Proteste
«Maggiolo è sereno, risponderà al giudice»
Luciano De Majo
La difesa affidata all'avvocato Conti: siamo pronti a chiarire ogni aspetto
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Il mio assistito parlerà. È pronto a rispondere alle domande del giudice, a entrare in tutti i dettagli». L’avvocato Giuseppe Conti, che assiste il collega Mario Maggiolo da due giorni agli arresti domiciliari, annuncia che nell’interrogatorio di garanzia, il cui svolgimento deve essere ancora fissato, la linea non sarà quella di avvalersi della facoltà di non rispondere. E precisa: «Maggiolo è molto sereno, non ci sono elementi che possano impensierirlo tranne, è ovvio, il fatto di essersi trovato invischiato in questa vicenda». Conti ha potuto parlare, ieri, con Maggiolo, raggiungendolo nella sua residenza di Sant’Ermo, dove è a disposizione della magistratura. Gli inquirenti, nel frattempo, continuano a cercare documenti nei luoghi frequentati da Maggiolo. La perquisizione che hanno compiuto a Livorno nello studio di piazza Attias venerdì non si è ancora conclusa. In alcuni degli ambienti dello stesso studio i carabinieri hanno messo i sigilli, segno che le verifiche proseguiranno anche nei prossimi giorni. Dagli stessi inquirenti arriva la conferma che le indagini sulla vicenda delle carte di credito clonate non sono ancora arrivate alla fine.
Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, a dar manforte agli organizzatori dell’operazione, agli uomini che avevano ideato l’associazione a delinquere, c’erano anche commercianti compiacenti, quelli che non esitavano a gettar via le carte di credito quando queste davano segni di blocco. Tutte carte di credito aziendali, e anche questo è un altro particolare da non sottovalutare, forse perché hanno un limite di spesa più alto rispetto a quelle personali. Da domani dovrebbero partire gli interrogatori di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale. Fino a quel momento, tutti gli indagati con i rispettivi difensori attendono mantenendo un profilo basso, evitando di scoprire le carte della linea difensiva. Giovanni Morabito, che secondo quanto sostiene l’accusa sarebbe a capo dell’organizzazione, che si trova nel carcere delle Sughere, si è affidato all’avvocato Claudio Stolfi, che quindi cura la difesa sua e quella della moglie Sabrina Marinari, che si trova invece ai domiciliari nell’abitazione di via Provinciale Pisana a Livorno. Rispetto alla sicurezza con cui Conti riferisce che Maggiolo parlerà davanti al giudice, in questo caso ci sono molti più dubbi. «Non so dire se i miei assistiti decideranno di rispondere o no - ammette Stolfi -
Dovremo leggere le carte e decidere di conseguenza». Carte la cui consistenza è tutt’altro che indifferente: la sola ordinanza di custodia cautelare è un centinaio di pagine.
Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, a dar manforte agli organizzatori dell’operazione, agli uomini che avevano ideato l’associazione a delinquere, c’erano anche commercianti compiacenti, quelli che non esitavano a gettar via le carte di credito quando queste davano segni di blocco. Tutte carte di credito aziendali, e anche questo è un altro particolare da non sottovalutare, forse perché hanno un limite di spesa più alto rispetto a quelle personali. Da domani dovrebbero partire gli interrogatori di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale. Fino a quel momento, tutti gli indagati con i rispettivi difensori attendono mantenendo un profilo basso, evitando di scoprire le carte della linea difensiva. Giovanni Morabito, che secondo quanto sostiene l’accusa sarebbe a capo dell’organizzazione, che si trova nel carcere delle Sughere, si è affidato all’avvocato Claudio Stolfi, che quindi cura la difesa sua e quella della moglie Sabrina Marinari, che si trova invece ai domiciliari nell’abitazione di via Provinciale Pisana a Livorno. Rispetto alla sicurezza con cui Conti riferisce che Maggiolo parlerà davanti al giudice, in questo caso ci sono molti più dubbi. «Non so dire se i miei assistiti decideranno di rispondere o no - ammette Stolfi -
Dovremo leggere le carte e decidere di conseguenza». Carte la cui consistenza è tutt’altro che indifferente: la sola ordinanza di custodia cautelare è un centinaio di pagine.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google