Proteste
L'affitto non era autorizzato
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L’ingresso alla Galleria Aringhieri a PonsaccoNon sarebbe stata rispettata la norma prevista dal Comune nel regolamento per l'assegnazione di aree Pip
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PONSACCO. C'è un contenzioso da 900mila euro tra il Comune e uno degli imprenditori più conosciuti nella cittadina del mobile, Romano Aringhieri, con un passato da presidente della locale squadra di calcio quando era in C2. Riguarda la Galleria Aringhieri, situata nel piano per gli insediamenti produttivi.
In questa prima fase l'amministrazione comunale ha incassato due risultati positivi. Sia il Tar che il Consiglio di Stato hanno, infatti, respinto la richiesta di sospensiva presentata da Aringhieri rispetto al provvedimento adottato dal Comune che ha chiesto all'imprenditore il pagamento della sanzione da circa 900mila euro. In attesa che il Tar decida nel merito della controversia il Comune si appresta a incassare, questa volta in soldoni, entro il fine luglio, la sanzione.
Il caso è di quelli spinosi e coinvolge anche i negozi che hanno avuto in affitto magazzini e negozi all'interno della Galleria Aringhieri.
Il Comune di Ponsacco, dopo una serie di accertamenti e probabilmente anche dopo alcune segnalazioni rispetto alla presunta situazione anomala nel nuovo Pip, ha accertato che la ditta "Aringhieri Giuseppe Romano", assegnataria del macrolotto Pip, comparto uno, aveva affittato alcuni locali ad uso commerciale e direzionale senza richiedere la preventiva autorizzazione, né la determinazione del canone di locazione al Comune. Cosa vietata, secondo l'amministrazione che si rifà al regolamento per l'assegnazione delle aree comprese nel Pip, visto che si tratta di un immobile su area pubblica, assegnata dall'ente locale stesso. Dal regolamento l'ufficio urbanistica è poi partito per contestare ad Aringhieri la "ricca" sanzione. Che è stata calcolata in base alla differenza tra il canone di locazione percepito da Aringhieri e quello che sarebbe derivato da una determinazione dello stesso condivisa con il Comune. In sostanza il Comune impone agli assegnatari di aree Pip di non vendere o affittare gli immobili se non a prezzi e con formule concordate con l'amministrazione e che non possono essere quelli del libero mercato ma inferiori.
Aringhieri, sia al Tar che al Consiglio di Stato, ha chiesto l'annullamento della sanzione considerandola lesiva rispetto ai calcoli del canone di locazione e la sospensione del provvedimento. Ottenendo per ora due no secchi. Nel frattempo anche gli affittuari hanno percorso le vie legali per chiedere la restituzione dell'eventuale parte di affitto pagata in più.
Il sindaco Alessandro Cicarelli, pur confermando l'esistenza del contenzioso, vola alto. «Non c'è alcun atteggiamento vessatorio da parte nostra - spiega il sindaco - i tecnici dei nostri uffici hanno fatto il loro lavoro, facendo osservare la legge. Del resto come amministrazione pubblica abbiamo il dovere di garantire la legalità. Aspettiamo il giudizio di merito che ci sarà in tempi lunghi per fare una valutazione più complessiva. Intanto l'imprenditore dovrà pagare la sanzione. Come Comune siamo anche disponibili a rivedere le cifre sulla base di nuovi documenti forniti da Aringhieri ma più di questo non possiamo fare».
Sabrina Chiellini
In questa prima fase l'amministrazione comunale ha incassato due risultati positivi. Sia il Tar che il Consiglio di Stato hanno, infatti, respinto la richiesta di sospensiva presentata da Aringhieri rispetto al provvedimento adottato dal Comune che ha chiesto all'imprenditore il pagamento della sanzione da circa 900mila euro. In attesa che il Tar decida nel merito della controversia il Comune si appresta a incassare, questa volta in soldoni, entro il fine luglio, la sanzione.
Il caso è di quelli spinosi e coinvolge anche i negozi che hanno avuto in affitto magazzini e negozi all'interno della Galleria Aringhieri.
Il Comune di Ponsacco, dopo una serie di accertamenti e probabilmente anche dopo alcune segnalazioni rispetto alla presunta situazione anomala nel nuovo Pip, ha accertato che la ditta "Aringhieri Giuseppe Romano", assegnataria del macrolotto Pip, comparto uno, aveva affittato alcuni locali ad uso commerciale e direzionale senza richiedere la preventiva autorizzazione, né la determinazione del canone di locazione al Comune. Cosa vietata, secondo l'amministrazione che si rifà al regolamento per l'assegnazione delle aree comprese nel Pip, visto che si tratta di un immobile su area pubblica, assegnata dall'ente locale stesso. Dal regolamento l'ufficio urbanistica è poi partito per contestare ad Aringhieri la "ricca" sanzione. Che è stata calcolata in base alla differenza tra il canone di locazione percepito da Aringhieri e quello che sarebbe derivato da una determinazione dello stesso condivisa con il Comune. In sostanza il Comune impone agli assegnatari di aree Pip di non vendere o affittare gli immobili se non a prezzi e con formule concordate con l'amministrazione e che non possono essere quelli del libero mercato ma inferiori.
Aringhieri, sia al Tar che al Consiglio di Stato, ha chiesto l'annullamento della sanzione considerandola lesiva rispetto ai calcoli del canone di locazione e la sospensione del provvedimento. Ottenendo per ora due no secchi. Nel frattempo anche gli affittuari hanno percorso le vie legali per chiedere la restituzione dell'eventuale parte di affitto pagata in più.
Il sindaco Alessandro Cicarelli, pur confermando l'esistenza del contenzioso, vola alto. «Non c'è alcun atteggiamento vessatorio da parte nostra - spiega il sindaco - i tecnici dei nostri uffici hanno fatto il loro lavoro, facendo osservare la legge. Del resto come amministrazione pubblica abbiamo il dovere di garantire la legalità. Aspettiamo il giudizio di merito che ci sarà in tempi lunghi per fare una valutazione più complessiva. Intanto l'imprenditore dovrà pagare la sanzione. Come Comune siamo anche disponibili a rivedere le cifre sulla base di nuovi documenti forniti da Aringhieri ma più di questo non possiamo fare».
Sabrina Chiellini
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