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Il Comune chiede aiuto alle banche

Manolo Morandini
Il Comune chiede aiuto alle banche

Pagamenti bloccati dal patto di stabilità per 3 milioni di euro

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PONTEDERA. Il Comune chiede aiuto alle banche. Ammonta a circa 3 milioni di euro il conto verso i fornitori che quest’anno non potrà essere saldato per i vincoli alla spesa imposti dal Patto di Stabilità. Una cifra indicativa, che è il frutto della proiezione dell’andamento dei pagamenti per beni e servizi degli anni passati: circa 8 milioni di euro a fronte di una capacità di spesa nel 2009 di 5 milioni. I soldi nelle casse in realtà ci sono ma è il meccanismo di controllo della spesa pubblica fissato dal governo che di fatto li blocca. Così, per non tirare troppo la corda e lasciare le imprese a secco, in una fase economica già difficile, si chiede agli istituti di credito di farsi carico della situazione e alle imprese di rinunciare a parte dei propri guadagni. Lo strumento, infatti, per aggirare l’ostacolo governativo e agevolare lo smobilizzo dei crediti è l’anticipo su fatture. La banca paga al fornitore comunale quanto dovuto e si trattiene una commissione e quest’ultimo a fronte di un minor guadagno ha il vantaggio di incassare in tempi certi per fronte ai propri impegni. È quanto ha stabilito la giunta con un’apposita delibera lo scorso 30 aprile, che si propne di definire con le banche del territorio accordi ad hoc.

I termini dell’operazione verranno messi a fuoco nel summit con gli istituti che si terrà il 21 maggio, ma la proposta sul tavolo è di anticipare i soldi alle imprese che ne faranno richiesta a fronte di una commissione calmierata rispetto a quella di mercato, pari al tasso Euribor a 3 mesi aumentato dello 0,75%. Alcune banche avrebbero già dato la loro disponibilità. «Ci stiamo adoperando per stare nelle regole - afferma il sindaco di Pontedera Paolo Marconcini - Differendo il pagamento da parte del Comune chiediamo un’assunzione di responsabilità agli imprenditori. Così, senza che il Comune si trovi a provocare un danno erariale, si rimette in moto l’economia e si fanno ripartire il credito e la macchina dei lavori pubblici». E aggiunge: «Il Patto di Stabilità è da rivedere. In un momento di crisi economica si potrebbero per esempio togliere dal computo le opere pubbliche più importanti e magari mantenere il controllo solo sulla spesa corrente». Un’operazione a costo zero per le casse comunali. L’Ente, infatti, si farà carico solo di garantire alla banca che i crediti presentati sono certi ed esigibili. Il tutto con l’obiettivo di posticipare i pagamenti ai fornitori di un anno e di evitare sanzioni per il Comune.

A bloccare la possibilità di spendere è la legge 33 del 2009, che fa riferimento a nuove misure nel rispetto del Patto di Stabilità. E per gli enti locali che sforano i vincoli di finanza pubblica ci sono delle penalità: niente assunzioni, niente nuovi debiti, freno alle spese correnti, taglio dei trasferimenti erariali e riduzione del 30% delle indennità dei politici locali. «Si tratta di tamponare la situazione per andare incontro ad aziende che si trovano ingiustamente esposte - sostiene l’assessore al bilancio Stefano Tognarelli - I continui cambi della normativa in questi anni hanno reso difficile la programmazione dell’attività e dare un’impostazione certa al bilancio dell’ente».

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