Il Tirreno

Pontedera

Un sombrero a cena Sua maestà il tordello apripista d’estate

Un sombrero a cena Sua maestà il tordello apripista d’estate

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CASCINE DI BUTI. Una prima precisazione: c’è chi li chiama tortelli e chi ravioli, ma a Bientina sono stati ribattezzati “sombreri”. Questo per fugare da subito ogni dubbio circa il piatto principe di questa sagra, che con la cucina messicana non ha proprio niente a che vedere. Una seconda precisazione: la “7ª sagra del sombrero e dei primi piatti” si tiene questo fine settimana - da oggi a domenica, solo a cena - agli impianti sportivi di Cascine di Buti, ma ad organizzarla è la contrada Centro Storico di Bientina. La sagra del sombrero e dei primi piatti nasce nel 2002 dalla volontà di una decina di contradaioli, in pratica l’allora consiglio direttivo della contrada Centro Storico. Prendendo spunto dalla vicina Buti, dove ogni contrada organizzava già una sagra per autofinanziarsi, queste persone si imbarcarono nella nuova avventura. Un’avventura certo non priva di rischi. «Quando decidemmo di partire - racconta Fausto Tremolanti, a quel tempo vicepresidente di contrada - eravamo un gruppetto di dieci persone circa e, tra l’altro, non tutti eravamo d’accordo sull’intraprendere questa iniziativa.

Si blaterava che noi non eravamo uniti e coesi come i butesi, e che a Bientina non saremmo stati capaci di creare un grande gruppo capace di organizzare una sagra». Per quella prima sagra furono individuati da subito gli impianti sportivi di Cascine di Buti come la location più ottimale: attrezzati, funzionali e a due passi da Bientina. Quindi serviva un piatto di richiamo, ed ecco che con un po’ di fantasia ebbe vita la sagra del sombrero. «Una grossa spinta alla realizzazione della prima sagra - prosegue Tremolanti - venne data dai due ormai ex presidenti della contrada, nell’ordine dal grande Vladimiro Pollastrini e a ruota dal sottoscritto, cosa di cui vado molto orgoglioso. Inoltre, non va dimenticato, senza le nostre donne, Annamaria, Donatella, Giuseppina, Adina e Letizia, la sagra non sarebbe mai esistita. Sono proprio loro che con le proprie mani e con il loro durissimo lavoro, anche quest’anno, delizieranno il palato dei nostri numerosi visitatori». Visto il successo dell’esordio, la contrada Centro Storico ha perseverato anno dopo anno nel riproporre la sagra, giungendo oggi alla settima edizione.

La differenza sostanziale con quella prima esperienza è che oggi oltre settanta persone collaborano alla sua buona riuscita, e per la contrada bianconera è ormai un appuntamento pressoché irrinunciabile. Lo stesso Alessandro Ferranti, che ha da poco assunto la presidenza del Centro Storico, non ha esitato un attimo sull’organizzazione della settima edizione, di comune accordo con l’intero consiglio attuale. Dice in proposito Tremolanti: «Ora magari è più facile: negli anni abbiamo formato un gruppo solido e affiatatissimo. Ma va anche detto che già terminata la prima tutti gli scettici si erano ricreduti tanto che, negli anni a seguire, tutte le contrade di Bientina o quasi hanno preso a organizzare la propria sagra». «Non esito nel dire che la nostra sagra - conclude l’ex presidente di contrada - è stata definita da molti la “sagra delle sagre”: perché è una sagra dove si mangia benissimo e perché chi c’è stato una volta di sicuro ci ritorna. E’ anche una sagra molto giovane, e la contrada farà di tutto, sin dal prossimo anno, affinché la gente non continui più a dire: “Che peccato che il Sombrero duri solamente un fine settimana!”».
http://www.contradacentrostorico.net/

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di Redazione web