Finanza
L’azienda di Gello si è dotata di un piano industriale impegnativo per diventare gestore unico
Le sfide che portano alla gara
Emilio Chiorazzo
◗
Paolo Marconcini, neopresidente di GeoforMaurizio Signorini lascia con un po' d'anticipo rispetto alla scadenza del mandato. Lascia il testimone di un'azienda che, proprio con il bilancio del 2008 è tornata agli utili e si è scrollata di dosso una stagione - durata almeno un paio di anni - di difficoltà e di scandali
3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Maurizio Signorini lascia con un po' d'anticipo rispetto alla scadenza del mandato. Lascia il testimone di un'azienda che, proprio con il bilancio del 2008 è tornata agli utili e si è scrollata di dosso una stagione - durata almeno un paio di anni - di difficoltà e di scandali.
A Paolo Marconcini, che prenderà il suo posto, lascia un piano industriale che è stato costruito apposta per traghettare l'azienda verso la gara per la gestione unica del servizio. Costruito per permettere a Geofor di poter avere un ruolo vincente, in quella gara, pena la scomparsa della struttura che, in tutti questi anni, è stata realizzata tra Pisa e Gello.
I conti migliori. Sono state fatte razionalizzazioni per ottenere risparmi nei costi e per migliorare i servizi. Nel 2008 sono ripresi anche gli investimenti che, invece, nel biennio precedenti erano rimasti bloccati.
Il piano industriale. Ne sono state individuate le linee, proprio per arrivare con le carte in regola alla gara che il prossimo anno, dovrà individuare un gestore unico al quale assegnare il servizio di igiene ambientale per l'intero Ato della Costa, quello al quale fanno capo le province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa. Il piano industriale prevede due cose importanti: la realizzazione di un nuovo impianto, nell'area adiacente a quello attuale, a Gello e l'unificazione delle sedi operative, col trasferimento a Gelo della sede pisana. Sempre con l'obiettivo della gara è stata costituita un'associazione temporanea di impresa, la Geofor si è"alleata" con altre tre aziende che gestiscono i rifiuti: la Belvedere di Peccioli, la Asiu di Piombino e la Rea di Rosignano. Altre, nei prossimi mesi, potrebbero unire le loro forze a questa Ati.
Il nuovo stabilimento. Quello attuale mostra troppi punti critici: un layout inadeguato, le aree che sono insufficienti, gli impianti obsoleti, l'attività che viene svolta su più sedi operative e, come se non bastasse, il fatto che nella stessa area agisce anche Ecofor Service crea interferenze. Un esempio su tutti: la pesa, che è unica, in certi momenti è affollata. Ci sono file di camion interminabili.
Una situazione che crea a Geofor difficoltà gestionali: i costi sono superiori, il servizio meno efficiente; ci sono problemi operativi ambientali; addirittura il rischio che venga vietata l'attività di produzione del compost, con l'obbligo di trasferire il trattamento dell'organico in altri impianti.
Qualche toppa, fin qui è stata messa, per scongiurare questo rischio, ma non si può arrivare alla gara in una situazione simile. Ecco perché è stato deciso di realizzare un nuovo impianto: sono stati individuati 90mila metri quadrati di terreni proprio adiacenti alla struttura oggi attiva a Gello. Entro l'anno verrà definito l'acquisto. Poi, dovrà nascere la nuova struttura: costo 31 milioni di euro. Il progetto è ambizioso: un nuovo impianto di compostaggio per l'organico e uno per il verde; un impianto di selezione per la carta, il cartone, per gli imballaggi misti, per i rifiuti ingombranti, per legno, ramaglie e per la selezione dei rifiuti solidi urbani.
L'incognita degli insoluti. Ci sono 5 milioni di vecchie fatture da incassare. Buona parte sono soldi che i Comuni devono dare a Geofor. Per tutelarsi, del bilancio 2008 sono stati accantonati tra gli ammortamenti. A settembre, però, si conoscerà l'esito che ha avuto il recupero crediti commissionato a Equitalia.
A Paolo Marconcini, che prenderà il suo posto, lascia un piano industriale che è stato costruito apposta per traghettare l'azienda verso la gara per la gestione unica del servizio. Costruito per permettere a Geofor di poter avere un ruolo vincente, in quella gara, pena la scomparsa della struttura che, in tutti questi anni, è stata realizzata tra Pisa e Gello.
I conti migliori. Sono state fatte razionalizzazioni per ottenere risparmi nei costi e per migliorare i servizi. Nel 2008 sono ripresi anche gli investimenti che, invece, nel biennio precedenti erano rimasti bloccati.
Il piano industriale. Ne sono state individuate le linee, proprio per arrivare con le carte in regola alla gara che il prossimo anno, dovrà individuare un gestore unico al quale assegnare il servizio di igiene ambientale per l'intero Ato della Costa, quello al quale fanno capo le province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa. Il piano industriale prevede due cose importanti: la realizzazione di un nuovo impianto, nell'area adiacente a quello attuale, a Gello e l'unificazione delle sedi operative, col trasferimento a Gelo della sede pisana. Sempre con l'obiettivo della gara è stata costituita un'associazione temporanea di impresa, la Geofor si è"alleata" con altre tre aziende che gestiscono i rifiuti: la Belvedere di Peccioli, la Asiu di Piombino e la Rea di Rosignano. Altre, nei prossimi mesi, potrebbero unire le loro forze a questa Ati.
Il nuovo stabilimento. Quello attuale mostra troppi punti critici: un layout inadeguato, le aree che sono insufficienti, gli impianti obsoleti, l'attività che viene svolta su più sedi operative e, come se non bastasse, il fatto che nella stessa area agisce anche Ecofor Service crea interferenze. Un esempio su tutti: la pesa, che è unica, in certi momenti è affollata. Ci sono file di camion interminabili.
Una situazione che crea a Geofor difficoltà gestionali: i costi sono superiori, il servizio meno efficiente; ci sono problemi operativi ambientali; addirittura il rischio che venga vietata l'attività di produzione del compost, con l'obbligo di trasferire il trattamento dell'organico in altri impianti.
Qualche toppa, fin qui è stata messa, per scongiurare questo rischio, ma non si può arrivare alla gara in una situazione simile. Ecco perché è stato deciso di realizzare un nuovo impianto: sono stati individuati 90mila metri quadrati di terreni proprio adiacenti alla struttura oggi attiva a Gello. Entro l'anno verrà definito l'acquisto. Poi, dovrà nascere la nuova struttura: costo 31 milioni di euro. Il progetto è ambizioso: un nuovo impianto di compostaggio per l'organico e uno per il verde; un impianto di selezione per la carta, il cartone, per gli imballaggi misti, per i rifiuti ingombranti, per legno, ramaglie e per la selezione dei rifiuti solidi urbani.
L'incognita degli insoluti. Ci sono 5 milioni di vecchie fatture da incassare. Buona parte sono soldi che i Comuni devono dare a Geofor. Per tutelarsi, del bilancio 2008 sono stati accantonati tra gli ammortamenti. A settembre, però, si conoscerà l'esito che ha avuto il recupero crediti commissionato a Equitalia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
