Il dolore
SANTA CROCE
Ripuliva le tombe di vasi e angioletti
Sabrina Chiellini
Ladro seriale nei cimiteri di Santa Croce e dintorni: aveva in casa 83 arredi funebri
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SANTA CROCE. Gli angioletti di marmo o di ceramica erano la sua passione. Li rubava soprattutto sulle tombe dei bambini o di persone morte in giovane età. Ma in alcune occasioni ha depredato pure le tombe di anziani portandosi a casa statuine e vasi di tutte le forme e materiali. Tanti arredi funebri, alcuni di scarso valore economico. A volte più preziosi. Oggetti che non hanno prezzo per i familiari dei defunti presi di mira. Erano diventati per Sergio Sabatini, 59 anni, all’epoca disoccupato, un modo per stabilire una vicinanza, una specie di corrispondenza affettiva - così lui si è difeso - con quei morti per i quali l’uomo diceva di provare tenerezza. Specialmente se questi ultimi, come è poi emerso dopo l’arresto dell’uomo, avevano avuto la “disgrazia” di essere stati sepolti vicino alla tomba degli anziani genitori dell’autore dei furti.
Da tempo nel piccolo cimitero di Santa Croce i cittadini lamentavano la scomparsa di ornamenti lasciati sulle tombe. Nessuno immaginava che tra i vialetti di ghiaia e i sepolcri potesse passare inosservato, e per così tanto tempo, un ladro seriale che si dileguava con tutta calma in bicicletta, non avendo neppure la macchina. Un uomo solo, per tanti anni aiutato dal volontariato locale, che ora vive in Francia dove ha trovato un lavoro come operaio agricolo.
Due anni fa, quasi per caso, i carabinieri sono riusciti a dare un nome all’autore di un’infinità di furti che fino a quel momento erano rimasti nel mistero. Fu una cittadina, Nunzia Maria Carmela Passarella, 56 anni, a consegnare agli investigatori il presunto ladro. La donna sorprese Sabatini mentre contemplava un angioletto che aveva da poco prelevato dalla tomba di sua figlia. Senza perdersi d’animo la donna - chissà da quanto aspettava quel momento - fermò Sabatini e chiese l’intervento dei carabinieri. «Non volevo rubarlo», si difese l’uomo, nell’attesa dei militari. Le sorprese non erano finite. Quando i carabinieri della compagnia di San Miniato gli chiesero cosa intendesse fare con quell’angioletto Sabatini si lasciò dietro ogni scusa. «Volevo solo guardarlo, non l’avrei mai rubato. Ma se venite a casa mia - questo il senso delle dichiarazioni dell’uomo - troverete molti oggetti rubati».
In effetti a casa, sopra un armadio, i militari trovarono 83 arredi rubati dalle tombe dei cimiteri della zona. Solo cinque sono stati riconosciuti e restituiti ai proprietari ed erano stati trafugati nello stesso cimitero di Santa Croce. L’uomo venne arrestato per furto aggravato per il fatto che gli oggetti erano esposti alla pubblica fede. Ora la vicenda è approdata in tribunale a Pontedera.
Sabatini, difeso dall’avvocato Laura Antonelli di Pisa, ha patteggiato quattro mesi di reclusione e trecento euro di multa (pena sospesa). Nel frattempo l’uomo ha lasciato Santa Croce in cerca di una nuova vita e sostiene di avere chiuso con i furti sulle tombe.
Da tempo nel piccolo cimitero di Santa Croce i cittadini lamentavano la scomparsa di ornamenti lasciati sulle tombe. Nessuno immaginava che tra i vialetti di ghiaia e i sepolcri potesse passare inosservato, e per così tanto tempo, un ladro seriale che si dileguava con tutta calma in bicicletta, non avendo neppure la macchina. Un uomo solo, per tanti anni aiutato dal volontariato locale, che ora vive in Francia dove ha trovato un lavoro come operaio agricolo.
Due anni fa, quasi per caso, i carabinieri sono riusciti a dare un nome all’autore di un’infinità di furti che fino a quel momento erano rimasti nel mistero. Fu una cittadina, Nunzia Maria Carmela Passarella, 56 anni, a consegnare agli investigatori il presunto ladro. La donna sorprese Sabatini mentre contemplava un angioletto che aveva da poco prelevato dalla tomba di sua figlia. Senza perdersi d’animo la donna - chissà da quanto aspettava quel momento - fermò Sabatini e chiese l’intervento dei carabinieri. «Non volevo rubarlo», si difese l’uomo, nell’attesa dei militari. Le sorprese non erano finite. Quando i carabinieri della compagnia di San Miniato gli chiesero cosa intendesse fare con quell’angioletto Sabatini si lasciò dietro ogni scusa. «Volevo solo guardarlo, non l’avrei mai rubato. Ma se venite a casa mia - questo il senso delle dichiarazioni dell’uomo - troverete molti oggetti rubati».
In effetti a casa, sopra un armadio, i militari trovarono 83 arredi rubati dalle tombe dei cimiteri della zona. Solo cinque sono stati riconosciuti e restituiti ai proprietari ed erano stati trafugati nello stesso cimitero di Santa Croce. L’uomo venne arrestato per furto aggravato per il fatto che gli oggetti erano esposti alla pubblica fede. Ora la vicenda è approdata in tribunale a Pontedera.
Sabatini, difeso dall’avvocato Laura Antonelli di Pisa, ha patteggiato quattro mesi di reclusione e trecento euro di multa (pena sospesa). Nel frattempo l’uomo ha lasciato Santa Croce in cerca di una nuova vita e sostiene di avere chiuso con i furti sulle tombe.
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