'esterno. Ma le difficoltà (peraltro previste dagli organizzatori) sono emerse anche in altezza poiché a causa di alcuni cavi che attraversano il viale principale del paese, la "Madunina" non sarebbe passata. Evidentemente, per l'Ente Carnevale nulla è impossibile ed ha risolto anche questo problema con un meccanismo azionato dal vicepresidente Paolo Nelli, che era alla guida del trattore che tirava il carro, con il quale la "Madunina" rientrava quel tanto necessario per superare, di volta in volta, l'ostacolo.
Nel primo pomeriggio, ad accogliere gli ospiti (Andrea Lavezzoli e la moglie Elena Vazza) anche Giancarlo Carlini, orentanese doc che da anni vive e lavora a Milano, il quale si è molto prodigato ed ha avuto un ruolo importante per la presenza ad Orentano di un esponente dell'amministrazione municipale milanese, tenendo sempre aperto il filo diretto del collegamento tra Palazzo Marino e la sede dell'Ente Carnevale. Quindi, una visita nella nuova sede del carnevale e successivamente al capannone laddove gli ospiti sono rimasti "colpiti" dallo splendore del Duomo.

«Il mio ufficio guarda proprio su quella piazza - ha detto Andrea Lavezzoli - ed è perfetta. Anzi no - ha aggiunto sorridendo - perché la statua di Vittorio Emanuele guarda da un'altra parte!». «Volevamo vedere se era attento», è stata la pronta replica, altrettanto scherzosa, del presidente Ponziani.
Il presidente ha anche aggiunto che «la decisione di riprodurre il Duomo di Milano è nata anche per ricordare gli orentanesi che in tempi lontani lasciarono il paese natio in cerca di lavoro, andando a Roma, Milano, Torino e altre città ancora: località raggiunte con mezzi di fortuna, in bicicletta ma anche a piedi. Sacrifici con la speranza di trovare un lavoro adeguato per poter dare un futuro migliore ai propri figli. Dal primo dopoguerra ad oggi, queste città sono cresciute, oggi sono metropoli, la gente lavora e vive dignitosamente, ma non possiamo dimenticare che i "pionieri" sono stati anche loro: i nostri paesani».
Quindi, il presidente ha consegnato ad Andrea Lavezzoli una targa-ricordo della manifestazione. In serata l'incontro con il sindaco Umberto Marvogli, il vice sindaco Gabriele Toti, gli assessori Cristian Paradossi ed Enrico Valle, il capitano dei carabinieri Gianluca Rossini, il luogotenente Emanuele Quaranta ed il comandante della polizia municipale Giacomo Pellegrini. La conclusione della tombola e le note del complesso folcloristico "La Ranocchia" sono stati i segnali dell'avvicinarsi del "dolcione-Duomo" che, illuminato a giorno, ha strappato un lungo, prolungato applauso delle migliaia di persone presenti. Breve sosta davanti al palco delle autorità con interventi tutti orientati a complimentarsi per la nuova, straordinaria impresa dell'Ente Carnevale, per poi proseguire in piazza Roma per "sporzionare" e distribuire il pan di spagna.

«Il nostro mandato scade a ottobre - ha concluso il presidente Uliviero Ponziani - ma questo è veramente un team vincente e siamo fiduciosi di essere rieletti e iniziare a "studiare", oltre ai carri del carnevale, anche il mega-dolce 2010».

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