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È boom di sospensioni del giudizio

Paola Silvi

SCUOLA Sono usciti i verdetti di fine anno. Ai licei spicca una percentuale di bocciatura abbastanza bassa

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PONTEDERA. Pochi esultano, molti fanno puntigliosi confronti sui voti in condotta. Tutti controllano prima i propri risultati, poi quelli degli amici, fino ai più lontani conoscenti. Al rito dei quadri di fine anno, usciti ieri in tutte le scuole pontederesi tranne il Montale, nessun studente rinuncia. In centinaia si accalcano davanti ai vetri che portano affissi i tradizionali cartelloni.

Nel giro di pochi minuti si consuma un'intera stagione scolastica. Ammesso, non ammesso, sospensione del giudizio: grandi preoccupazioni, piccoli drammi, qualche gioia. Un paio di spintoni, una rapida occhiata, magari una telefonata a casa per leggere in diretta le valutazioni. Risultati felici: «E' stata dura - racconta Laura, quartina promossa al liceo scientifico - ma sono felice». «Alle medie - le fa eco Lorenzo, che invece è stato promosso in seconda - la dipingevano come una scuola difficile, ma ce l'abbiamo fatta». In effetti la media dei bocciati ai licei non è alta, sfiorando appena il 5,4%. Su 498 ragazzi al XXV Aprile solo in 27 dovranno ripetere l'anno. Brillanti anche gli alunni del classico, dove su 234 i respinti raggiungono quota 13. Risultati un po' più incerti invece per quegli studenti zoppicanti, che ancora non hanno il lasciapassare per l'anno successivo. Si diffonde a valanga in tutti gli istituti la "sospensione del giudizio", che in gergo più comune equivale ad essere rimandati a settembre. I ragazzi coinvolti sono tenuti ad andare nelle segreterie a ritirare le lettere con indicate le materie da recuperare. Dopo una prima sosta, c'è dunque la processione post-tabelloni per ottenere il promemoria dei corsi da seguire.

All'Itcg "E. Fermi" la percentuale dei rinviati è all'incirca del 27%, vale a dire che uno studente su tre dovrà posticipare il divertimento e il relax estivo. In tanti sono stupiti, non si aspettavano tutte quelle materie da recuperare. Altri sono sollevati e si aggrappano alla valutazione rimandata come a un comodo paracadute. «Mi è andata bene - sorride Davide, in 2ª ragioneria - ho solo matematica. Mi aspettano 2 mesi impegnativi, ma spero che la verifica finale ricompenserà gli sforzi». Non proprio dello stesso avviso Cristina: «Andavo malino solo a chimica, potevano anche evitare di darmela. Ora devo studiare. Le vacanze sono rovinate e a casa non me la faranno certo passar liscia». Sempre al Fermi, comunque, il 60% dei ragazzi ha superato senza intoppi l'anno scolastico appena trascorso. La dirigente scolastica Cristina Cosci si ritiene soddisfatta del percorso dei suoi alunni. «Solamente l'11% non è stato promosso. I maggiori problemi - dice - si sono riscontrati nelle prime, ma questo è fisiologico, succede quasi sempre. L'importante è continuare ad offrire a tutti un buon piano formativo. Per concretizzare questo obiettivo diventa necessario allora investire sugli insegnanti, sugli strumenti comunicativi da possedere per colmare il divario generazionale che li separa dagli alunni e sull'autonomia scolastica».

Le note dolenti arrivano poi nei tecnici e nei professionali. All'Ipsia Pacinotti i promossi sono un terzo degli studenti e ci sono classi, soprattutto di prima, dove su 26/28 alunni, non se ne sono salvati neppure la metà. Impennata così dei rinviati che superano con il 33% la somma degli ammessi e sono di poco inferiori ai bocciati del tutto. Tanti anche, ben 18, i ritirati. Tra i periti, possono accedere direttamente alla classe superiore solo il 46%. A settembre invece andrà uno studente su quattro. Ripartono da capo 108 ragazzi su un totale di 624. Le cifre parlano chiaro. Le prime, dove i non ammessi sono il 18% e i sospesi il 30%, e le terze, dove i primi si fermano al 24% mentre i secondi arrivano al 41%, sono le classi più ostiche da affrontare.

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