Il Tirreno

Pontedera

INCIDENTI STRADALI

Schianto fra le moto: due morti

Sabrina Chiellini
Mattia Leoni
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Mattia Leoni

Vittime un diciassettenne e un tunisino, in coma un altro ragazzo

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CASCINA. La musica, gli amici incontrati alla festa dell’Unità a Zambra, a due passi da Pisa, e poi il rombo della moto da cross. 17 anni. Cancellati in un attimo. Con lui è morto un giovane tunisino. Uno scontro frontale si è portato via per sempre Mattia Leoni, 17 anni compiuti lo scorso 8 giugno, studente del liceo scientifico “Pesenti” a Cascina. Il suo amico, Sebastiano Seguino, anche lui 17 anni, studente dell’istituto per geometri “Santoni” di Pisa, è in coma. Era alla guida di una Husqvarna 125.

Manca poco a mezzanotte e stanno tornando a casa. Si scontrano frontalmente - tra San Casciano e San Frediano a Settimo di Cascina - con un grosso scooter Honda condotto dall’altra vittima dell’incidente. Si chiamava Tarek Ayari, 30 anni, abitava a San Frediano a Settimo: è morto la notte del suo compleanno (era nato in Tunisia il 5 agosto 1979). Era un clandestino.

E’ insieme a un amico. Il connazionale Aymen Gamdou, 26 anni, senza fissa dimora, anch’egli clandestino: salvo per miracolo. La Honda su cui viaggiano è rubata. E l’unico superstite poco dopo, approfitta della confusione per dileguarsi. Tutti lo pensano travolto dal dolore, in lacrime. Ma Aymen va a casa, si cambia gli abiti, si fa portare al pronto soccorso. Ha alcune ferite e contusioni (sette giorni di prognosi). Fa giusto in tempo a raccontare di essere caduto da una scala, poi fugge quando capisce che all’ospedale ci sono i carabinieri. Verrà rintracciato nella notte a Pisa e dovrà spiegare cosa è successo: cosa facevano con la moto rubata, chi guidava. Sarà costretto a ritornare con i ricordi alla strada della tragedia.

Per gli abitanti di via di Mezzo Nord la paura è entrata in casa con un boato, seguito dal rumore della moto da cross rimasta accesa nel fosso. I corpi volati e caduti inermi sulla strada tra pezzi di plastica, scarpe e ciabatte schizzate via insieme alle giovani vite. Se Sebastiano ricade ad alcuni metri dalla moto da cross, Mattia viene sbalzato e finisce nel fossato a lato della strada. Schiacciato tra un terrapieno e la moto stessa. Per lui è la fine anche se i medici del 118, intervenuti con più ambulanze, cercano di strapparlo a un destino crudele. Corrono le ambulanze verso l’ospedale, dopo che i feriti sono stati aiutati anche dai vigili del fuoco di Cascina.

Ben presto il bilancio dello scontro frontale si delinea nella sua gravità: due morti e un terzo ferito in coma. Drammi che si intrecciano e si amplificano con la rabbia di chi perde un figlio e non sa perché. «Anche se lo avete arrestato - si sfoga la mamma della vittima, rivolgendosi a un carabiniere - sarà presto libero». Colpisce la storia della moto rubata, dei due tunisini appena usciti di casa per andare chissà dove. Entrambi risultano non in regola con il permesso di soggiorno.

Gli amici di Sebastiano, passando da via di Mezzo Nord, riconoscono la moto nel fosso. Sono loro i primi a chiamare il padre del giovane. «Vieni, c’è bisogno di te», gli dice un ragazzo al telefono. Poco dopo sarà informata anche la famiglia di Mattia. I genitori si conoscono da una vita. Anche i figli si frequentavano da tempo. Quando Nicola Seguino, maresciallo della Folgore (lavora alla caserma Vannucci a Livorno), arriva sul luogo dell’incidente, per il figlio è già iniziata la battaglia più difficile, quella per la vita. Nessuna speranza per Mattia giunto cadavere al pronto soccorso del Santa Chiara di Pisa come il trentenne della Tunisia.

La notte è trascorsa come un incubo: lacrime, rilievi sulla strada, indagini dei carabinieri, tam tam dei messaggi su Facebook. Mattia Leoni aveva tanti amici, sia a scuola che nel paese dove abitava, San Giorgio. Giocava a calcio, con buoni risultati. «Perché mio figlio non si è salvato?», si dispera la madre senza trovare una risposta.

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