Attenzione
Baccelli e ciaccini 15 quintali di tradizione
Paola Silvi
Da oggi fino a domenica il frantoio di San Miniato apre le porte a buongustai e appassionati. La kermesse torna il 1º maggio
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SAN MINIATO. I ciaccini, le tipiche focaccine cotte nel forno a legna, sono fumanti. Gli ingredienti per la zuppa sono in fila sul tavolone di cucina. Manca all’appello solo il cavolo, che accuratamente Maria Grazia va a cercare in frigo. Poco importa se il frigorifero è di casa sua e non quello equipaggiato di provviste per sfamare tutte le persone che parteciperanno alla sagra. L’essenziale è che tutto sia pronto e che la gente si senta a suo agio. La sagra del baccello de La Serra è un esempio concreto di questo spirito generoso di ospitalità. Ci sono feste che si distinguono per una magia, una fresca atmosfera che permea tutto, dal fascino del paesaggio ai luoghi accoglienti, dalla disponibilità degli organizzatori alla simpatia dei visitatori. Per tutto il fine settimana, da oggi a domenica aprile e il primo Maggio, il frantoio di San Miniato ospiterà la sagra, promossa dal Circolo Arci La Serra e dal Frantoio stesso. Protagonista assoluto chiaramente il baccello, proveniente in parte dalle campagne sanminiatesi e dalle coltivazioni di Venturina e San Vincenzo. Gli organizzatori prevedono, in base ai risultati degli anni passati, una vendita di circa 15 quintali di questa verdura.
Siamo arrivati alla dodicesima edizione di una manifestazione «nata soprattutto - spiega Tiberio Mannaioni, neopresidente del circolo - per far fronte alle spese di mantenimento e manutenzione dell’associazione». «La struttura del nostro circolo - dice Mannaioni - è di oltre 800 mq e il bar, collocato al suo interno, da solo, non è in grado di garantire la sopravvivenza di questo spazio di ritrovo storico per il nostro territorio. La sagra del baccello fa parte di una serie di iniziative pensate appositamente per raggiungere questi obiettivi. A settembre organizziamo la sagra dell’olio nuovo e a agosto quella del coniglio fritto». Oggi dalle 9 alle 22, il frantoio, maestoso edificio a mattoncini immerso nella campagna e nel verde delle colline, esempio di come l’amore per le tradizioni abbia radici profonde, aprirà le porte a chiunque vorrà partecipare. «Anche perché - continua il presidente - a La Serra manca un’area pubblica in cui poter allestire gli eventi». Da oltre 40 anni la famiglia Annessi, proprietaria del frantoio, tramanda di padre in figlio l’arte della frangitura, della coltivazione e della lavorazione degli ulivi. L’olio prodotto dai due impianti a ciclo continuo attivi ventiquattro ore su ventiquattro è un extravergine biologico. Nato da olive cresciute senza l’utilizzo di pesticidi viene costantemente monitorato.
Dal frangitore che defoglia e lava le olive alle macine che estraggono il liquido dalla pasta risultante, la centrifugano e ottengono l’olio. Al Frantoio, durante le visite, si può addirittura analizzare il prodotto finito con strumenti di precisione per conoscere l’acidità e la presenza di perossidi e antiossidanti. Un’immersione quindi nella gastronomia genuina, nelle specialità toscane, come i baccelli, ma anche pizze e schiacciate cotte a legna. Degustazioni di miele, olio e vino per lasciarci coinvolgere da un mix di sapori e profumi particolarmente piacevole. Tipiche merende a base di pane, spalla e pecorino. Crostini tutti da assaggiare e scoprire. Non mancheranno poi esibizioni di gruppi di ballo e spettacoli in vernacolo, concerti, piano bar e musica dal vivo. Fra le novità di quest’anno, ha riscosso grande successo il mercatino dell’antiquariato con 14 espositori, i più abili maestri del settore. Si trova di tutto purché sia lavorato a mano: dalle cornici alle statuine di ceramica e terracotta, dai cesti di vimini intrecciati come una volta a bracciali e gioielli. Una passeggiata nella storia artigianale del nostro paese, in un’arte che esiste da secoli ma continua ad affascinare.
Sempre a proposto di arte, durante la prima giornata della sagra del baccello, è prevista l’inaugurazione de “Il fregio della vita”, un’installazione a cielo aperto dell’architetto-pittore Paolo Tinghi. «E’ una sorta di cilindro, di quattro metri di diametro - spiega l’autore - con al centro la composizione pittorica. L’idea è quella di liberare il quadro dai confini consueti della cornice. A suo modo è un gioco, un momento divertente che può meravigliare e stupire la gente intervenuta all’iniziativa. Si gira la colonna e non si vede mai la stessa immagine, la stessa angolatura del dipinto».
Siamo arrivati alla dodicesima edizione di una manifestazione «nata soprattutto - spiega Tiberio Mannaioni, neopresidente del circolo - per far fronte alle spese di mantenimento e manutenzione dell’associazione». «La struttura del nostro circolo - dice Mannaioni - è di oltre 800 mq e il bar, collocato al suo interno, da solo, non è in grado di garantire la sopravvivenza di questo spazio di ritrovo storico per il nostro territorio. La sagra del baccello fa parte di una serie di iniziative pensate appositamente per raggiungere questi obiettivi. A settembre organizziamo la sagra dell’olio nuovo e a agosto quella del coniglio fritto». Oggi dalle 9 alle 22, il frantoio, maestoso edificio a mattoncini immerso nella campagna e nel verde delle colline, esempio di come l’amore per le tradizioni abbia radici profonde, aprirà le porte a chiunque vorrà partecipare. «Anche perché - continua il presidente - a La Serra manca un’area pubblica in cui poter allestire gli eventi». Da oltre 40 anni la famiglia Annessi, proprietaria del frantoio, tramanda di padre in figlio l’arte della frangitura, della coltivazione e della lavorazione degli ulivi. L’olio prodotto dai due impianti a ciclo continuo attivi ventiquattro ore su ventiquattro è un extravergine biologico. Nato da olive cresciute senza l’utilizzo di pesticidi viene costantemente monitorato.
Dal frangitore che defoglia e lava le olive alle macine che estraggono il liquido dalla pasta risultante, la centrifugano e ottengono l’olio. Al Frantoio, durante le visite, si può addirittura analizzare il prodotto finito con strumenti di precisione per conoscere l’acidità e la presenza di perossidi e antiossidanti. Un’immersione quindi nella gastronomia genuina, nelle specialità toscane, come i baccelli, ma anche pizze e schiacciate cotte a legna. Degustazioni di miele, olio e vino per lasciarci coinvolgere da un mix di sapori e profumi particolarmente piacevole. Tipiche merende a base di pane, spalla e pecorino. Crostini tutti da assaggiare e scoprire. Non mancheranno poi esibizioni di gruppi di ballo e spettacoli in vernacolo, concerti, piano bar e musica dal vivo. Fra le novità di quest’anno, ha riscosso grande successo il mercatino dell’antiquariato con 14 espositori, i più abili maestri del settore. Si trova di tutto purché sia lavorato a mano: dalle cornici alle statuine di ceramica e terracotta, dai cesti di vimini intrecciati come una volta a bracciali e gioielli. Una passeggiata nella storia artigianale del nostro paese, in un’arte che esiste da secoli ma continua ad affascinare.
Sempre a proposto di arte, durante la prima giornata della sagra del baccello, è prevista l’inaugurazione de “Il fregio della vita”, un’installazione a cielo aperto dell’architetto-pittore Paolo Tinghi. «E’ una sorta di cilindro, di quattro metri di diametro - spiega l’autore - con al centro la composizione pittorica. L’idea è quella di liberare il quadro dai confini consueti della cornice. A suo modo è un gioco, un momento divertente che può meravigliare e stupire la gente intervenuta all’iniziativa. Si gira la colonna e non si vede mai la stessa immagine, la stessa angolatura del dipinto».
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