Sicurezza
pontedera
Acqua, caccia ai clienti morosi
Tante imprese hanno la cattiva abitudine di saldare le fatture in ritardo, con tutti i problemi che poi si creano
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PONTEDERA. Poco più di mille abitanti e una morosità pari al 9%. In tanti usano l'acqua ma non la pagano nel piccolo borgo di Lorenzana che ha chiuso il 2008 con ancora 12mila euro da "dare". Maglia nera anche per Casciana Terme dove le bollette da recuperare sono addirittura quintuplicate. Sono lievitate ben quattro volte di più, invece, a Palaia dove Acque deve ancora incassare qualcosa come 84mila euro. Più piccolo è il paese, maggiore è il debito: sembra questa la triste verità che salta fuori dai dati forniti da Acque spa, l'azienda che gestisce il servizio idrico in tutto il territorio. Il viaggio a caccia dei morosi della Valdera e dintorni si concretizza in un numero: il debito di chi non paga l'acqua è di poco oltre i sei milioni di euro, in tutto il territorio servito da Acque Spa: oltre 1,3 milioni in Valdera, negli ultimi tre anni.
«Si tratta per noi di dati tutto sommato postivi. Lo dimostra il fatto che lo scorso anno ci hanno attribuito il miglior risultato come recupero crediti». Andrea Ferrante, responsabile del servizio clienti di Acque spa ha in mano la bussola degli insoluti. Dati alla mano, sul podio dei debiti pregressi, da recuperare al 2008 c'è il Comune di Pontedera. I conti da saldare si spalmano su tre cifre, ben 217mila euro e spiccioli (che corrispondono ad oltre 1400 bollette), ma rapportato ad un numero di utenze pari a 46mila, la percentuale del debito è del 6%. Quasi 100mila euro da recuperare anche a Ponsacco: si sfiora il doppio rispetto al 2007. Anche in questo caso si parla di 23mila bollette emesse totali (insolute 726).
In questa tutt'altro che lodevole competizione di morosità ci sono piccoli Comuni come Crespina dove alle 4mila utenze e poco più, corrisponde un mancato pagamento dell'acqua pari al 6.6%. Che quantificato in cifre sono ben 25mila euro ancora da incassare. Più del doppio rispetto al 2007.
Un occhio alle cifre. Rispetto a due anni fa sono sempre di più le persone che non pagano. Singole utenze, oppure aziende che non si attengono alle scadenze delle fatture. E accumulano more, sanzioni. E debiti. Ancora una volta è la crisi economica generale a portare le famiglie in bolletta. «Purtroppo alla base di queste morosità - continua l'ingegnere - c'è una situazione vera di disagio, determinata da gente o che ha perso il lavoro, oppure precaria».
Il dirigente parla anche di cattive abitudini. Soprattutto di aziende di piccole e medie dimensioni. «Abbiamo riscontrato che tante realtà imprenditoriali hanno la cattiva abitudine di pagare in ritardo, con tutti i problemi che ne conseguono».
Alle consuetudini sbagliate fanno eco le continue operazioni di recupero crediti. Che non di rado finiscono addirittura con la chiusura forzosa dei contatori.
«Operiamo intensamente nella direzione del recupero crediti, tanto che nel 2008 siamo riusciti ad incassare quasi 7milioni e 500mila euro rispetto ai 13milioni che dovevamo riprendere. Nel 2007 abbiamo addirittura recuperato molto più della metà, su quasi 11milioni ne abbiamo ripresi 8». Dati, questi, sempre riferiti a tutto il territorio servito da Acque Spa. L'ingegnere ci tiene a specificare che la giusta corresponsione delle bollette concorre nell'attivare gli investimenti e le politiche di adeguamento delle infrastrutture idriche agli obiettivi di politica ambientale definiti a livello europeo.
«I proventi delle tariffe si traducono in parte nel miglioramento del servizio. Laddove gli insoluti sono alti, tutta la comunità ne risente».
Francesca Suggi
«Si tratta per noi di dati tutto sommato postivi. Lo dimostra il fatto che lo scorso anno ci hanno attribuito il miglior risultato come recupero crediti». Andrea Ferrante, responsabile del servizio clienti di Acque spa ha in mano la bussola degli insoluti. Dati alla mano, sul podio dei debiti pregressi, da recuperare al 2008 c'è il Comune di Pontedera. I conti da saldare si spalmano su tre cifre, ben 217mila euro e spiccioli (che corrispondono ad oltre 1400 bollette), ma rapportato ad un numero di utenze pari a 46mila, la percentuale del debito è del 6%. Quasi 100mila euro da recuperare anche a Ponsacco: si sfiora il doppio rispetto al 2007. Anche in questo caso si parla di 23mila bollette emesse totali (insolute 726).
In questa tutt'altro che lodevole competizione di morosità ci sono piccoli Comuni come Crespina dove alle 4mila utenze e poco più, corrisponde un mancato pagamento dell'acqua pari al 6.6%. Che quantificato in cifre sono ben 25mila euro ancora da incassare. Più del doppio rispetto al 2007.
Un occhio alle cifre. Rispetto a due anni fa sono sempre di più le persone che non pagano. Singole utenze, oppure aziende che non si attengono alle scadenze delle fatture. E accumulano more, sanzioni. E debiti. Ancora una volta è la crisi economica generale a portare le famiglie in bolletta. «Purtroppo alla base di queste morosità - continua l'ingegnere - c'è una situazione vera di disagio, determinata da gente o che ha perso il lavoro, oppure precaria».
Il dirigente parla anche di cattive abitudini. Soprattutto di aziende di piccole e medie dimensioni. «Abbiamo riscontrato che tante realtà imprenditoriali hanno la cattiva abitudine di pagare in ritardo, con tutti i problemi che ne conseguono».
Alle consuetudini sbagliate fanno eco le continue operazioni di recupero crediti. Che non di rado finiscono addirittura con la chiusura forzosa dei contatori.
«Operiamo intensamente nella direzione del recupero crediti, tanto che nel 2008 siamo riusciti ad incassare quasi 7milioni e 500mila euro rispetto ai 13milioni che dovevamo riprendere. Nel 2007 abbiamo addirittura recuperato molto più della metà, su quasi 11milioni ne abbiamo ripresi 8». Dati, questi, sempre riferiti a tutto il territorio servito da Acque Spa. L'ingegnere ci tiene a specificare che la giusta corresponsione delle bollette concorre nell'attivare gli investimenti e le politiche di adeguamento delle infrastrutture idriche agli obiettivi di politica ambientale definiti a livello europeo.
«I proventi delle tariffe si traducono in parte nel miglioramento del servizio. Laddove gli insoluti sono alti, tutta la comunità ne risente».
Francesca Suggi
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