Il Tirreno

Pontedera

Il Lotti verso l'ampliamento

Paola Silvi
Il Lotti verso l'ampliamento

Cambia ancora volto l'ospedale Lotti.
Dopo i nuovi reparti di ortopedia e radiologia, dopo l'apertura del pronto soccorso, migliorato con un servizio di accoglienza, destinato soprattutto ai pazienti dotati di codici meno urgenti, sorgeranno nuovi spazi da adibire a parcheggi

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PONTEDERA. Cambia ancora volto l'ospedale Lotti.
Dopo i nuovi reparti di ortopedia e radiologia, dopo l'apertura del pronto soccorso, migliorato con un servizio di accoglienza, destinato soprattutto ai pazienti dotati di codici meno urgenti, sorgeranno nuovi spazi da adibire a parcheggi.
«Stiamo lavorando - spiega Matteo Franconi, assessore comunale alla sanità e al sociale - per acquisire gli edifici vicini all'ospedale, quelli laterali lungo via Roma. E' in atto la procedura di esproprio e, a breve, cominceranno gli interventi».
La Regione Toscana ha stanziato 3 milioni di euro e l'obiettivo è quello di aumentare gli spazi e la viabilità interna. «Pensiamo - continua Franconi - di realizzare strade che consentano di spostarsi più facilmente all'interno del presidio e collegare i vari reparti. In questo modo, intendiamo sviluppare la gestione logistica ed offrire al personale dipendente possibilità di posti auto».
L'ospedale del futuro sarà una piccola città all'interno della città stessa, una costruzione che si snoda lungo un'intera via. «L'idea - prosegue l'assessore - è di sviluppare il concetto di centro sanitario di eccellenza che descrive alla perfezione il nostro ospedale. Al Lotti arrivano infatti utenti da tutta la Toscana, molti dalla costa, da Cecina e Livorno. Senza contare la scuola infermieri, che porta a Pontedera studenti universitari e crea un prestigioso collegamento con l'università di Pisa».
Una struttura, dunque, di alta specializzazione in grado di dare risposta alle situazioni più critiche. Un risultato fatto di soluzioni avanzate sul piano della tecnologia, dove l'attenzione alla persona è la vera protagonista, dove tutto garantisce o dovrebbe garantire un equilibrio fra spirito d'accoglienza e prontezza nelle diagnosi. «Noi dobbiamo essere capaci di offrire - conclude Franconi - i migliori apparati tecnologici, le migliori condizioni di trattamento e le migliori strutture di degenza. O perlomeno dobbiamo aspirare e impegnarci per questo, continuando a svolgere una funzione strategica non solo per il nostro distretto sanitario ma per l'intero territorio regionale».

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