Il Tirreno

Pontedera

Donati giocattoli in memoria dei bimbi uccisi

La mamma li ha consegnati alla pediatria: «Spero d'alleviare le sofferenze»

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PONTEDERA. «Spero che questi piccoli doni possano anche in minima misura distrarre i bambini e alleviare la loro permanenza in ospedale». Queste le parole con cui Sara Palla, la giovane madre di Rachele e Tommaso, uccisi a soli 7 e 3 anni dal loro padre a Pisa, ha donato al reparto di pediatria dell’ospedale Lotti di Pontedera alcuni giochi, un videoregistratore, videocassette e quaderni da colorare. Al Lotti era nato Tommaso. Nel reparto diretto dal dottor Amerigo Celandroni, la giovane aveva portato i suoi figli più volte per le visite pediatriche. A quasi un mese dalla perdita dei figli, la giovane madre, accompagnata dai genitori, Alfredo e Lucia, si è recata nel reparto di pediatria per consegnare i giochi. Una cerimonia informale, fatta di poche parole e tanta commozione. Tante strette di mano e la voce debole di Sara che ha stento ha evitato di abbandonarsi a un pianto disperato: «È dura andare avanti», le fanno coraggio i genitori, mentre lo sguardo di medici e infermieri vorrebbe abbracciare l’esile madre. «La mamma di Rachele e Tommaso è stata una mia paziente - spiega Celandroni - La conosco da quando era una bambina, ho visto crescere i suoi figli, la nonna di Sara è stata una nostra infermiera al nido dell’ospedale di Pisa.

Nei giorni scorsi è venuta a fare visita al nostro reparto, spiegandomi di avere intenzione di donare alcuni giochi per aiutare la degenza dei bambini che sono da noi ricoverati». Un modo per tenere in vita il ricordo di Rachele e Tommaso, uccisi dal loro padre che poi si è tolto la vita. «Il dono di Sara Palla ci ha profondamente colpito - aggiunge Rocco Damone, direttore sanitario dell’Asl 5 - è di grande generosità. Un sentito ringraziamento da parte dell’azienda e nostro personale. La Regione, come ci ha assicurato l’assessore al diritto alla salute, realizzerà una targa che sarà apposta all’ingresso della pediatria». Il testo di quella targa saranno le parole che Sara, che abita a San Lorenzo alle Corti, ha scritto in una lettera indirizzata al dottor Celandroni, ringraziando i medici e gli infermieri del reparto per il lavoro che svolgono «con amore e dedizione per la salute dei nostri bambini». «È una scelta sublime - prosegue Celandroni - quasi angelica, pensare di allietare la degenza dei bambini. Un messaggio d’amore, d’esempio per altre famiglie». Poi l’invito a Sara ad assistere al concerto che ogni anno, la vigilia di Natale, viene organizzato nel reparto da un coro di bambini di Cascina.

È il momento di presentare i doni: Sara porge giocattoli, quaderni, matite e alcuni telecomandi per la tv. Oggetti chiesti dai bambini e dagli infermieri quando Sara, nei giorni scorsi, è andata a trovarli per capire cosa poteva aiutarli a migliorare la qualità della vita, a regalare un sorriso ai piccoli ricoverati.

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