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Incendio devasta il pastificio Caponi
Sabrina Chiellini
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L’alta colonna di fumo che sovrasta il pastificio Caponi durante l’incendioAppena hanno visto le fiamme hanno preso gli estintori cercando disperatamente di fermarle. Non c'è stato niente da fare: operaie e titolari sono stati costretti a fuggire. Le fiamme erano già alte e il fumo aveva invaso l'intero pastificio Caponi, nella nuova sede nella zona della Bianca, dove l'attività si è trasferita da pochi mesi, dopo essere stata per tanti anni in via Verdi, nel centro cittadino.
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PONTEDERA. Appena hanno visto le fiamme hanno preso gli estintori cercando disperatamente di fermarle. Non c'è stato niente da fare: operaie e titolari sono stati costretti a fuggire. Le fiamme erano già alte e il fumo aveva invaso l'intero pastificio Caponi, nella nuova sede nella zona della Bianca, dove l'attività si è trasferita da pochi mesi, dopo essere stata per tanti anni in via Verdi, nel centro cittadino.
L'incendio, che ha causato danni ingenti, ha messo in ginocchio un'azienda rinnovata nella gestione anche se continua la tradizione del pastificio portato avanti per tanti anni da Roberto Caponi. Al timone ora ci sono due fratelli Andrea e Alessandro Tagliagambe, 32 e 25 anni, alla loro prima esperienza imprenditoriale. Andrea segue le fasi della lavorazione della pasta; Alessandro - una laurea in enologia - si occupa essenzialmente della parte amministrativa. Entrambi erano al lavoro, insieme a tre dipendenti, quando ieri mattina poco prima di mezzogiorno nel pastificio sembrava ci fosse l'inferno. Prima il fuoco, partito dall'essiccatoio, e poi il fumo che ha invaso l'intero capannone. In pochi minuti le fiamme sono salite al tetto e un'alta colonna di fumo nero si è sollevata sulla zona industriale creando allarme e richiamando l'attenzione di molti cittadini. Immediata la richiesta di intervento alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco, intervenuti dai discattamenti di Cascina e Castelfranco di Sotto oltre che dalla centrale di Pisa, e della polizia municipale che ora si occupa delle indagini anche se la causa più probabile del rogo è quella del corto circuito. Il 118 ha inviato sul posto anche alcuni mezzi di soccorso nel timore che ci fossero persone intossicate dal fumo.
In lacrime i proprietari hanno assistito, con la disperazione negli occhi, alle operazioni di spegnimento che si sono andate avanti per circa due ore. I danni sono difficili da calcolare, vista la gravità della situazione e il fatto che l'azienda deve fermare la produzione. Buona parte del capannone è andato danneggiato, completamente distrutti sono il locale che ospitava l'essiccatoio e un altro che era utilizzato per lo stoccaggio della prodotto semilavorato. Entrambi di circa venticinque metri quadrati. Danni anche al tetto, che in parte è crollato investito dal fuoco, agli impianti elettrici e ai macchinari.
Le fiamme si sono estese anche a un magazzino edile che confina con il pastificio causando danni al tetto e a una parete.
Quando i pompieri erano ancora al lavoro per spegnere le fiamme nel pastificio è arrivato anche il sindaco, Simone Millozzi, per rendersi conto dell'accaduto ed espriemere solidarietà ai proprietari e ai dipendenti dell'azienda.
«Come sindaco e amministrazione ci sentiamo vicini ai giovani proprietari - ha detto Millozzi - che da poco hanno rilevato l'azienda e che hanno dato vita ad una encomiabile e positiva impresa: quella di ridare forza ed energia ad una azienda storica della città. Come Comune siamo disponibili a mettere in campo tutte le misure previste per aiutare e sostenere l'impresa in questo difficile momento».
L'incendio, che ha causato danni ingenti, ha messo in ginocchio un'azienda rinnovata nella gestione anche se continua la tradizione del pastificio portato avanti per tanti anni da Roberto Caponi. Al timone ora ci sono due fratelli Andrea e Alessandro Tagliagambe, 32 e 25 anni, alla loro prima esperienza imprenditoriale. Andrea segue le fasi della lavorazione della pasta; Alessandro - una laurea in enologia - si occupa essenzialmente della parte amministrativa. Entrambi erano al lavoro, insieme a tre dipendenti, quando ieri mattina poco prima di mezzogiorno nel pastificio sembrava ci fosse l'inferno. Prima il fuoco, partito dall'essiccatoio, e poi il fumo che ha invaso l'intero capannone. In pochi minuti le fiamme sono salite al tetto e un'alta colonna di fumo nero si è sollevata sulla zona industriale creando allarme e richiamando l'attenzione di molti cittadini. Immediata la richiesta di intervento alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco, intervenuti dai discattamenti di Cascina e Castelfranco di Sotto oltre che dalla centrale di Pisa, e della polizia municipale che ora si occupa delle indagini anche se la causa più probabile del rogo è quella del corto circuito. Il 118 ha inviato sul posto anche alcuni mezzi di soccorso nel timore che ci fossero persone intossicate dal fumo.
In lacrime i proprietari hanno assistito, con la disperazione negli occhi, alle operazioni di spegnimento che si sono andate avanti per circa due ore. I danni sono difficili da calcolare, vista la gravità della situazione e il fatto che l'azienda deve fermare la produzione. Buona parte del capannone è andato danneggiato, completamente distrutti sono il locale che ospitava l'essiccatoio e un altro che era utilizzato per lo stoccaggio della prodotto semilavorato. Entrambi di circa venticinque metri quadrati. Danni anche al tetto, che in parte è crollato investito dal fuoco, agli impianti elettrici e ai macchinari.
Le fiamme si sono estese anche a un magazzino edile che confina con il pastificio causando danni al tetto e a una parete.
Quando i pompieri erano ancora al lavoro per spegnere le fiamme nel pastificio è arrivato anche il sindaco, Simone Millozzi, per rendersi conto dell'accaduto ed espriemere solidarietà ai proprietari e ai dipendenti dell'azienda.
«Come sindaco e amministrazione ci sentiamo vicini ai giovani proprietari - ha detto Millozzi - che da poco hanno rilevato l'azienda e che hanno dato vita ad una encomiabile e positiva impresa: quella di ridare forza ed energia ad una azienda storica della città. Come Comune siamo disponibili a mettere in campo tutte le misure previste per aiutare e sostenere l'impresa in questo difficile momento».
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