Il Tirreno

Pontedera

CACCIA ALL'ASSASSINO

Strangolata e abbandonata in un casolare

Strangolata e abbandonata in un casolare

L'hanno trovata morta, forse strangolata, in un casolare (nella foto Silvi) della ex fattoria Gaslini di Peccioli, in provincia di Pisa. Maria Jose Lima Da Silva, non aveva ancora compiuto 30 anni. Brasiliana, si era sposata a maggio con Luca Molesti, coetaneo, dipendente comunale. Si erano conosciuti durante una vacanza che lui aveva fatto in Brasile e lei lo aveva seguito in Italia. Il corpo è stato trovato dai carabinieri, ai quali il marito si era rivolto, preoccupato di non averla trovata a casa. Si cerca un cugino della donna, che era ospite degli sposini da pochi giorni.

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PECCIOLI. L'hanno trovata priva di vita, forse strangolata, in un casolare della ex fattoria Gaslini, oggi proprietà della Belvedere Spa, a Peccioli. La vittima, Maria Jose Lima Da Silva avrebbe compiuto 30 anni il 31 marzo prossimi. Brasiliana, si era sposata nel maggio scorso con Luca Molesti, coetaneo, dipendente comunale. Si erano conosciuti durante una vacanza che lui aveva fatto in Brasile. In quel casolare, il corpo della donna era adagiato per terra. Rigido, forse a causa del soffocamento. Aveva abrasioni e un colpo alla nuca, procurati forse mentre il suo assassino la trascinava. A scoprire il cadavere sono stati i carabinieri. A loro si era rivolto il marito, preoccupato di non avere trovato la moglie a casa, al rientro all'ora di pranzo. Non c'era nella palazzina di via della Chiesa a Peccioli, dove i due abitavano. E non c'era neppure un cugino della donna, anche lui brasiliano, ospite dei due sposini da pochi giorni. Un'assenza sospetta.
 La donna potrebbe aver avuto una violenta lite con il parente, di circa 40 anni. E, forse proprio nella villetta di via della Chiesa, potrebbe essere stata soffocata. Per motivi che, però, ancora restano avvolti nel mistero. Poi il cadavere sarebbe stato trasportato nel casolare Pelagaccino, sulle colline poco distanti dal paese. Un rudere a cui si accede da una strada sterrata e composto da due edifici. Qui il corpo della donna era stato lasciato.
 Le ricerche si sono subito indirizzate in questa zona perché, durante la mattinata, era stato notato vicino al casolare un uomo dagli atteggiamenti sospetti, che poi si era allontanato in sella a una bicicletta.
 Quando il marito è tornato dal lavoro e non ha trovato la moglie a casa, ha cominciato a cercarla. Ma invano. Al punto che si è rivolto ai carabinieri. Sono iniziate le ricerche. Il giovane si è rivolto anche ai vicini e ai parenti. È stata nonna Felicita, di 85 anni, a far affiorare i primi sospetti. «È andata al lavoro, l'ha accompagnata suo cugino», ha risposto l'anziana che aveva visto il brasiliano allontanarsi con una macchina dalla villetta dei Molesti.
 A quel punto l'operaio ha denunciato la scomparsa della giovane moglie. Tra i primi luoghi in cui i militari sono andati a cercare, c'era proprio quel vecchio casolare abbandonato. Scoperto il corpo, sono partite subito le ricerche del brasiliano, sospettato di aver ucciso la donna. Il parente della vittima è stato visto in compagnia di stranieri che lavorano in ville e poderi della zona.
 Ednaldo Gibson, questo il suo nome, è stato cercato anche con l'ausilio di un elicottero dei carabinieri, lungo il fiume Era e nella campagna pecciolese fino al calar del sole. Le ricerche sono continuate per tutta la notte. L'uomo è ricercato in tutta la Toscana. Secondo quello che è riuscito a sapere il marito della vittima - dalle informazioni avute dai vicini - il brasiliano ieri mattina indossava un paio di jeans, una maglietta bianca e forse, una giacchetta celeste.
 In serata i militari hanno sequestrato la vecchia Fiat Uno che il brasiliano avrebbe preso al suocero della cugina e con cui potrebbe aver trasportato il cadavere. Dopo i primi accertamenti del medico legale, si è fatta strada la convinzione che la donna sia stata uccisa nella villetta. Sembra che siano state trovate tracce di sangue anche all'esterno dell'abitazione vicino al giardino.
 I parenti di Molesti si sono chiusi nel silenzio, preoccupati per le condizioni di Luca che è stato sentito a lungo nella caserma di Peccioli, alla ricerca di informazioni utili a rintracciare l'uomo sospettato dell'omicidio. I genitori del giovane in questi giorni sono in vacanza in Sicilia e solo in serata hanno appreso della tragedia. Sul luogo del delitto, oltre ai carabinieri della compagnia di San Miniato e della stazione di Peccioli, sono intervenuti i militari del comando provinciale e, in serata, anche il comandante provinciale, colonnello Edoardo Lepre.

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