La manifestazione
La fotografia dell’economia provinciale sulla base dei dati Inps relativi al primo semestre
La crisi costa 123 milioni
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Un corteo di operai in difesa del loro posto di lavoroLa crisi in provincia di Pisa vale almeno 123 milioni di euro. A tanto ammonta il valore della cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, "impegnata" con le autorizzazioni concesse.
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PONTEDERA. La crisi in provincia di Pisa vale almeno 123 milioni di euro. A tanto ammonta il valore della cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, "impegnata" con le autorizzazioni concesse: a tutto giugno è questo il controvalore delle ore autorizzate. Nel primo semestre sono 1.287.405 quelle di cassa ordinaria e 100.100 per la straordinaria, sulla base dei dati Inps.
Un monte ore che è pressoché raddoppiato confrontando il dato rispetto all'andamento dei primi sei mesi del 2008, quando la condizione economica delle imprese e dei mercati era assai diversa. Eppure c'è spazio per una nota in positivo: la riduzione di circa 11 punti percentuali delle ore autorizzate per gli interventi ordinari nell'industria e del 15% circa nell'edilizia rispetto a maggio. Mentre resta stabile il dato per la cig straordinaria. In piccolo è un segnale che quantomeno annuncia aria nuova, un dato in positivo per un'economia che continua ad attraversare un momento difficile.
Le voci tra gli imprenditori sono contrastanti, c'è chi teme un autunno abbastanza freddo anche se il clima che si respira non è quello dell'arresa. Al di là della prova del dopo ferie resta il dato che le imprese della provincia di Pisa, al pari di quanto si registra su scala nazionale, stanno facendo un massiccio ricorso alla cassa integrazione per limitare il più possibile i danni. Un rubinetto, quello degli ammortizzatori sociali, che si sta rivelando vitale.
Nel confronto tra il primo semestre e lo stesso periodo del 2008 l'incremento percentuale delle ore di cassa integrazione autorizzate è stato del 94%, dovendo confrontare 1.387.505 ore del 2009 con le 713.956 dello scorso anno.
Nel dettaglio l'incremento percentuale è stato del 91,6% per le ore di cassa integrazione ordinaria, concesse a fronte di situazioni temporanee di sospensione o contrazione dell'attività produttiva. Invece, da inizio anno a giugno le ore di cassa in regime straordinario, a sostegno del reddito dei lavoratori di imprese interessate da processi di ristrutturazione o riconversione, sono cresciute del 137% rispetto al primo semestre del 2008.
Sul fronte delle aziende con meno di 15 dipendenti nei primi cinque mesi le ore autorizzate dall'Ebret, l'ente bilaterale dell'artigianato, rispetto al 2008 sono triplicate. Ma in positivo c'è il drastico ridimensionamento già a partire da aprile: se a marzo le ore erano 24.156 a maggio ci si è attestati a 2.306.
Quello di settembre è una sorta di "scalino". Non tutte le imprese avranno la capacità di superarlo. E per alcuni comparti del manifatturiero, come metalmeccanica e legno, restano le previsioni di un autunno complicato.
Manolo Morandini
Un monte ore che è pressoché raddoppiato confrontando il dato rispetto all'andamento dei primi sei mesi del 2008, quando la condizione economica delle imprese e dei mercati era assai diversa. Eppure c'è spazio per una nota in positivo: la riduzione di circa 11 punti percentuali delle ore autorizzate per gli interventi ordinari nell'industria e del 15% circa nell'edilizia rispetto a maggio. Mentre resta stabile il dato per la cig straordinaria. In piccolo è un segnale che quantomeno annuncia aria nuova, un dato in positivo per un'economia che continua ad attraversare un momento difficile.
Le voci tra gli imprenditori sono contrastanti, c'è chi teme un autunno abbastanza freddo anche se il clima che si respira non è quello dell'arresa. Al di là della prova del dopo ferie resta il dato che le imprese della provincia di Pisa, al pari di quanto si registra su scala nazionale, stanno facendo un massiccio ricorso alla cassa integrazione per limitare il più possibile i danni. Un rubinetto, quello degli ammortizzatori sociali, che si sta rivelando vitale.
Nel confronto tra il primo semestre e lo stesso periodo del 2008 l'incremento percentuale delle ore di cassa integrazione autorizzate è stato del 94%, dovendo confrontare 1.387.505 ore del 2009 con le 713.956 dello scorso anno.
Nel dettaglio l'incremento percentuale è stato del 91,6% per le ore di cassa integrazione ordinaria, concesse a fronte di situazioni temporanee di sospensione o contrazione dell'attività produttiva. Invece, da inizio anno a giugno le ore di cassa in regime straordinario, a sostegno del reddito dei lavoratori di imprese interessate da processi di ristrutturazione o riconversione, sono cresciute del 137% rispetto al primo semestre del 2008.
Sul fronte delle aziende con meno di 15 dipendenti nei primi cinque mesi le ore autorizzate dall'Ebret, l'ente bilaterale dell'artigianato, rispetto al 2008 sono triplicate. Ma in positivo c'è il drastico ridimensionamento già a partire da aprile: se a marzo le ore erano 24.156 a maggio ci si è attestati a 2.306.
Quello di settembre è una sorta di "scalino". Non tutte le imprese avranno la capacità di superarlo. E per alcuni comparti del manifatturiero, come metalmeccanica e legno, restano le previsioni di un autunno complicato.
Manolo Morandini
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