Sicurezza
Un tatuaggio sulle colline di Volterra
Filippo Bernardeschi
Un trattore al posto della bomboletta e una collina al posto della parete. Il campo verde tutto da creare sarà quella in prossimità del lago del Pavone a poca distanza da Volterra, l'originale idea invece è di Nico Brughi, in arte Lopez, artista volterrano 25enne e writer da 4 anni, che ha tatuato una collina e poi ha chiesto a Google di segnalarla sulle sue mappe satellitari
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Dai grattacieli di New York ai declivi di campagna, da una facciata di palazzo a una zolla di terra. Se fino ad ora le scritte sul muro - "tag" nel gergo Hip-hop - si facevano con lo spray, da oggi - dalla mattina se è una bella giornata - si userà un trattore al posto della bomboletta e una collina al posto della parete. Il campo verde tutto da creare sarà quella in prossimità del lago del Pavone, l'originale idea invece è di Nico Brughi, in arte Lopez, artista volterrano 25enne e writer da 4 anni.
«L'intenzione è quella di riprodurre una scritta a caratteri giganti visibile anche da fuori - spiega il graffitaro - per farlo utilizzerò degli schemi geometrici di costruzione. Segnerò da prima gli spazi con dei paletti, l'erba verrà tagliata con una fresa, poi rivolterò la terra con l'aiuto di un contadino della zona. Ovviamente la collina è di proprietà di un mio amico». Risultato? Ben quattrocento metri di campo arati e l'erba incolta che prende un senso. Trasformandosi da prima in lettere e infine in un nome. Ma quali sono le motivazioni che spingono a tanto lavoro? Nico, il fantasiste di Volterra, lo spiega.
«Scrivere il proprio nome in giro è una cultura nata in America. Lo facevi allo scopo di renderti visibile, di gridare al mondo che esistevi. Tutte le splendide opere di writing sono nate da questa semplice operazione». Oggi le cose non sono cambiate, afferma Nico. «I ragazzi hanno ancora voglia di riempire il mondo di scritte, ma in questo modo si rischia di sfociare nel vandalismo, anche perché non sempre i muri sono disponibili».
Ed ecco quindi l'idea: quella di fondere un'attitudine artistica e il desiderio di mettersi in mostra con la realtà della zona natale: «L'agricolura è un elemento importante per Volterra, spero quindi in questo modo non solo di inviare un messaggio artistico, ma di rendere omaggio alla mia terra». L'impresa, che si consumerà nell'arco dei prossimi quattro giorni, vedrà la partecipazione del gruppo fotografico volterrano. E per raggiungere la massima visibilità, Nico gioca la carta Google: «Ho contattato il celebre motore di ricerca facendo richiesta di un'immagine satellitare, sono ancora in attesa di conferma». E speriamo che arrivi.
«L'intenzione è quella di riprodurre una scritta a caratteri giganti visibile anche da fuori - spiega il graffitaro - per farlo utilizzerò degli schemi geometrici di costruzione. Segnerò da prima gli spazi con dei paletti, l'erba verrà tagliata con una fresa, poi rivolterò la terra con l'aiuto di un contadino della zona. Ovviamente la collina è di proprietà di un mio amico». Risultato? Ben quattrocento metri di campo arati e l'erba incolta che prende un senso. Trasformandosi da prima in lettere e infine in un nome. Ma quali sono le motivazioni che spingono a tanto lavoro? Nico, il fantasiste di Volterra, lo spiega.
«Scrivere il proprio nome in giro è una cultura nata in America. Lo facevi allo scopo di renderti visibile, di gridare al mondo che esistevi. Tutte le splendide opere di writing sono nate da questa semplice operazione». Oggi le cose non sono cambiate, afferma Nico. «I ragazzi hanno ancora voglia di riempire il mondo di scritte, ma in questo modo si rischia di sfociare nel vandalismo, anche perché non sempre i muri sono disponibili».
Ed ecco quindi l'idea: quella di fondere un'attitudine artistica e il desiderio di mettersi in mostra con la realtà della zona natale: «L'agricolura è un elemento importante per Volterra, spero quindi in questo modo non solo di inviare un messaggio artistico, ma di rendere omaggio alla mia terra». L'impresa, che si consumerà nell'arco dei prossimi quattro giorni, vedrà la partecipazione del gruppo fotografico volterrano. E per raggiungere la massima visibilità, Nico gioca la carta Google: «Ho contattato il celebre motore di ricerca facendo richiesta di un'immagine satellitare, sono ancora in attesa di conferma». E speriamo che arrivi.
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