Il Tirreno

Pontedera

Il solleone non molla, sale il rischio

Antonio Scuglia
Ragazze si difendono dall’afa di questi giorni
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Ragazze si difendono dall’afa di questi giorni

Il solleone non dà requie. Tanti, tantissimi malori, oltre a quello che è costato la vita, giovedì scorso a Tirrenia, alla 77enne ponsacchina Lia Marianelli

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PONTEDERA. Il solleone non dà requie. Tanti, tantissimi malori, oltre a quello che è costato la vita, giovedì scorso a Tirrenia, alla 77enne ponsacchina Lia Marianelli.
Il caldo continua, appunto. Siamo vicini a un record che non vorremmo superare. «Successe nel 1984: Pisa ebbe una temperatura di 38,8 gradi centigradi all'ombra», ricorda il capitano Andrea Araneo, del servizio meteo della 46ª Brigata Aerea. Nella torrida estate del 2003 ci arrivammo vicino, davvero vicino: 38,7 gradi, il 5 agosto, come si rileva dal sito del consorzio Lamma (Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale).

Nei giorni scorsi il sole batteva, eccome, e continuerà ancora a farlo per un po'. Spiega il capitano Araneo: «La media delle temperature massime su Pisa e provincia nei giorni 19 e 20 agosto, i più caldi, è stata di 37 gradi. L'umidità relativa arriva a un massimo del 95% nelle ore notturne, per poi abbassarsi ovviamente nelle ore più calde, fino al 15-18%».
Siamo ben al di sopra della media degli ultimi anni: «La media delle temperature massime nella seconda decade di agosto, normalmente si aggira sui 30 gradi».
Ieri è stata ancora una giornata caldissima: ma cosa ci aspetta nei prossimi giorni? «Oggi e domani potremmo avere una leggera flessione, perché da una perturbazione sulle Alpi dovrebbe arrivare un po' di vento da Nord e diminuire l'umidità; la settimana prossima, però, a livello generale, sembra dover permanere l'alta pressione». E quindi il caldo. Anche se, ricorda l'ufficiale della 46ª, «la previsone locale-regionale arriva a un paio di giorni, quella generale e più lunga è indicativa».

E il caldo, purtroppo, non è solo un fastidio enorme soprattutto se si è al lavoro, ma è una causa indiretta (e più raramente diretta) di malori a volte fatali, come è avvenuto giovedì a Tirrenia. I dati delle postazioni di pronto soccorso al riguardo sono cauti: anzi, se valutiamo soltanto gli accessi al triage con una diagnosi specifica di colpo di calore o colpo di sole, abbiamo solo pochi casi accertati dal primo giugno fino a due giorni fa. Ma, come ricordano i medici, il colpo di calore o il colpo di sole sono percentualmente molto meno rilevanti rispetto ai malori, anche gravi, causati dall'esposizione al sole. E i soggetti cardiopatici in generale risentono in modo particolare dell'aumento della temperatura, soprattutto se questo è protratto per molto tempo.

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