Il dolore
Avanti ma a passo ridotto solo chi aveva già deciso di investire. Si fa strada il terziario
La crisi ferma il Pip 4
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Una veduta dell’area per insediamenti produttivi Pip 3 a PontederaLa crisi stempera la vocazione industriale della città. L'anima manifatturiera pontederese sembra infatti cedere il passo al terziario. È quanto emerge dall'andamento delle richieste d'insediamento nel Pip 4
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PONTEDERA. La crisi stempera la vocazione industriale della città. L'anima manifatturiera pontederese sembra infatti cedere il passo al terziario. È quanto emerge dall'andamento delle richieste d'insediamento nel Pip 4. Le domande sono in calo e chi si fa avanti spesso non si occupa di produzione di beni ma di servizi. Il passo è rallentato ma chi aveva deciso d'investire prima della crisi non ha cambiato idea. Cinque aziende sono intenzionate a ritirare il permesso a costruire.
Nei trenta ettari che sono stati messi a bando dell'area per insediamenti produttivi Pip 4, una previsione urbanistica che nei prossimi anni prevede un'intervento complessivo di 70 ettari di cui 40 edificabili, restano ancora dei lotti da assegnare.
Dal Comune di Pontedera si fa sapere che non c'è la corsa degli anni passati da parte delle aziende ad accaparrarsi gli spazi. Un dato che per gli osservatori fotografa l'attualità della crisi a fronte di una realtà che negli ultimi dieci anni non ha registrato difficoltà a trovare imprese interessate a insediarsi. Nel complesso delle aree Pip, ovvero 1, 2,3 e 4, secondo i calcoli del Comune di Pontedera si contano 1,5 milioni di metri quadrati di superficie produttiva a fronte di alcune centinaia di aziende e circa 10mila addetti.
Chi deve investire oggi temporeggia, e negli ultimi mesi scarseggiano anche le manifestazioni d'interesse all'acquisto di lotti. Degli undici nel Pip 4 per i quali altrettante imprese hanno versato l'acconto del 60% per opzionarne l'acquisto, sei restano ancora al palo. Prossime al ritiro della concessione per l'avvio dei lavori di costruzione dei capannoni, invece, sono le falegnamerie Turini e Bertini, l'azienda edile Reco, quella di autospurghi Lippi e la Csc, che si occupa di logistica. Invece, nel Pip 3 sono in corso gli interventi del nuovo super magazzino della Pam, con spazi coperti per 35mila mq per la gestione logistica delle merci non alimentari destinato a servire la rete commerciale nazionale. Anche Lidl ha scelto Pontedera per un deposito merci. Due realtà che mettono in luce l'aumento di peso che in questi ultimi anni stanno registrando negli insediamenti le aziende del terziario rispetto a quelle manifatturiere.
A confermare il calo di appeal delle aree produttive a seguito della crisi è l'assessore allo sviluppo economico di Pontedera Francesco Nocchi. «In una fase di crisi come questa però dobbiamo continuare a investire e tra le ipotesi c'è quella delle energie rinnovabili. In termini di infrastrutture, invece, il prossimo completamento dell'asse viario che dalla rotonda dei cimiteri conduce a Gello e la realizzazione del ponte alla Navetta contribuiranno in modo significativo all'appetibilità dell'area». Ma chiarisce anche l'ottica con cui guardare allo sviluppo del Pip 4. «È un'operazione di lungo respiro. C'è una programmazione che prevede l'attuazione per lotti funzionali, evitando il consumo di territorio».
Il consorzio Campus Pontedera, che fa riferimento a Cna, è titolare di un macrolotto di circa 7 ettari nel Pip 4. E per la tipologia dell'intervento è un'osservatorio privilegiato per testare le intenzioni di investimento delle imprese. «Abbiamo trattative in corso che interessano un 10% del nostro spazio disponibile - afferma il presidente di Campus Riccardo Consani - La crisi è arrivata e si allungano i tempi d'investimento. Ma le manifestazioni d'interesse ci sono e sono superiori agli spazi che abbiamo a disposizione. In generale si tratta di ricollocazioni funzionali e non di nuove aziende». Ma languono anche gli investimenti in servizi e commercio. Nel centro direzionale che Campus sta costruendo all'interno del Pip 3, e che è in fase di completamento, le trattative in corso sono per circa il 35% degli spazi disponibili.
Manolo Morandini
Nei trenta ettari che sono stati messi a bando dell'area per insediamenti produttivi Pip 4, una previsione urbanistica che nei prossimi anni prevede un'intervento complessivo di 70 ettari di cui 40 edificabili, restano ancora dei lotti da assegnare.
Dal Comune di Pontedera si fa sapere che non c'è la corsa degli anni passati da parte delle aziende ad accaparrarsi gli spazi. Un dato che per gli osservatori fotografa l'attualità della crisi a fronte di una realtà che negli ultimi dieci anni non ha registrato difficoltà a trovare imprese interessate a insediarsi. Nel complesso delle aree Pip, ovvero 1, 2,3 e 4, secondo i calcoli del Comune di Pontedera si contano 1,5 milioni di metri quadrati di superficie produttiva a fronte di alcune centinaia di aziende e circa 10mila addetti.
Chi deve investire oggi temporeggia, e negli ultimi mesi scarseggiano anche le manifestazioni d'interesse all'acquisto di lotti. Degli undici nel Pip 4 per i quali altrettante imprese hanno versato l'acconto del 60% per opzionarne l'acquisto, sei restano ancora al palo. Prossime al ritiro della concessione per l'avvio dei lavori di costruzione dei capannoni, invece, sono le falegnamerie Turini e Bertini, l'azienda edile Reco, quella di autospurghi Lippi e la Csc, che si occupa di logistica. Invece, nel Pip 3 sono in corso gli interventi del nuovo super magazzino della Pam, con spazi coperti per 35mila mq per la gestione logistica delle merci non alimentari destinato a servire la rete commerciale nazionale. Anche Lidl ha scelto Pontedera per un deposito merci. Due realtà che mettono in luce l'aumento di peso che in questi ultimi anni stanno registrando negli insediamenti le aziende del terziario rispetto a quelle manifatturiere.
A confermare il calo di appeal delle aree produttive a seguito della crisi è l'assessore allo sviluppo economico di Pontedera Francesco Nocchi. «In una fase di crisi come questa però dobbiamo continuare a investire e tra le ipotesi c'è quella delle energie rinnovabili. In termini di infrastrutture, invece, il prossimo completamento dell'asse viario che dalla rotonda dei cimiteri conduce a Gello e la realizzazione del ponte alla Navetta contribuiranno in modo significativo all'appetibilità dell'area». Ma chiarisce anche l'ottica con cui guardare allo sviluppo del Pip 4. «È un'operazione di lungo respiro. C'è una programmazione che prevede l'attuazione per lotti funzionali, evitando il consumo di territorio».
Il consorzio Campus Pontedera, che fa riferimento a Cna, è titolare di un macrolotto di circa 7 ettari nel Pip 4. E per la tipologia dell'intervento è un'osservatorio privilegiato per testare le intenzioni di investimento delle imprese. «Abbiamo trattative in corso che interessano un 10% del nostro spazio disponibile - afferma il presidente di Campus Riccardo Consani - La crisi è arrivata e si allungano i tempi d'investimento. Ma le manifestazioni d'interesse ci sono e sono superiori agli spazi che abbiamo a disposizione. In generale si tratta di ricollocazioni funzionali e non di nuove aziende». Ma languono anche gli investimenti in servizi e commercio. Nel centro direzionale che Campus sta costruendo all'interno del Pip 3, e che è in fase di completamento, le trattative in corso sono per circa il 35% degli spazi disponibili.
Manolo Morandini
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