Finanza
Guerra di multe tra vigili e sindaco
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Cascina: le auto parcheggiate negli spazi riservatiDegenera lo scontro sui turni serali: coinvolti assessori e dirigenti
di Sabrina Chiellini
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CASCINA. La guerra si può combattere anche a colpi di foglietti gialli: i temuti verbali svolazzanti delle multe lasciati sui parabrezza dei veicoli in sosta vietata. A Cascina a fronteggiarsi sono - da oltre un anno - la polizia municipale e la giunta del sindaco Moreno Franceschini. Un contenzioso che vive un nuovo capitolo: quello delle sanzioni alle auto personali degli amministratori o dei dirigenti parcheggiate negli spazi riservati ai mezzi della pubblica amministrazione o alla polizia municipale. Dopo i falliti incontri di mediazione, il “commissariamento” del comandante, gli agenti hanno impugnato penna e verbali. Finora i vigili avevano chiuso un occhio su certe abitudini, peraltro da sempre mal tollerate.
Da alcuni giorni invece hanno deciso di mettere uno stop alle soste-libere nei pochi stalli gialli che sono stati disegnati davanti agli uffici comunali di viale Comaschi. Posti molto gettonati ma che formalmente - sulla base di una precisa ordinanza - sono riservati alla polizia municipale, alle auto dell’amministrazione comunale, a quelle del giudice di pace (i cui uffici si trovano nel palazzo comunale).
E così nella stessa mattina due agenti, in servizio nel centro cittadino, hanno fatto il loro lavoro sanzionando alcune auto “eccellenti” e parcheggiate in maniera che loro hanno valutato irregolare. La multa è toccata all’auto personale del primo cittadino, che stazionava negli spazi riservati alla pubblica amministrazione o ai vigili. Sul cruscotto aveva posizionato un tagliando dell’ amministrazione comunale che i vigili non hanno ritenuto idoneo ad autorizzare la sosta. E via con un verbale da circa 40 euro. Ma accanto alla Panda del sindaco non sono sfuggite all’occhio vigile degli agenti altre vetture in sosta irregolare: un’auto del Comune e quella del dirigente della polizia municipale, lasciata fuori dagli spazi gialli. E nei giorni scorsi anche un assessore è finito nel mirino dei vigili, durante un controllo all’interno della Ztl.
I destinatari dei verbali non hanno replicato, almeno ufficialmente. Come succede ai normali cittadini si sarebbero detti intenzionati a pagare, pur infastiditi dal fatto che la notizia abbia suscitato una certa curiosità. Pagano ma non comprendono la situazione. E la considerano una conseguenza del lungo contenzioso tra giunta e polizia municipale che ha già avuto le sue vittime. Il primo a cadere è stato il comandante della polizia municipale. Prima il sindaco ha cercato di congedarlo. Poi gli ha affiancato un dirigente, togliendogli alcune funzioni di responsabilità nella gestione del personale e della quotidiana attività.
Il nodo da sciogliere riguarda l’organizzazione dei turni di lavoro e i servizi da svolgere di sera, soprattutto in occasione delle manifestazioni organizzate dal Comune. Problema che la giunta intende risolvere organizzando il lavoro dei vigili su tre turni. Gli agenti però non sono d’accordo. E quando sono al lavoro tutte le auto diventano uguali: quelle dei comuni cittadini e quelle di chi amministra il Palazzo.
Da alcuni giorni invece hanno deciso di mettere uno stop alle soste-libere nei pochi stalli gialli che sono stati disegnati davanti agli uffici comunali di viale Comaschi. Posti molto gettonati ma che formalmente - sulla base di una precisa ordinanza - sono riservati alla polizia municipale, alle auto dell’amministrazione comunale, a quelle del giudice di pace (i cui uffici si trovano nel palazzo comunale).
E così nella stessa mattina due agenti, in servizio nel centro cittadino, hanno fatto il loro lavoro sanzionando alcune auto “eccellenti” e parcheggiate in maniera che loro hanno valutato irregolare. La multa è toccata all’auto personale del primo cittadino, che stazionava negli spazi riservati alla pubblica amministrazione o ai vigili. Sul cruscotto aveva posizionato un tagliando dell’ amministrazione comunale che i vigili non hanno ritenuto idoneo ad autorizzare la sosta. E via con un verbale da circa 40 euro. Ma accanto alla Panda del sindaco non sono sfuggite all’occhio vigile degli agenti altre vetture in sosta irregolare: un’auto del Comune e quella del dirigente della polizia municipale, lasciata fuori dagli spazi gialli. E nei giorni scorsi anche un assessore è finito nel mirino dei vigili, durante un controllo all’interno della Ztl.
I destinatari dei verbali non hanno replicato, almeno ufficialmente. Come succede ai normali cittadini si sarebbero detti intenzionati a pagare, pur infastiditi dal fatto che la notizia abbia suscitato una certa curiosità. Pagano ma non comprendono la situazione. E la considerano una conseguenza del lungo contenzioso tra giunta e polizia municipale che ha già avuto le sue vittime. Il primo a cadere è stato il comandante della polizia municipale. Prima il sindaco ha cercato di congedarlo. Poi gli ha affiancato un dirigente, togliendogli alcune funzioni di responsabilità nella gestione del personale e della quotidiana attività.
Il nodo da sciogliere riguarda l’organizzazione dei turni di lavoro e i servizi da svolgere di sera, soprattutto in occasione delle manifestazioni organizzate dal Comune. Problema che la giunta intende risolvere organizzando il lavoro dei vigili su tre turni. Gli agenti però non sono d’accordo. E quando sono al lavoro tutte le auto diventano uguali: quelle dei comuni cittadini e quelle di chi amministra il Palazzo.
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