Il Tirreno

Pontedera

Il paese fa festa con quattro quintali di chiocciole

Il paese fa festa con quattro quintali di chiocciole

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VICOPISANO. I buongustai amanti della chiocciola sono richiamati a Vicopisano da tutta la Toscana. La sagra dedicata a questo piatto tipico è una delle poche sopravvissute nella nostra regione - si ha notizia di una gemella nell’Empolese -, mentre anche i ristoranti pare non lo propongano più, vuoi per la difficile reperibilità della materia prima vuoi per la laboriosità nella preparazione che le chiocciole necessitano. L’appuntamento è per questo e per il prossimo fine settimana - la domenica anche a pranzo - al circolo “L’Ortaccio” di Vicopisano. Promotore dell’iniziativa è l’associazione “La Rocca”, tra l’altro proprietaria del circolo, che per non deludere i tanti appassionati ha messo in conto qualcosa come quattro quintali di chiocciole, due per ciascun fine settimana. E la sera non mancherà il ballo liscio con orchestra. La sagra della chiocciola nacque a Vicopisano nel 1973, per volontà della sezione locale della Federcaccia, e subito assunse le dimensioni di grande festa popolare. «L’intento iniziale - racconta Ivano Pratali, tra i principali promotori di allora - fu offrire un momento di incontro per la popolazione e racimolare fondi per le nostre attività, come il ripopolamento della selvaggina sul nostro monte.

Poi, visto il grande successo, negli anni collaborarono con noi un po’ tutte le associazioni del territorio, e gran parte dei ricavati furono destinati in beneficenza». Anche allora la data di riferimento per la sagra della chiocciola era la fine di maggio, per la precisione il terzo fine settimana. Differenza sostanziale con la sagra di oggi è che in quegli anni le chiocciole venivano effettivamente raccolte sul territorio dai cacciatori, mentre lo scenario della sagra era la piazza principale del paese. «Nei giorni che precedevano la festa - racconta ancora Pratali - riuscivamo a raccogliere anche cinque quintali di chiocciole. Così siamo andati avanti fino al 1993, quando per svariati motivi si è dovuto interrompere la tradizione. Il motivo principale fu quello igienico: nuove normative ci imponevano di non raccogliere più le chiocciole ma di comprarle, ed inoltre mancavano le strutture». Ma per fortuna dopo sette anni di stop la sagra è ricomparsa, nel 2000 per volontà dell’associazione “La Rocca”. Dalla sua l’associazione aveva le strutture del circolo “L’Ortaccio”, mentre per la ricetta contò sulla collaborazione di Giuseppe Filidei, uno dei cuochi storici della prima esperienza.

«La volontà dell’associazione per la sagra della chiocciola - spiega il presidente Iacopo Genovesi - è preservare un piatto tipico della tradizione locale, nonostante tutte le difficoltà che si incontrano nel proporre oggi un piatto di questo tipo». «Inevitabilmente oggi le chiocciole devono essere acquistate - prosegue Genovesi -, a garanzia della qualità e della genuinità del prodotto. Ma la ricetta, lo posso assicurare, è quella collaudata di sempre, è la ricetta che richiama a Vicopisano appassionati da tutta la Toscana». A guidare la cucina è oggi Silvana Frassi, assistita nella preparazione delle chiocciole da Ettore Bernardini e Bruno Filippi. A questi si aggiungono a vario titolo Lia e Renzo Alderigi, Ica Stefanini, Mira Pascalicchio Imonetta Baroni, Dunia Corsi, Carla Pinucci, Armido Lenzi, Giuseppe Marotta, Giuliana Roggi, Stefano Cecchi, Roberto Ricci, Luigi Cecchi, Giovanni Niccolai, Dario Del Corso, Valerio Ciampi, Michela Antonioli, Viviana Marinai e Silvano Fantozzi, Mirella Del Corso.

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