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Devastati 150 ettari di bosco
Sabrina Chiellini
◗
Un canadair getta acqua dall’altoLe fiamme sono riprese ieri spinte dal vento Tre strade sono state chiuse al traffico
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SANTA MARIA A MONTE. Centocinquanta ettari di bosco sono stati attraversati dal fuoco che dall'altro pomeriggio sta imperversando nei territori di Santa Maria a Monte, Castelfranco e Staffoli.
Un danno ambientale gravissimo che potrà essere valutato meglio nei prossimi giorni. È stata infatti distrutta la riserva naturalistica di Montefalcone gestita dalla Forestale. Le fiamme hanno portato devastazione e morte: tanti gli animali rimasti intrappolati e che, pur tentando di fuggire, non hanno avuto possibilità di scampo. L'incendio, che l'altra sera sembrava circoscritto, ha ripreso vigore già durante la notte e ieri mattina. Ha così costretto a un duro lavoro decine di uomini tra vigili del fuoco, Corpo Forestale e volontari della protezione civile.
Dall'alto, anche per tutta la giornata di ieri, hanno continuato a operare quattro elicotteri del servizio antincendi della Regione Toscana e due canadair del dipartimento nazionale della protezione civile che solo alle 21 sono tornati alle loro basi. Ma la situazione era tutt'altro che tranquilla. Tre le strade chiuse al traffico per precauzione mentre è stato aperto, d'intesa con la Prefettura, un centro della protezione civile con sede nel municipio di Castelfranco di Sotto, dove per tutto il giorno si sono alternati i sindaci dei tre Comuni interessati dal maxi rogo, il comandante dei vigili del fuoco, il viceprefetto e i responsabili della protezione civile. Le strade vietate al traffico sono via delle Pinete, via Cerretti e la provinciale Castelfranchese.
A Staffoli nel pomeriggio di ieri sembrava che la situazione potesse precipitare: le fiamme avanzavano minacciosamente verso un gruppo di case. I mezzi dell'antincendio e l'intervento di mezzi di movimentazione terra sono riusciti a bloccare l'avanzata del fuoco "isolando" le case dal bosco.
«Purtroppo l'incendio è molto vasto e ha danneggiato un'area di grande interesse ambientale e botanico come quella di Montefalcone - spiega il sindaco di Santa Maria a Monte, David Turini -. È difficile dire quali siano state le cause che lo hanno scatenato. Tutto fa pensare a un atto doloso. Il rogo si è sviluppato, stando alle testimonianze raccolte, in più parti. Soltanto dopo la fine della fase dell'emergenza, quando sarà possibile effettuare la bonifica, potranno essere accertate le cause».
«Il fuoco è sotto controllo, ma è ancora in corso - ha spiegato il sindaco di Santa Croce, Osvaldo Ciaponi, ieri sera alle 21 - speriamo che il vento si calmi, altrimenti l'emergenza continuerà. All'unità di crisi istituita a Castelfranco partecipano le forze dell'ordine e anche i rappresentanti del comune di Santa Croce sull'Arno, a sua volta interessato dalle fiamme».
Tra le prime decisioni dell'unità di crisi, oltre a quella della chiusura delle strade (è stato pure modificato il percorso di una corsa ciclistica), c'è stata quella di abbattere della vegetazione per creare un corridoio cosiddetto "taglia-fuoco" in alcune zone di Staffoli. L'incendio è arrivato a circa un chilometro e mezzo in linea d'aria dalle prime case.
Massima cautela sulle origini di questo disastro ambientale. «Ho visto una jeep bianca con due persone che sparavano razzi incendiari, come quelli in dotazione alle barche», ha raccontato un testimone, Marco M. di Ponsacco.
La denuncia dell'uomo è ora al vaglio della polizia. Si cerca di capire quanto sia attendibile anche se l'uomo sostiene di essere sicuro di ciò che ha visto al punto da sentire la necessità di telefonare alla polizia.
Anche a Buti alcune sere fa era stata segnalata ai carabinieri e alla Forestale una moto considerata sospetta rispetto all'allarme piromani. Le indagini sono in corso.
Un danno ambientale gravissimo che potrà essere valutato meglio nei prossimi giorni. È stata infatti distrutta la riserva naturalistica di Montefalcone gestita dalla Forestale. Le fiamme hanno portato devastazione e morte: tanti gli animali rimasti intrappolati e che, pur tentando di fuggire, non hanno avuto possibilità di scampo. L'incendio, che l'altra sera sembrava circoscritto, ha ripreso vigore già durante la notte e ieri mattina. Ha così costretto a un duro lavoro decine di uomini tra vigili del fuoco, Corpo Forestale e volontari della protezione civile.
Dall'alto, anche per tutta la giornata di ieri, hanno continuato a operare quattro elicotteri del servizio antincendi della Regione Toscana e due canadair del dipartimento nazionale della protezione civile che solo alle 21 sono tornati alle loro basi. Ma la situazione era tutt'altro che tranquilla. Tre le strade chiuse al traffico per precauzione mentre è stato aperto, d'intesa con la Prefettura, un centro della protezione civile con sede nel municipio di Castelfranco di Sotto, dove per tutto il giorno si sono alternati i sindaci dei tre Comuni interessati dal maxi rogo, il comandante dei vigili del fuoco, il viceprefetto e i responsabili della protezione civile. Le strade vietate al traffico sono via delle Pinete, via Cerretti e la provinciale Castelfranchese.
A Staffoli nel pomeriggio di ieri sembrava che la situazione potesse precipitare: le fiamme avanzavano minacciosamente verso un gruppo di case. I mezzi dell'antincendio e l'intervento di mezzi di movimentazione terra sono riusciti a bloccare l'avanzata del fuoco "isolando" le case dal bosco.
«Purtroppo l'incendio è molto vasto e ha danneggiato un'area di grande interesse ambientale e botanico come quella di Montefalcone - spiega il sindaco di Santa Maria a Monte, David Turini -. È difficile dire quali siano state le cause che lo hanno scatenato. Tutto fa pensare a un atto doloso. Il rogo si è sviluppato, stando alle testimonianze raccolte, in più parti. Soltanto dopo la fine della fase dell'emergenza, quando sarà possibile effettuare la bonifica, potranno essere accertate le cause».
«Il fuoco è sotto controllo, ma è ancora in corso - ha spiegato il sindaco di Santa Croce, Osvaldo Ciaponi, ieri sera alle 21 - speriamo che il vento si calmi, altrimenti l'emergenza continuerà. All'unità di crisi istituita a Castelfranco partecipano le forze dell'ordine e anche i rappresentanti del comune di Santa Croce sull'Arno, a sua volta interessato dalle fiamme».
Tra le prime decisioni dell'unità di crisi, oltre a quella della chiusura delle strade (è stato pure modificato il percorso di una corsa ciclistica), c'è stata quella di abbattere della vegetazione per creare un corridoio cosiddetto "taglia-fuoco" in alcune zone di Staffoli. L'incendio è arrivato a circa un chilometro e mezzo in linea d'aria dalle prime case.
Massima cautela sulle origini di questo disastro ambientale. «Ho visto una jeep bianca con due persone che sparavano razzi incendiari, come quelli in dotazione alle barche», ha raccontato un testimone, Marco M. di Ponsacco.
La denuncia dell'uomo è ora al vaglio della polizia. Si cerca di capire quanto sia attendibile anche se l'uomo sostiene di essere sicuro di ciò che ha visto al punto da sentire la necessità di telefonare alla polizia.
Anche a Buti alcune sere fa era stata segnalata ai carabinieri e alla Forestale una moto considerata sospetta rispetto all'allarme piromani. Le indagini sono in corso.
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