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Il super-robot che aumenta la forza A Pontedera nasce l'incredibile Hulk

Il super-robot che aumenta la forza A Pontedera nasce l'incredibile Hulk

L’incredibile Hulk esiste e si trova nei laboratori di robotica del centro Percro, a Pontedera, della Scuola Sant’Anna di Pisa. Si tratta di un “body extender”, un amplificatore e moltiplicatore della forza umana, una sorta di vestito di acciaio che se indossato da un uomo, la sua forza viene aumentata di oltre dieci volte. Il progetto, ribattezzato la “camicia di Hulk”, è stato commissionato al Percro pontederese dal ministero della Difesa

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PONTEDERA. L’incredibile Hulk esiste e si trova nei laboratori di robotica del centro Percro, a Pontedera, della Scuola Sant’Anna di Pisa. Si tratta di un “body extender”, un amplificatore e moltiplicatore della forza umana, una sorta di vestito di acciaio (GUARDA) che se indossato da un uomo, la sua forza viene aumentata di oltre dieci volte. Il progetto, ribattezzato la “camicia di Hulk”, è stato commissionato al Percro pontederese dal ministero della Difesa, molto interessato alle diverse applicazioni militari di questo robot umano. «Si tratta di una sorta di gru indossabile che pesa circa 160 kg», spiega il capo del progetto, Fabio Salsedo, che dal 2004 guida il gruppo composto da altri quattro ricercatori del Sant’Anna.

Due braccia meccaniche con delle grosse “chele” e due gambe in alluminio aeronautico sono in grado di sollevare e spostare con la delicatezza e la precisione di un chirurgo, oggetti di 100 kg come se fossero 10. Ecco dunque il perché del nome moltiplicatore ed amplificatore della forza umana. La potenza e la forza di questo vestito robotico è garantita dalla presenza di ben 22 motori elettrici che vengono azionati dall’uomo all’interno del telaio. «La straordinarietà di questo robot - spiega Salsedo - è che si tratta di una gru indossabile nata per operare in ambienti non strutturati». Traduzione: l’“incredibile Hulk” si muove su terreni sconnessi, accidentati, stretti e con poca o ridottissima accessibilità.

Il robot del Percro può tranquillamente passare da una porta. «Le gru, i muletti, anche quelli più evoluti hanno uno spazio di operatività molto limitato, non riescono cioè ad operare in ambienti dove ci vuole la flessibilità e la dinamica di movimentazione che ha un corpo umano»: dice Salsedo. Averlo avuto a disposizione e quindi in azione nel dopo terremoto in Abruzzo, sarebbe stato di grande utilità.

Ma c’è di più. Il robot del Percro ha una straordinaria capacità che è quella di muoversi ruotando sull’asse verticale esattamente come un uomo, cosa che non avviene per le normali gru. La forza del dispositivo inventato al Percro non è però brutale. «Se il nostro apparato - prosegue Salsedo - è un amplificatore di forza, in realtà lo è anche della sensibilità». Per capire che cosa significa dotare di sensibilità un robot di 160 kg con 22 motori elettrici e due chele enormi di acciaio, i ricercatori del Sant’Anna usano il paragone del servosterzo idraulico di una macchina, in grado cioè di assecondare perfettamente e docilmente i comandi dell’uomo. Un Hulk dunque, col guanto di velluto. «La cosa fondamentale di cui abbiamo tenuto conto nella realizzazione del robot - continuano dal Percro - è la sua necessità di mantenere un ridottissimo ingombro ed infatti, una volta indossato, la configurazione dell’apparato robotico è poco più grande di quella di un uomo».

Il progetto di questo robot è partito nel 2004, ci hanno lavorato quattro ricercatori e nel marzo di quest’anno, è stato montato nelle sue componenti sia hadrware che software. «In Europa e nel mondo non c’è nulla di simile»: dice Salsedo. L’esercito degli Stati Uniti aveva finanziato e realizzato solo un “paio di gambe meccaniche” e servivano ai soldati per fare lunghe marce portando zaini pesanti oltre 100 kg. Il finanziamento del progetto pontederese, è del ministero della Difesa ma le applicazioni in campo civile sono molteplici. «Pensate all’utilizzo nei settori socio sanitari come quello della riabilitazione motoria - dice Salsedo - oppure nell’assistenza a persone anziane con gravi problemi di movimento e deambulazione».

E come si è anticipato prima, le applicazioni nei settori della protezione civile sono enormi. Vedremo presto un super pompiere robotico? «Va da sé che le applicazioni nei settori della protezione civile sono moltissime soprattutto nei casi di calamità naturali», conclude Salsedo che evita di divulgare i nomi di alcune aziende ed enti già nella sua agenda degli incontri. Per ora, il progetto è saldamente in mano al ministero della Difesa.

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