Il dolore
Un'altra ondata di cassa integrazione
Luciano Gianfranceschi
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Domenico Contino sindacalista della Cgil«Da ora fino alle ferie d'agosto si preannuncia un mese e mezzo in cui ci sarà un grande ricorso alla cassa integrazione nel settore conciario»
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SANTA CROCE. «Da ora fino alle ferie d'agosto si preannuncia un mese e mezzo in cui ci sarà un grande ricorso alla cassa integrazione nel settore conciario». Il timore è del sindacalista Domenico Contino, nel fare il punto nudo e crudo della situazione presso la sede della Cgil. «Le ordinazioni per la stagione produttiva invernale sono pressoché esaurite e certe concerie non hanno da fare pressoché niente».
Poi, aggiunge: «C'è stato un po' di movimento, nei mesi scorsi, ma non sufficiente rispetto alle aspettative di lavoro. Anche gli ultimi dati che riguardano le esportazioni, dove il settore del cuoio e delle pelli ha i principali mercati, segna meno. E le aziende che lavorano con l'estero perdono il 30 per cento rispetto all'anno scorso».
Dunque, un quadro a tinte fosche. D'altronde, circolano pochi furgoni, tra Santa Croce e Ponte a Egola, e non a pieno carico ma con un pancale di pellame alla volta. Le aziende contoterziste stanno appassendo una dietro l'altra. La pelle, tanto di moda alle rassegne di Firenze e Milano e nelle vetrine delle boutique, non si vende più come una volta, a causa della crisi economica mondiale che non accenna segnali di ripresa.
Ma c'è anche una piccola nota positiva, dopo quella, già annunciata, secondo cui la cassa integrazione verrà anticipata ai lavoratori dalla Cassa di Risparmio di San Miniato, dopo l'accordo con l'Assoconciatori di Santa Croce e con il Consorzio conciatori di Ponte a Egola. «Anche il sindacato ha spinto in questa direzione e ha fatto parte dell'accordo», continua Contino. E aggiunge una novità: «Ci stiamo impegnando ulteriormente affinché i lavoratori non paghino gli interessi passivi, sia pure agevolati, in quanto con 700 euro non si vive. Pertanto, di tali interessi dovrebbero farsi carico le istituzioni e un accordo in questo senso è prossimo».
A proposito della cassa integrazione, cosiddetta in deroga, si dice che non spetti ai licenziati dalle piccole realtà produttive, sia contoterziste che concerie. Che sono molte, in questo distretto industriale. Così Contino fa finalmente chiarezza: «Non è vero. In Toscana è stato fatto un accordo in Regione il 17 marzo, finanziato con 10 milioni di euro, e successivamente rifinanziato alla fine d'aprile e comprendente tutti i settori e le tipologie di lavoro. Anche quelle con meno di 15 dipendenti, oppure dell'artigianato, che appunto non ne avevano diritto».
Poi, aggiunge: «Gli ammortizzatori sociali per i lavoratori esistono e insistiamo che vengano utilizzati, che le aziende facciano tutto il possibile per mantenere i livelli occupazionali. Senza licenziare. Ovviamente è necessario - puntualizza - che l'azienda chieda la cassa integrazione in deroga. E' un'opportunità che deve tenere presente, sennò quando riprenderà il lavoro, senza manodopera, come farà?».
Prosegue il sindacalista: «E' rimasto un problemino da risolvere: quello degli interessi passivi. Ovviamente, non può pagarli il lavoratore, che già non ce la fa a tirare avanti. Devono farsene carico, verso la banca, i soggetti come la Provincia e i Comuni. Stiamo impegnandoci in questo senso, il progetto è via di definizione. E sarà valido - conclude Domenico Contino - per tutti i tipi di cassa integrazione: ordinaria, straordinaria e in deroga».
Poi, aggiunge: «C'è stato un po' di movimento, nei mesi scorsi, ma non sufficiente rispetto alle aspettative di lavoro. Anche gli ultimi dati che riguardano le esportazioni, dove il settore del cuoio e delle pelli ha i principali mercati, segna meno. E le aziende che lavorano con l'estero perdono il 30 per cento rispetto all'anno scorso».
Dunque, un quadro a tinte fosche. D'altronde, circolano pochi furgoni, tra Santa Croce e Ponte a Egola, e non a pieno carico ma con un pancale di pellame alla volta. Le aziende contoterziste stanno appassendo una dietro l'altra. La pelle, tanto di moda alle rassegne di Firenze e Milano e nelle vetrine delle boutique, non si vende più come una volta, a causa della crisi economica mondiale che non accenna segnali di ripresa.
Ma c'è anche una piccola nota positiva, dopo quella, già annunciata, secondo cui la cassa integrazione verrà anticipata ai lavoratori dalla Cassa di Risparmio di San Miniato, dopo l'accordo con l'Assoconciatori di Santa Croce e con il Consorzio conciatori di Ponte a Egola. «Anche il sindacato ha spinto in questa direzione e ha fatto parte dell'accordo», continua Contino. E aggiunge una novità: «Ci stiamo impegnando ulteriormente affinché i lavoratori non paghino gli interessi passivi, sia pure agevolati, in quanto con 700 euro non si vive. Pertanto, di tali interessi dovrebbero farsi carico le istituzioni e un accordo in questo senso è prossimo».
A proposito della cassa integrazione, cosiddetta in deroga, si dice che non spetti ai licenziati dalle piccole realtà produttive, sia contoterziste che concerie. Che sono molte, in questo distretto industriale. Così Contino fa finalmente chiarezza: «Non è vero. In Toscana è stato fatto un accordo in Regione il 17 marzo, finanziato con 10 milioni di euro, e successivamente rifinanziato alla fine d'aprile e comprendente tutti i settori e le tipologie di lavoro. Anche quelle con meno di 15 dipendenti, oppure dell'artigianato, che appunto non ne avevano diritto».
Poi, aggiunge: «Gli ammortizzatori sociali per i lavoratori esistono e insistiamo che vengano utilizzati, che le aziende facciano tutto il possibile per mantenere i livelli occupazionali. Senza licenziare. Ovviamente è necessario - puntualizza - che l'azienda chieda la cassa integrazione in deroga. E' un'opportunità che deve tenere presente, sennò quando riprenderà il lavoro, senza manodopera, come farà?».
Prosegue il sindacalista: «E' rimasto un problemino da risolvere: quello degli interessi passivi. Ovviamente, non può pagarli il lavoratore, che già non ce la fa a tirare avanti. Devono farsene carico, verso la banca, i soggetti come la Provincia e i Comuni. Stiamo impegnandoci in questo senso, il progetto è via di definizione. E sarà valido - conclude Domenico Contino - per tutti i tipi di cassa integrazione: ordinaria, straordinaria e in deroga».
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