La manifestazione
Pontedera
Lavoro nero, 36 chiusure
Sabrina Chiellini
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Sempre più clandestini lavorano irregolarmente nelle aziende pontederesiC'è chi lo fa come secondo lavoro e chi, invece, perché non riesce a trovare un posto stabile, regolarmente retribuito. Camerieri, muratori, manovali, operai, ma anche commesse e camionisti.
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PONTEDERA. C'è chi lo fa come secondo lavoro e chi, invece, perché non riesce a trovare un posto stabile, regolarmente retribuito. Camerieri, muratori, manovali, operai, ma anche commesse e camionisti. Il lavoro nero è un fenomeno trasversale: c'è in ogni settore, dall'edilizia al commercio, all'artigianato. E non sono soltanto gli extracomunitari l'unica forza lavoro fantasma.
Da gennaio alla fine di luglio a Pisa e in provincia i controlli della Direzione provinciale del lavoro hanno portato alla sospensione temporanea di 36 attività imprenditoriali, come spiega il direttore, la dottoressa Annamaria Venezia. La sospensione dell'attività è prevista dall'articolo 14 del decreto legislativo numero 81 del 2008, quando gli addetti irregolari sono più del 20% dei dipendenti di un'azienda.
Delle attività controllate e finite nei guai diciannove sono imprese edili, quasi tutte di piccole dimensioni e artigiane.
Sempre in questo settore, dunque, sono stati trovati complessivamente ventiquattro lavoratori ai quali non venivano pagati i contributi. Di questi, otto erano extracomunitari e quattro clandestini, con ulteriori conseguenze per il datore di lavoro.
Le altre attività che hanno ricevuto la visita degli ispettori della Direzione provinciale del lavoro e successivamente sono state costrette a chiudere temporaneamente sono pubblici esercizi quali bar e ristoranti, tra cui un pub di Pontedera (che recentemente è stato chiuso per alcuni giorni e poi, pagata la sanzione e regolarizzati i dipendenti, ha potuto riaprire). Altre due sono delle manifatture tessili e una è una piccola impresa addetta alla lavorazione delle pelli. Nei guai anche due imprese artigiane dell'indotto calzaturiero, una piccola azienda di trasporti, con sede a Castelfranco di Sotto, e due night club della provincia.
In queste attività, che spaziano dal commercio all'artigianato, sono stati trovati quarantadue lavoratori in nero, uno solo dei quali era clandestino. Delle 36 attività sospese solo 20 hanno ricevuto il provvedimento di revoca della sospensione dopo avere regolarizzato i lavoratori "in nero" e avere provveduto al versamento di una sanzione di 2.500 euro.
«Focalizzando la distribuzione territoriale delle imprese che sono state oggetto di provvedimento di sospensione - afferma la dottoressa Annamaria Venezia - emerge che, per quanto riguarda l'area compresa nei distretti di Pontedera, Santa Croce e bassa Valdera, sono state interessate cinque piccole imprese edili artigiane, il pub di Pontedera, due laboratori tessili condotti da cittadini cinesi, una piccola industria, un'altra artigiana nel settore delle calzature, un'altra nei trasporti e un'ultima nella lavorazione delle pelli».
Da gennaio alla fine di luglio a Pisa e in provincia i controlli della Direzione provinciale del lavoro hanno portato alla sospensione temporanea di 36 attività imprenditoriali, come spiega il direttore, la dottoressa Annamaria Venezia. La sospensione dell'attività è prevista dall'articolo 14 del decreto legislativo numero 81 del 2008, quando gli addetti irregolari sono più del 20% dei dipendenti di un'azienda.
Delle attività controllate e finite nei guai diciannove sono imprese edili, quasi tutte di piccole dimensioni e artigiane.
Sempre in questo settore, dunque, sono stati trovati complessivamente ventiquattro lavoratori ai quali non venivano pagati i contributi. Di questi, otto erano extracomunitari e quattro clandestini, con ulteriori conseguenze per il datore di lavoro.
Le altre attività che hanno ricevuto la visita degli ispettori della Direzione provinciale del lavoro e successivamente sono state costrette a chiudere temporaneamente sono pubblici esercizi quali bar e ristoranti, tra cui un pub di Pontedera (che recentemente è stato chiuso per alcuni giorni e poi, pagata la sanzione e regolarizzati i dipendenti, ha potuto riaprire). Altre due sono delle manifatture tessili e una è una piccola impresa addetta alla lavorazione delle pelli. Nei guai anche due imprese artigiane dell'indotto calzaturiero, una piccola azienda di trasporti, con sede a Castelfranco di Sotto, e due night club della provincia.
In queste attività, che spaziano dal commercio all'artigianato, sono stati trovati quarantadue lavoratori in nero, uno solo dei quali era clandestino. Delle 36 attività sospese solo 20 hanno ricevuto il provvedimento di revoca della sospensione dopo avere regolarizzato i lavoratori "in nero" e avere provveduto al versamento di una sanzione di 2.500 euro.
«Focalizzando la distribuzione territoriale delle imprese che sono state oggetto di provvedimento di sospensione - afferma la dottoressa Annamaria Venezia - emerge che, per quanto riguarda l'area compresa nei distretti di Pontedera, Santa Croce e bassa Valdera, sono state interessate cinque piccole imprese edili artigiane, il pub di Pontedera, due laboratori tessili condotti da cittadini cinesi, una piccola industria, un'altra artigiana nel settore delle calzature, un'altra nei trasporti e un'ultima nella lavorazione delle pelli».
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