Sicurezza
PONTEDERA
Boom degli sfratti per morosità: +50%
Francesca Suggi
Allarme del Sunia: sono i "precarizzati" le nuove vittime del fenomeno
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PONTEDERA. Mustafà è uno degli ultimi ad aver varcato la soglia del Sunia di Pontedera, venti giorni fa. Senegalese, sulle spalle una famiglia con due bambini piccoli a carico e un solo stipendio. Il suo. Purtroppo fagocitato dalla crisi. Così, dopo anni di sacrifici come carrellista a tempo determinato in un’azienda della zona, adesso si trova senza lavoro «e non ce l’ho più fatta a pagare un affitto 4 più 4 da 650 euro», racconta. Come lui sono una decina gli “extracomunitari precarizzati” - come li chiama Pierino Belardi del Sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari di Pontedera - ad aver chiesto aiuto, negli ultimi tre mesi. Una goccia in un mare di situazioni analoghe che, al primo semestre dello scorso anno, schizzano a 135. «Il 2008 è stato veramente un anno nero rispetto al passato, con un aumento di sfratti per morosità di oltre il 50%, soprattutto su Pontedera e Santa Croce. Gli sfratti per finita locazione invece sono 41». Questa volta è la segretaria provinciale, Gabriella Corrieri, a tracciare un quadro a dir poco allarmante. In cui viene individuato il fenomeno emergente dei “precarizzati”.
Di tutte quelle persone, non necessariamente straniere, che si ritrovano da un giorno all’altro sbattute fuori dal sistema-lavoro. I più fortunati contano - finché resistono - su cassa integrazione e altri ammortizzatori sociali. Gli altri, quelli della tanto dibattuta tribù degli interinali, oppure dei contratti a progetto, invece, stentano a tirare avanti. «E non riescono a pagare gli affitti, oggi alle stelle. Adesso pesano tanto anche le spese accessorie, ovvero il condominio, il riscaldamento centralizzato», continuano da Pisa. «Prima del 2007 trattavamo pochissimi casi», tornano a ripetere. Quasi a mettere in evidenza una situazione che anche per il Sunia risulta difficilmente gestibile. «Quando possiamo - continua il collega di Pontedera - chiediamo al proprietario della casa in questione di venire incontro alla persona in difficoltà. Purtroppo, tanta gente si rivolge a noi quando ormai c’è una sentenza e allora si può far poco. Invitiamo chi ha problemi di questo tipo a venire prima del contenzioso, per valutare le possibili soluzioni. Dopo è troppo tardi». In alcuni casi particolarmente delicati il sindacato indirizza gli sfrattati al Comune.
«Ci sono situazioni in cui i servizi sociali possono venire in aiuto», proseguono da Pisa. Così, se fino a 5 anni fa il grosso degli sfratti coinvolgeva famiglie extracomunitarie, da qualche tempo si verifica un massiccio e progressivo aumento di morosità a carico di famiglie di cittadini italiani: nuclei familiari mono-reddito composto da 3-4 persone, con minori a carico, seguiti da famiglie con impegni lavorativi a tempo determinato e di famiglie composte da un solo genitore con bambini a carico.
Di tutte quelle persone, non necessariamente straniere, che si ritrovano da un giorno all’altro sbattute fuori dal sistema-lavoro. I più fortunati contano - finché resistono - su cassa integrazione e altri ammortizzatori sociali. Gli altri, quelli della tanto dibattuta tribù degli interinali, oppure dei contratti a progetto, invece, stentano a tirare avanti. «E non riescono a pagare gli affitti, oggi alle stelle. Adesso pesano tanto anche le spese accessorie, ovvero il condominio, il riscaldamento centralizzato», continuano da Pisa. «Prima del 2007 trattavamo pochissimi casi», tornano a ripetere. Quasi a mettere in evidenza una situazione che anche per il Sunia risulta difficilmente gestibile. «Quando possiamo - continua il collega di Pontedera - chiediamo al proprietario della casa in questione di venire incontro alla persona in difficoltà. Purtroppo, tanta gente si rivolge a noi quando ormai c’è una sentenza e allora si può far poco. Invitiamo chi ha problemi di questo tipo a venire prima del contenzioso, per valutare le possibili soluzioni. Dopo è troppo tardi». In alcuni casi particolarmente delicati il sindacato indirizza gli sfrattati al Comune.
«Ci sono situazioni in cui i servizi sociali possono venire in aiuto», proseguono da Pisa. Così, se fino a 5 anni fa il grosso degli sfratti coinvolgeva famiglie extracomunitarie, da qualche tempo si verifica un massiccio e progressivo aumento di morosità a carico di famiglie di cittadini italiani: nuclei familiari mono-reddito composto da 3-4 persone, con minori a carico, seguiti da famiglie con impegni lavorativi a tempo determinato e di famiglie composte da un solo genitore con bambini a carico.
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