Il dolore
ADDIO AI LAVORI STAGIONALI
I giovani danno l'addioai lavoretti stagionali pochissime le occasioni
Paola Silvi
Tempi magri per i giovani volenterosi che cercano lavoro nel periodo estivo. Se fino all'anno scorso i mesi di luglio e agosto potevano trasformarsi da giorni di relax a buone occasione di lavoro per raggranellare qualche soldo e magari pagarsi lo svago nelle settimane che restano, quest'anno la crisi colpisce anche l'occupazione temporanea
3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Tempi magri per i giovani volenterosi che cercano lavoro nel periodo estivo. Se fino all'anno scorso i mesi di luglio e agosto potevano trasformarsi da giorni di relax a buone occasione di lavoro per raggranellare qualche soldo e magari pagarsi lo svago nelle settimane che restano, quest'anno la crisi colpisce anche l'occupazione temporanea.
«E' proprio così - spiegano dall'agenzia interinale "A tempo" -, perché con le difficoltà economiche che stanno investendo sempre più settori, le ditte del territorio preferiscono sfruttare tutte le ferie che hanno a disposizione, bloccare la produzione e rimanere chiuse». E per i ragazzi neodiplomati che decidono di approfittare della stagione calda per farsi le ossa con nuove esperienze o per potersi permettere un viaggetto premio dopo le fatiche dello studio, sono rimaste ben poche opportunità lavorative. La fotografia è quella di un mercato fermo, con un'offerta a singhiozzi in rapporto ad una domanda in rapida crescita.
«E' più facile che le aziende si attivino per contattare persone da collocare a tempo pieno, a settembre, piuttosto che proporre un impiego estivo. Soprattutto per i giovani e in campo manifatturiero - ribadisce Elena Giorgi, responsabile commerciale della filiale pontederese di "Openjob" - tirano molto i contratti per apprendisti da far partire ormai dopo le vacanze, in un secondo momento».
Qualche spiraglio comunque s'intravede. Ed è nel settore metalmeccanico. In questo periodo le officine meccaniche sono le uniche aperte e chiamano all'appello assemblatori e imballatori «per terminare le ultime spedizioni e chiudere gli ordini», aggiunge ancora Giorgi. «Ma è un picco duro da evadere - le fanno eco dalla segreteria della "Metis" - in quanto si tratta di profili generici. Di solito, invece, le fabbriche ricercano operai specializzati e dunque preferiscono prendere in esame i curricula con esperienza, disponibilità massima di orario e garanzia di continuità. Tutti requisiti che i giovani, appena usciti da scuola, non possiedono, o perché sono alle prime armi o perché hanno intenzione di continuare a studiare». Ci sono poi, anche se molto rare, le richieste di inserimento per una sola notte o per un paio di giorni. «In questi casi si tratta di trovare una soluzione a problemi urgenti, dell'ultima ora, spesso scaturiti all'improvviso, per sostituire al volo qualche lavoratore dipendente che ha avuto un contrattempo. Qui, il grosso delle occasioni scaturisce dal mondo del facchinaggio. Attività faticose, che non richiedono competenze specifiche e che i più scartano».
Nel panorama delle opportunità per l'estate, delle esperienze "mordi e fuggi", barlumi di speranza arrivano dal settore alimentare e della ristorazione. «La domanda - sottolinea Erika di "Altro lavoro" - è legata al turismo e ai servizi alberghieri». Cameriere, barista e aiuto-cuoco rimangono allora le occasioni più frequenti per chi è disposto a impegnarsi nei mesi caldi. Ma non sempre, spulciando nei contatti delle agenzie interinali, le vie d'ingaggio passano dai loro sportelli. «La maggior parte di questi lavoratori viene reclutata con altre tecniche». Quelle meno professionali ma più tradizionali, come i classici cartelli "cercasi personale", per conoscenza diretta o con il passaparola.
«E' proprio così - spiegano dall'agenzia interinale "A tempo" -, perché con le difficoltà economiche che stanno investendo sempre più settori, le ditte del territorio preferiscono sfruttare tutte le ferie che hanno a disposizione, bloccare la produzione e rimanere chiuse». E per i ragazzi neodiplomati che decidono di approfittare della stagione calda per farsi le ossa con nuove esperienze o per potersi permettere un viaggetto premio dopo le fatiche dello studio, sono rimaste ben poche opportunità lavorative. La fotografia è quella di un mercato fermo, con un'offerta a singhiozzi in rapporto ad una domanda in rapida crescita.
«E' più facile che le aziende si attivino per contattare persone da collocare a tempo pieno, a settembre, piuttosto che proporre un impiego estivo. Soprattutto per i giovani e in campo manifatturiero - ribadisce Elena Giorgi, responsabile commerciale della filiale pontederese di "Openjob" - tirano molto i contratti per apprendisti da far partire ormai dopo le vacanze, in un secondo momento».
Qualche spiraglio comunque s'intravede. Ed è nel settore metalmeccanico. In questo periodo le officine meccaniche sono le uniche aperte e chiamano all'appello assemblatori e imballatori «per terminare le ultime spedizioni e chiudere gli ordini», aggiunge ancora Giorgi. «Ma è un picco duro da evadere - le fanno eco dalla segreteria della "Metis" - in quanto si tratta di profili generici. Di solito, invece, le fabbriche ricercano operai specializzati e dunque preferiscono prendere in esame i curricula con esperienza, disponibilità massima di orario e garanzia di continuità. Tutti requisiti che i giovani, appena usciti da scuola, non possiedono, o perché sono alle prime armi o perché hanno intenzione di continuare a studiare». Ci sono poi, anche se molto rare, le richieste di inserimento per una sola notte o per un paio di giorni. «In questi casi si tratta di trovare una soluzione a problemi urgenti, dell'ultima ora, spesso scaturiti all'improvviso, per sostituire al volo qualche lavoratore dipendente che ha avuto un contrattempo. Qui, il grosso delle occasioni scaturisce dal mondo del facchinaggio. Attività faticose, che non richiedono competenze specifiche e che i più scartano».
Nel panorama delle opportunità per l'estate, delle esperienze "mordi e fuggi", barlumi di speranza arrivano dal settore alimentare e della ristorazione. «La domanda - sottolinea Erika di "Altro lavoro" - è legata al turismo e ai servizi alberghieri». Cameriere, barista e aiuto-cuoco rimangono allora le occasioni più frequenti per chi è disposto a impegnarsi nei mesi caldi. Ma non sempre, spulciando nei contatti delle agenzie interinali, le vie d'ingaggio passano dai loro sportelli. «La maggior parte di questi lavoratori viene reclutata con altre tecniche». Quelle meno professionali ma più tradizionali, come i classici cartelli "cercasi personale", per conoscenza diretta o con il passaparola.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google