Il Tirreno

Pontedera

Compravendite truccate, 19 denunciati

Compravendite truccate, 19 denunciati

Scattano i controlli della Finanza: nei guai imprenditori e acquirenti. Per abbattere le tasse alla firma del rogito il prezzo veniva ridotto.

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA.Nove milioni di euro recuperati e diciannove persone denunciate, cinque amministratori di società e quattordici acquirenti. È il bilancio dell’operazione portata a termine nella zona della Valdera dalla guardia di finanza a proposito delle compravendite immobiliari, un’operazione che verrà ripetuta in altre aree della provincia e che, non a caso, è stata intitolata «Prima casa». Le indagini hanno combattuto soprattutto un espediente non nuovo, messo in atto fra compratore ed acquirente per abbattere le tasse: dichiarare, al momento della vendita, un valore più basso della casa oggetto della trattativa, in modo di pagare meno imposte possibile, dando in mano al venditore il resto della cifra non dichiarata al nero e in contanti. Una pessima abitudine, quasi consolidata, al punto da far ritenere ad alcuni acquirenti che così si debba fare.

Ma, tant’è: la legge non ammette ignoranza, per cui nel mirino della finanza sono finiti acquirenti i quali hanno dichiarato candidamente di ignorare che stessero commettendo una cosa illegale. Altri, che non hanno collaborato, sono stati denunciati per falso come i venditori, per altri ancora sono scattate le sanzioni previste dalla legge antiriclaggio. Il risultato dell’operazione è stato presentato ieri mattina alla guardia di finanza dal comandante provinciale, generale Paolo Semeraro, davanti ai responsabili della compagnia di Pontedera, che hanno lavorato intorno a questa indagine per tre anni, dal 2006 ad ora. Le verifiche hanno riguardato sette imprese di costruzione della Valdera (zona Pontedera, Ponsacco, Bientina, Capannoli), con l’analisi di 99 conti correnti, il controllo di 325 compravendite, l’ascolto di 378 testimoni: il tutto ha comportato per ogni uomo 734 giornate di lavoro.

In termini di tasse sono stati recuperati nove milioni di euro e sono state constatate violazioni all’Iva per mezzo milione di euro, e all’Irap, imposta regionale sulle attività produttive, per 360mila. In vista di uno sconto sul prezzo finale, fra venditore ed acquirente scattava un accordo per far apparire sui documenti un prezzo inferiore a quello reale del bene, mentre in banca, di contro, il futuro proprietario accendeva un mutuo nettamente superiore alla spesa dichiarata. «Di fatto - ha spiegato il comandante Semeraro - quello che chi compra non considera, è che lui risparmia solo qualche migliaio di euro sul prezzo complessivo (pari all’ammontare dell’Iva, imposta sul valore aggiunto, sull’imponibile non dichiarato, che per esempio, nel caso di una prima casa, come è avvenuto per la maggior parte delle transazioni monitorate, è solo del 4%), mentre il venditore evade una cifra molto più alta, non pagando le imposte Iva, Ires (imposta sulle società) e Irap su quanto ha effettivamente incassato».

Fra l’altro, l’acquirente, oltre a non poter provare, in caso di eventuali contestazioni o fallimenti dell’impresa di costruzione, quanto ha effettivamnente versato, avendo pagato al nero e in contanti, incorre anche nelle multe previste dalla legge anticiclaggio, che prevede sanzioni dall’1 al 40% delle somme movimentate in contanti se superiori a 12.500 euro.

Durante le ispezioni poi, sono state scoperte rilevanti forme di sottofatturazione: la percentuale di evasione constatata, infatti, oscillava da un minimo del 45% ad un massimo, addirittura, del 105% dell’importo dichiarato. Sono scattate denunce penali verso cinque amministratori di società che avevano indicato nelle dichiarazioni annuali un ammontare inferiore a quello previsto, falsificando le scritture contabili con mezzi fraudolenti tali da ostacolarne l’accertamento. Responsabilità penali anche per 14 compratori che hanno dichiarato il falso sul prezzo della casa e sulle modalità di pagamento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa