Toscana
L’ECONOMIA IN PICCHIATA
Continental perde Bmw ultima consegna nel 2011 poi niente più iniettori
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Un presidio dei lavoratori alla ContinentalClima pesante alla Continental. Nuove nubi per i due stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado. Alla prova del dopo ferie difficilmente tirerà aria nuova: oltre alle secche della crisi le incertezze arriveranno dalla conclusione della commessa Bmw, per la fornitura di iniettori piezo-elettrici
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PONTEDERA. Clima pesante alla Continental. Nuove nubi per i due stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado. Alla prova del dopo ferie difficilmente tirerà aria nuova: oltre alle secche della crisi le incertezze arriveranno dalla conclusione della commessa Bmw, per la fornitura di iniettori piezo-elettrici. Si concluderà nel 2011 e pare che la casa automobilistica tedesca non sia intenzionata a proseguire il rapporto. Un duro colpo che affossa il prodotto di punta della realtà pisana.
L'innovazione, sviluppata e messa in produzione in terra toscana, non ha dato i frutti sperati. Costata 40 milioni di euro doveva rivoluzionare il sistema d'iniezione dei motori a benzina, invece non ha incontrato i favori del mercato. Difficoltà e alti costi di produzione non l'hanno resa competitiva. E ciò nonostante la promessa di contenere i consumi di carburante del 20% e una riduzione delle emissioni in atmosfera a fronte di un aumento delle prestazioni.
Un elemento che con l'arrivo della crisi dell'automotive ha reso ancor più pesante il processo di riorganizzazione interna, avviato da Continental. La crisi che ha travolto anche gli stabilimenti pisani e i volumi annuali che qui si producevano: dai 30 milioni di iniettori, fra tradizionali e nuovi, oggi ci si è attestati a circa 18 milioni. E da una flessione di oltre il 50% registrata a inizio anno adesso la produzione si è attestata a meno 30%, rispetto allo stesso periodo del 2008.
A casa sono finiti i circa 400 lavoratori con contratto a termine, e per tenere botta sono state fatte 13 settimane di cassa integrazione a rotazione, concluse lo scorso 10 maggio. Da allora i 972 addetti sono tutti rientrati a lavoro, sapendo però che l'azienda ha manifestato l'esigenza di contenere i costi di gestione aumentando produttività e flessibilità.
Lo scenario è in movimento ma la prova del dopo ferie si annuncia difficile. Il mercato per l'auto è ancora in salita. Arrivano segnali di fiacca e la ripresa sembra farsi più lontana. Continental ha una visione multinazionale e il mercato dell'auto con i numeri attuali assorbe circa la metà di quello che è il potenziale del gruppo, il secondo produttore di componenti automotive al mondo. Numeri che rendono evidente l'esigenza di una riorganizzazione. Processo che a oggi prevede per le realtà pisane un recupero sul fronte dei costi di produzione.
All'iniettore piezo-elettrico lavorano in 250 a cui si devono aggiungere i circa 130 addetti del reparto ricerca e sviluppo. Attività quest'ultima che Continental sta accentrando nei siti tedeschi, lasciando alle periferie un ruolo marginale. Un fattore che può pregiudicare le potenzialità del gruppo di ricerca pisano come dei reparti produzione.
A settembre non dovrebbero esserci difficoltà. Il problema è sul dopo.
L'innovazione, sviluppata e messa in produzione in terra toscana, non ha dato i frutti sperati. Costata 40 milioni di euro doveva rivoluzionare il sistema d'iniezione dei motori a benzina, invece non ha incontrato i favori del mercato. Difficoltà e alti costi di produzione non l'hanno resa competitiva. E ciò nonostante la promessa di contenere i consumi di carburante del 20% e una riduzione delle emissioni in atmosfera a fronte di un aumento delle prestazioni.
Un elemento che con l'arrivo della crisi dell'automotive ha reso ancor più pesante il processo di riorganizzazione interna, avviato da Continental. La crisi che ha travolto anche gli stabilimenti pisani e i volumi annuali che qui si producevano: dai 30 milioni di iniettori, fra tradizionali e nuovi, oggi ci si è attestati a circa 18 milioni. E da una flessione di oltre il 50% registrata a inizio anno adesso la produzione si è attestata a meno 30%, rispetto allo stesso periodo del 2008.
A casa sono finiti i circa 400 lavoratori con contratto a termine, e per tenere botta sono state fatte 13 settimane di cassa integrazione a rotazione, concluse lo scorso 10 maggio. Da allora i 972 addetti sono tutti rientrati a lavoro, sapendo però che l'azienda ha manifestato l'esigenza di contenere i costi di gestione aumentando produttività e flessibilità.
Lo scenario è in movimento ma la prova del dopo ferie si annuncia difficile. Il mercato per l'auto è ancora in salita. Arrivano segnali di fiacca e la ripresa sembra farsi più lontana. Continental ha una visione multinazionale e il mercato dell'auto con i numeri attuali assorbe circa la metà di quello che è il potenziale del gruppo, il secondo produttore di componenti automotive al mondo. Numeri che rendono evidente l'esigenza di una riorganizzazione. Processo che a oggi prevede per le realtà pisane un recupero sul fronte dei costi di produzione.
All'iniettore piezo-elettrico lavorano in 250 a cui si devono aggiungere i circa 130 addetti del reparto ricerca e sviluppo. Attività quest'ultima che Continental sta accentrando nei siti tedeschi, lasciando alle periferie un ruolo marginale. Un fattore che può pregiudicare le potenzialità del gruppo di ricerca pisano come dei reparti produzione.
A settembre non dovrebbero esserci difficoltà. Il problema è sul dopo.
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