Italia
pontedera cronaca
Quella volta che qui venne d'Alema
I ricordi di Giuseppe Badalassi, Giorgio Pucci e Fiorenzo Baldinotti: nel 1967 firmarono l'atto dal notaio a Pisa
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PONTEDERA. Fiorenzo tira fuori da una cartellina l'atto originale. «Lo firmammo nel '67, a Pisa, dal notaio Di Maio», dice Giuseppe Badalassi con espressione tra fiera e nostalgica. E' il documento che attesta la nascita della società "Il Romito", dalla quale di lì a poco, nell'omonima frazione, sarebbe nato l'omonimo circolo. «Eravamo in 5, intorno alla scrivania di Di Maio», spiega Umberto Nuti, "Rino" per gli amici.
«Siamo rimasti in tre: io, Fiorenzo e Giorgio Pucci, che è quello che arriva ora...», prosegue. Giorgio si avvicina e si siede; «Mancano Quinto Cervigni e Varo Fiorentini...». Poi guarda quel documento avvolto in una custodia di plastica trasparente che Fiorenzo Baldinotti, attuale amministratore dell'associazione che gestisce il circolo e neo consigliere comunale, tiene ancora in mano. «Sono passati tant'anni, s'è lavorato un mucchio, sempre nei ritagli di tempo. Tanta fatica. Tanta passione. La politica? Eh sì, lo sa, no?, a quei tempi la politica...», e accompagna la parola con un gesto della mano. Eh, la politica. Lontanissimi i tempi in cui «il Pci era al 64%... era il'76, lo ricordate?», chiede Giuseppe guardandosi intorno. «O ragazzi, ma c'era Berlinguer!». Il sottotitolo: dove lo ritrovi uno uguale? «Qui al circolo si facevano le Feste dell'Unità. Una sera, da Pisa, vennero a parlare due ragazzi promettenti, D'Alema e Mussi... Ma poi certe serate danzanti, certe feste; c'era la pista da ballo, veniva la gente a suonare...».
Qui è sempre viva una certa sinistra e, si dice, «è normale che sia così. Si sa, quando uno la guerra l'ha vissuta in prima persona, quando uno le bombe le ha sentite fischiare vicino...». A murare il circolo si iniziò alla fine del'68 («altri tempi, altri tempi!»). La struttura fu ultimata all'inizio degli anni Settanta. Giorgio: «L'idea nostra era di fare la casa di tutti, un posto aperto a tutti; anche a quelli della Dc, insomma...». Sirio Giorgi, l'attuale presidente: «Si è sempre cercato di portare avanti l'idea che il circolo è un punto d'incontro. Infatti già alla nascita la denominazione era "Circolo ricreativo e culturale". Nessuna porta chiusa: se rispetti lo statuto, entri». «Bastava che non fossero dell'Msi!», precisa Umberto.
Poi vabbé, non è che si parla sempre di politica. Ma quando se ne parla, si sente dire che «il benessere a volte rovina. Guarda la sinistra. Di diminuirsi lo stipendio non ne vogliono sapere». E che «se si vuole una buona volta battere Berlusconi, l'opposizione deve farla finita di litigare un giorno sì e l'altro pure. Fra poco non si sa neanche più cos'è, la sinistra. O quanti partiti ci sono, a sinistra? Boh, il progresso sarà anche questo...».
«Siamo rimasti in tre: io, Fiorenzo e Giorgio Pucci, che è quello che arriva ora...», prosegue. Giorgio si avvicina e si siede; «Mancano Quinto Cervigni e Varo Fiorentini...». Poi guarda quel documento avvolto in una custodia di plastica trasparente che Fiorenzo Baldinotti, attuale amministratore dell'associazione che gestisce il circolo e neo consigliere comunale, tiene ancora in mano. «Sono passati tant'anni, s'è lavorato un mucchio, sempre nei ritagli di tempo. Tanta fatica. Tanta passione. La politica? Eh sì, lo sa, no?, a quei tempi la politica...», e accompagna la parola con un gesto della mano. Eh, la politica. Lontanissimi i tempi in cui «il Pci era al 64%... era il'76, lo ricordate?», chiede Giuseppe guardandosi intorno. «O ragazzi, ma c'era Berlinguer!». Il sottotitolo: dove lo ritrovi uno uguale? «Qui al circolo si facevano le Feste dell'Unità. Una sera, da Pisa, vennero a parlare due ragazzi promettenti, D'Alema e Mussi... Ma poi certe serate danzanti, certe feste; c'era la pista da ballo, veniva la gente a suonare...».
Qui è sempre viva una certa sinistra e, si dice, «è normale che sia così. Si sa, quando uno la guerra l'ha vissuta in prima persona, quando uno le bombe le ha sentite fischiare vicino...». A murare il circolo si iniziò alla fine del'68 («altri tempi, altri tempi!»). La struttura fu ultimata all'inizio degli anni Settanta. Giorgio: «L'idea nostra era di fare la casa di tutti, un posto aperto a tutti; anche a quelli della Dc, insomma...». Sirio Giorgi, l'attuale presidente: «Si è sempre cercato di portare avanti l'idea che il circolo è un punto d'incontro. Infatti già alla nascita la denominazione era "Circolo ricreativo e culturale". Nessuna porta chiusa: se rispetti lo statuto, entri». «Bastava che non fossero dell'Msi!», precisa Umberto.
Poi vabbé, non è che si parla sempre di politica. Ma quando se ne parla, si sente dire che «il benessere a volte rovina. Guarda la sinistra. Di diminuirsi lo stipendio non ne vogliono sapere». E che «se si vuole una buona volta battere Berlusconi, l'opposizione deve farla finita di litigare un giorno sì e l'altro pure. Fra poco non si sa neanche più cos'è, la sinistra. O quanti partiti ci sono, a sinistra? Boh, il progresso sarà anche questo...».
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