Il dolore
Uccide il marito della nipote, troppi litigi
Sabrina Chiellini
La giovane aveva lasciato il coniuge e si era rifugiata dallo zio. La vittima, un marocchino, voleva far tornare la moglie a vivere con lui
3 MINUTI DI LETTURA
CAPANNOLI. Ucciso con una pistola. La vittima è uno straniero, nato in Marocco. Si chiamava Bouzekri Echetovi e aveva 30 anni. A sparare, secondo una prima ricostruzione dei fatti, un 54enne italiano: Franco Fagiolini, un passato come carabiniere di leva, oggi dipendente dell'Enel, zio della giovane italiana con la quale il marocchino si era sposato cinque mesi fa e che era a casa dello zio al momento del delitto.
Il fatto di sangue è accaduto ieri verso le 20 in località Fossa Murata, nel comune di Capannoli, nei pressi dell'abitazione di Fagiolini. Ma già nella mattinata sembra che la vittima e Fagiolini avessero avuto una discussione a Peccioli. La lite tra i due uomini, poi degenerata, potrebbe essere stata scatenata dai problemi che la nipote, Anastasia, 21 anni, aveva con il marito. Una convivenza alquanto tormentata, quella dei giovani coniugi, costellata da litigi, tanto che lei era tornata a casa dello zio, da Fabbrica di Peccioli, dove si era trasferita dopo il matrimonio.
Ieri sera il marito della giovane è andato a Capannoli, deciso a riportarla a casa. Ma non stato facile come pensava. L'uomo è arrivato nella palazzina sulle colline, vicino al paese. Ha percorso una strada strerrata che conduce a un gruppo di case dalle pareti ingiallite dal tempo, con una scala davanti all'ingresso.
L'ennesima lite avviene mentre cala la sera: forse la giovane non era convinta di volere seguire il marito, probabilmente lo zio si è intromesso in una discussione. Impossibile, almeno per ora, sapere cosa abbia convinto l'uomo a sparare. E' anche probabile che poco prima che scoppiasse la lite, fosse accaduto qualcosa tra i coniugi che allo zio di lei non era piaciuto. Ma per ora è soltanto un'ipotesi. Fatto sta che a un certo punto il marocchino, dopo una prima colluttazione con Fagiolini, è salito sulla sua auto e, secondo una prima ricostruzione, e avrebbe tentato di investire Fagiolini. Il quale ha reagito impugnando la pistola - regolarmente denunciata - e ha sparato. Ma sulla vicenda gli inquirenti non hanno fornito alcuna informazione e il sopralluogo è andato avanti fino a notte inoltrata. Sarà l'autopsia a dire da quanti colpi è stato raggiunto il giovane che era al volante della macchina e non ha avuto scampo. Il tutto sarebbe avvenuto sotto gli occhi di testimoni: sembra che in casa ci fossero la moglie e i due figli di Fagiolini, rimasti sconvolti. È stato dato l'allarme e sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Pontedera e del comando provinciale dell'Arma, oltre ai militari della caserma di Ponsacco. Fagiolini, che presentava delle ferite, probabilmente causate dalla colluttazione con il marocchino, è stato fatto salire su un'ambulanza che, scortata da una pattuglia dei carabinieri, ha raggiunto l'ospedale Lotti a Pontedera.
In serata l'uomo è stato messo a disposizione del sostituto procuratore Giovanni Porpora, il quale è arrivato sul posto per coordinare le indagini. Il cadavere del giovane straniero è rimasto a lungo nell'abitacolo della vettura, finché non è stato dato il nulla osta per la rimozione.
Nel frattempo sono stati avvertiti i familiari della vittima: in località Fossa Murata sono arrivati i genitori e i fratelli.
Sul luogo della tragedia è giunto anche il sindaco, Filippo Fatticcioni. «Ho visto Fagiolini il 25 aprile, era sereno - ha detto -. Di questa storia, dei problemi della nipote, non sapevo niente, quindi non riesco a darmi una spiegazione. Posso solo dire che conosco Fagiolini come una brava persona». Ora il paese è scioccato, si chiede se sia stata l'esasperazione la causa della tragedia. Certo è che Fagiolini era molto legato alla nipote, la quale ha avuto un'infanzia difficile e ha perso presto i genitori.
Il fatto di sangue è accaduto ieri verso le 20 in località Fossa Murata, nel comune di Capannoli, nei pressi dell'abitazione di Fagiolini. Ma già nella mattinata sembra che la vittima e Fagiolini avessero avuto una discussione a Peccioli. La lite tra i due uomini, poi degenerata, potrebbe essere stata scatenata dai problemi che la nipote, Anastasia, 21 anni, aveva con il marito. Una convivenza alquanto tormentata, quella dei giovani coniugi, costellata da litigi, tanto che lei era tornata a casa dello zio, da Fabbrica di Peccioli, dove si era trasferita dopo il matrimonio.
Ieri sera il marito della giovane è andato a Capannoli, deciso a riportarla a casa. Ma non stato facile come pensava. L'uomo è arrivato nella palazzina sulle colline, vicino al paese. Ha percorso una strada strerrata che conduce a un gruppo di case dalle pareti ingiallite dal tempo, con una scala davanti all'ingresso.
L'ennesima lite avviene mentre cala la sera: forse la giovane non era convinta di volere seguire il marito, probabilmente lo zio si è intromesso in una discussione. Impossibile, almeno per ora, sapere cosa abbia convinto l'uomo a sparare. E' anche probabile che poco prima che scoppiasse la lite, fosse accaduto qualcosa tra i coniugi che allo zio di lei non era piaciuto. Ma per ora è soltanto un'ipotesi. Fatto sta che a un certo punto il marocchino, dopo una prima colluttazione con Fagiolini, è salito sulla sua auto e, secondo una prima ricostruzione, e avrebbe tentato di investire Fagiolini. Il quale ha reagito impugnando la pistola - regolarmente denunciata - e ha sparato. Ma sulla vicenda gli inquirenti non hanno fornito alcuna informazione e il sopralluogo è andato avanti fino a notte inoltrata. Sarà l'autopsia a dire da quanti colpi è stato raggiunto il giovane che era al volante della macchina e non ha avuto scampo. Il tutto sarebbe avvenuto sotto gli occhi di testimoni: sembra che in casa ci fossero la moglie e i due figli di Fagiolini, rimasti sconvolti. È stato dato l'allarme e sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Pontedera e del comando provinciale dell'Arma, oltre ai militari della caserma di Ponsacco. Fagiolini, che presentava delle ferite, probabilmente causate dalla colluttazione con il marocchino, è stato fatto salire su un'ambulanza che, scortata da una pattuglia dei carabinieri, ha raggiunto l'ospedale Lotti a Pontedera.
In serata l'uomo è stato messo a disposizione del sostituto procuratore Giovanni Porpora, il quale è arrivato sul posto per coordinare le indagini. Il cadavere del giovane straniero è rimasto a lungo nell'abitacolo della vettura, finché non è stato dato il nulla osta per la rimozione.
Nel frattempo sono stati avvertiti i familiari della vittima: in località Fossa Murata sono arrivati i genitori e i fratelli.
Sul luogo della tragedia è giunto anche il sindaco, Filippo Fatticcioni. «Ho visto Fagiolini il 25 aprile, era sereno - ha detto -. Di questa storia, dei problemi della nipote, non sapevo niente, quindi non riesco a darmi una spiegazione. Posso solo dire che conosco Fagiolini come una brava persona». Ora il paese è scioccato, si chiede se sia stata l'esasperazione la causa della tragedia. Certo è che Fagiolini era molto legato alla nipote, la quale ha avuto un'infanzia difficile e ha perso presto i genitori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
