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Sciopero contro il lavoro di sabato

Manolo Morandini
Sciopero contro il lavoro di sabato

Con l'agitazione la Fiom punta a fermare la flessibilità in tutti i reparti

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PONTEDERA. Alla Piaggio la Fiom alza il tiro e si smarca ancora una volta dalle altre sigle sindacali. «I sacrifici dei lavoratori sono l’unica certezza che l’azienda riesce a dare - affermano le Rsu aderenti al sindacato dei metalmeccanici Cgil - noi non ci stiamo». E per dare voce alla protesta da sabato prossimo lanciano lo sciopero della flessibilità in tutti i reparti dello stabilimento. Sullo sfondo è ancora l’accordo integrativo, il giudizio sui contenuti e la valutazione sull’applicazione, a scavare un solco tra le rappresentanze sindacali in fabbrica e non solo. «Dopo mesi di annunci di crisi, previsioni di molte settimane di cassa integrazione, sia da parte padronale che da parte dei firmatari dell’accordo integrativo, ora l’azienda ha fortemente aumentato la richiesta produttiva - sostengono le Rsu Fiom - Lo sapevamo, e lo abbiamo già allora denunciato, che quelle erano solo minacce volte a far pressione sui lavoratori perché accettassero un accordo che è una resa totale alle condizioni aziendali». E aggiungono: «Come fosse la cosa più normale del mondo, dopo settimane di “cassa”, e quindi di riduzione salariale, nei mesi scorsi su alcune linee dell’Officina 10 e delle Meccaniche in generale, su quelle stesse linee l’azienda richiede i sabati lavorativi dal 9 maggio».

La richiesta sul tavolo c’è e da sabato dovrebbe interessare la cosiddetta “Linea 1”, quella dedicata alla produzione del nuovo scooter “Carnaby”. Ed è qui che la Fiom conta di fare proseliti anche se lo sciopero ha soprattutto un valore simbolico. Anche i più ottimisti sanno che sarà difficile convincere i lavoratori a termine ad aderire alla protesta, e su quella linea rappresentano circa l’80% della forza lavoro. «Per far fronte alla produzione “stagionale” la piaggio ha aumentato il numero di assunzioni a termine rispetto al 2008 - dicono il sindacato - Il problema è garantire una durata dei contratti almeno non inferiore a quella dell’anno scorso, ovvero di 6 mesi. L’azienda non dà nessuna garanzia in questo senso, ma al contrario pensiamo sia una strategia per raggiungere un obiettivo preciso. Aumentando il numero delle assunzioni, ma con contratti più corti, un contrattista dovrà aspettare molti più anni per il raggiungimento dei 42 mesi, che salgono a 50 se anche per una sola volta è stato interinale, previsti dall’accordo, per il passaggio a part time verticale a tempo indeterminato, impedendo così agli ultimi assunti anche di entrare nel bacino di riferimento per essere richiamati l’ anno successivo».

E aggiungono: «E i contrattisti a termine difficilmente potranno raggiungere i requisiti necessari per la richiesta dell’indennità di disoccupazione, per alcuni addirittura quella ridotta che prevede 78 giorni lavorati». Su tutto una domanda. «Da settembre saremo tutti in cassa integrazione? - chiede David Belcari della Rsu Fiom - Mentre la Piaggio assume e chiede flessibilità a piacimento, ancora non ha fornito il calendario annuo produttivo e non è stato definito il piano ferie».

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