Il dolore
Gli incentivi per le bici? Una beffa
Francesca Lombardi
«Mi sono alzato anche alle tre di notte per spedire le domande via computer, ma è tutto troppo complicato»
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PONTEDERA. «Ho partecipato con impegno e convinzione agli incentivi statali, alzandomi la notte alle tre per inserire le domande. Alla fine, una trentina ne ho validate, ma è stato solo un colpo di fortuna, è tutto troppo complicato».
Risponde così Roberto Nencioni, titolare di un negozio di biciclette a Cascina, per riassumere il suo calvario con gli incentivi sulle biciclette. Il Ministero dell'Ambiente aveva stanziato, lo scorso 20 aprile, 8 milioni e 750 mila euro per l'acquisto di biciclette (comprese quelle elettriche) e ciclomotori poco inquinanti. Bene, la cifra è stata letteralmente spolverata in pochi giorni e tante richieste di contributi sono rimaste in lista di attesa. Lo sconto per l'acquisto di una bicicletta è pari al 30% del prezzo di listino fino ad un massimo di 700 euro. Ciò significa che ad esempio su una bicicletta prezzata 300 euro è previsto uno sconto di 90 euro. Ma, a detta dei rivenditori, questa iniziativa è stata per loro una vera e propria beffa.
«Il 20 aprile scorso è uscito il decreto - spiega Carla, titolare, insieme alla famiglia, del negozio Cicli Iacopini Foresto & c. a Pontedera -, siamo andati all'Unicredit per avere la chiavetta per il collegamento al sito del Ministero e per poter inserire così le pratiche degli incentivi». Da Iacopini la prima pratica è stata passata al terminale il 30 aprile e in una settimana sono riusciti a validarne una decina, poi dal 7 maggio il caos più completo. Il sistema era impazzito, si era bloccato tutto. «Abbiamo provato a inserire le pratiche anche la notte, ma niente - afferma Carla Iacopini -. Il portale poi è stato chiuso, avrebbero riaperto il 12 maggio alle 15, così ancora una volta tutti i negozianti d'Italia davanti ai computer, sono riuscita a farmi validare altre cinque pratiche, poi il 16 maggio i soldi sono finiti, così noi abbiamo ancora 41 persone in lista di attesa».
Proprio per questo si parla di un ulteriore stanziamento di circa 10 milioni di euro per coprire gli inserimenti in stand-by, ma per il momento il futuro è un'incognita, senza contare che non è ben chiaro quando lo Stato rimborserà i commercianti del fatidico 30%.
«Questi incentivi - sottolinea Pierluigi Casalini, negoziante di Pontedera - sono sicuramente positivi per i clienti che hanno avuto lo sconto al momento dell'acquisto, ma per i commercianti sono invece una fregatura. Prima di riavere il 30% passano anche sei o sette mesi, ammesso che i fondi siano sempre disponibili, per noi sarebbe sicuramente più utile magari avere incentivi del 40% rispetto al listino ma con pratiche più veloci, il tempo che passa è davvero troppo».
«Dovrebbero semplificare un po' il procedimento - fa eco Luca Salcioli della Casa del Ciclo di Ponsacco -, non è possibile dover alzarci la notte per lavorare davanti al pc e inserire le domande, dovrei prendere una segretaria che segua il difficile procedimento. Ci vorrebbe un servizio migliore e più veloce».
L'altra accusa che i commercianti in coro muovono al ministro Prestigiacomo è l'errore nella scelta dei tempi. «In questo periodo le biciclette le vendiamo comunque - afferma ancora Carla Iacopini - sarebbe stato più appropriato sicuramente l'inverno. Anzi, così forse ci hanno bloccato le vendite, perché chi vuole comprare una bicicletta aspetta di sapere se potrà usufruire o meno dello sconto, quindi alla fine la nostra situazione economica è peggiorata».
Senza pensare poi ai numerosi clienti che, convinti di poter usufruire del ribasso del 30%, sono stati avvertiti che probabilmente dovranno pagare il prezzo pieno a causa dei problemi tecnici del sistema. Non sa che faccia fare il negoziante, che rischia così di perdere i possibili acquirenti, convinti, come si vede in televisione, che questo provvedimento vada a gonfie vele.
Forse l'unico merito di questo bando è quello di veder abbassare più del 30% i costi in alcuni negozi. «Applicavo già lo sconto del 25% sulle biciclette - spiega Casalini -, con gli incentivi ho deciso di applicare, oltre al 30% che poi mi rimborsano, il 20%».
In questo modo gli amanti delle pedalate potranno acquistare una bici praticamente a metà prezzo. Sicuramente un buon motivo per sfruttare il momento e comprarsi una due ruote ad un prezzo contenuto. Quindi, ai cicloamatori non resta che aspettare il via libera al nuovo stanziamento di 10 milioni di euro, sperando che stavolta il sistema informatico non faccia brutti scherzi.
Risponde così Roberto Nencioni, titolare di un negozio di biciclette a Cascina, per riassumere il suo calvario con gli incentivi sulle biciclette. Il Ministero dell'Ambiente aveva stanziato, lo scorso 20 aprile, 8 milioni e 750 mila euro per l'acquisto di biciclette (comprese quelle elettriche) e ciclomotori poco inquinanti. Bene, la cifra è stata letteralmente spolverata in pochi giorni e tante richieste di contributi sono rimaste in lista di attesa. Lo sconto per l'acquisto di una bicicletta è pari al 30% del prezzo di listino fino ad un massimo di 700 euro. Ciò significa che ad esempio su una bicicletta prezzata 300 euro è previsto uno sconto di 90 euro. Ma, a detta dei rivenditori, questa iniziativa è stata per loro una vera e propria beffa.
«Il 20 aprile scorso è uscito il decreto - spiega Carla, titolare, insieme alla famiglia, del negozio Cicli Iacopini Foresto & c. a Pontedera -, siamo andati all'Unicredit per avere la chiavetta per il collegamento al sito del Ministero e per poter inserire così le pratiche degli incentivi». Da Iacopini la prima pratica è stata passata al terminale il 30 aprile e in una settimana sono riusciti a validarne una decina, poi dal 7 maggio il caos più completo. Il sistema era impazzito, si era bloccato tutto. «Abbiamo provato a inserire le pratiche anche la notte, ma niente - afferma Carla Iacopini -. Il portale poi è stato chiuso, avrebbero riaperto il 12 maggio alle 15, così ancora una volta tutti i negozianti d'Italia davanti ai computer, sono riuscita a farmi validare altre cinque pratiche, poi il 16 maggio i soldi sono finiti, così noi abbiamo ancora 41 persone in lista di attesa».
Proprio per questo si parla di un ulteriore stanziamento di circa 10 milioni di euro per coprire gli inserimenti in stand-by, ma per il momento il futuro è un'incognita, senza contare che non è ben chiaro quando lo Stato rimborserà i commercianti del fatidico 30%.
«Questi incentivi - sottolinea Pierluigi Casalini, negoziante di Pontedera - sono sicuramente positivi per i clienti che hanno avuto lo sconto al momento dell'acquisto, ma per i commercianti sono invece una fregatura. Prima di riavere il 30% passano anche sei o sette mesi, ammesso che i fondi siano sempre disponibili, per noi sarebbe sicuramente più utile magari avere incentivi del 40% rispetto al listino ma con pratiche più veloci, il tempo che passa è davvero troppo».
«Dovrebbero semplificare un po' il procedimento - fa eco Luca Salcioli della Casa del Ciclo di Ponsacco -, non è possibile dover alzarci la notte per lavorare davanti al pc e inserire le domande, dovrei prendere una segretaria che segua il difficile procedimento. Ci vorrebbe un servizio migliore e più veloce».
L'altra accusa che i commercianti in coro muovono al ministro Prestigiacomo è l'errore nella scelta dei tempi. «In questo periodo le biciclette le vendiamo comunque - afferma ancora Carla Iacopini - sarebbe stato più appropriato sicuramente l'inverno. Anzi, così forse ci hanno bloccato le vendite, perché chi vuole comprare una bicicletta aspetta di sapere se potrà usufruire o meno dello sconto, quindi alla fine la nostra situazione economica è peggiorata».
Senza pensare poi ai numerosi clienti che, convinti di poter usufruire del ribasso del 30%, sono stati avvertiti che probabilmente dovranno pagare il prezzo pieno a causa dei problemi tecnici del sistema. Non sa che faccia fare il negoziante, che rischia così di perdere i possibili acquirenti, convinti, come si vede in televisione, che questo provvedimento vada a gonfie vele.
Forse l'unico merito di questo bando è quello di veder abbassare più del 30% i costi in alcuni negozi. «Applicavo già lo sconto del 25% sulle biciclette - spiega Casalini -, con gli incentivi ho deciso di applicare, oltre al 30% che poi mi rimborsano, il 20%».
In questo modo gli amanti delle pedalate potranno acquistare una bici praticamente a metà prezzo. Sicuramente un buon motivo per sfruttare il momento e comprarsi una due ruote ad un prezzo contenuto. Quindi, ai cicloamatori non resta che aspettare il via libera al nuovo stanziamento di 10 milioni di euro, sperando che stavolta il sistema informatico non faccia brutti scherzi.
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