Il Tirreno

Pontedera

Residence e alloggi dove una volta s’allevavano maiali

Francesco Turchi
Residence e alloggi dove una volta s’allevavano maiali

Alcuni imprenditori si sono fatti avanti e hanno presentato un progetto di massima Un giorno vi potrebbero vivere 200 persone

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PERIGNANO. Un piccolo paese, fatto di appartamenti, residence e un parco dove fare sport, in riva al fiume. Un intervento che non vuole essere l’ennesimo esempio di cementificazione selvaggia, ma che al contrario vuole diventare una perla di insediamento sul piano del rispetto del territorio. La Fagiolaia cambia pelle. Quest’area fino a un decennio fa ospitava un mega-allevamento di maiali, con annessa un’azienda che produceva fertilizzanti. Ed erano tempi duri per gli abitanti dei dintorni: alcune case sono soltanto a poche decine di metri in linea d’aria dall’ormai ex allevamento. Allora tenere la finestra aperta d’estate era quasi impossibile e la presenza dei suini era tangibile più o meno per tutti i giorni dell’anno. Poi la dismissione dell’attività. Oggi, a distanza di tanti anni, ci sono ancora i silos, i capannoni (con la copertura in eternit) dove alloggiavano i suini, le strutture dell’azienda, con impressi i segni del tempo che passa e del degrado. E quell’odore, insopportabile quando l’azienda girava a pieno ritmo, in alcuni punti è ancora presente. «D’altra parte - esordisce il sindaco di Lari, Ivan Mencacci - quando è nato questo allevamento, i criteri di igiene erano ben lontani da quelli di oggi».

Per anni la struttura è stata dimenticata, anche se non proprio da tutti, visto che all’interno, ci sono armadietti con la stessa a cinque punte delle Br disegnata con la bomboletta. Si raggiunge dalla via Livornese Ovest; all’incrocio con la strada che porta alle Casine, c’è una via bianca: poche decine di metri nella campagna ed ecco che si apre un mondo, oggi preda del degrado, ma che domani promette di diventare un fiore all’occhiello di Perignano. «Per incentivare il recupero dell’intera area - spiega Mencacci - avevamo previsto un “premio” del 5% in superficie utile lorda per chi si accollava prima di tutto la bonifica dell’area e in un secondo tempo l’intervento edilizio». Si è fatto avanti un gruppo di imprenditori della zona, che per prima cosa ha effettuato un’indagine sul terreno, per capire se l’attività precedente aveva in qualche modo messo a rischio la sua stabilità: «Il risultato dei sopralluoghi e dei rilievi è stato positivo. A quel punto hanno presentato il progetto di massima per la realizzazione di un vero e proprio paese», dove un giorno potrebbero abitare quasi 200 persone.

L’insediamento sarà circondato da una strada unica, dalla quale partiranno tutti gli accessi ai vari blocchi residenziali: «Ci saranno abitazioni, ma anche un residence in proprietà, con servizi in comune, come per esempio la piscina o il campo di calcetto; e poi ci sarà un residence ricettivo e una zona sportiva». E quest’ultima sarà praticata anche da persone che non abitano nel nuovo borgo: «Il nostro intento, recepito dai privati, è di non creare un’isola, un paese a parte, ma di cercare di collegare la Fagiolaia con il resto del paese. E potrebbero esserci anche uffici e negozi». L’area sportiva avrà anche la funzione di abbattere il rischio idraulico: «Il terreno interessato dall’intervento è circondato da due fiumiciattoli, intorno ai quali verranno realizzate delle zone di esondazione, che nei periodi di piena saranno utili per la sicurezza degli abitanti della zona e in tutti gli altri giorni potranno essere utilizzate per andarci a fare sport». Anche il Comune ha un ruolo nell’operazione: «Noi realizzeremo una rotatoria sulla via Livornese Ovest, che sostituirà l’attuale incrocio e che darà accesso alla Fagiolaia». Per quanto riguarda i tempi, ci vuole pazienza: «L’iter burocratico si concluderà nel giro di 1-2 anni, dipenderà anche dagli imprenditori; poi saranno necessari circa tre anni per i lavori».

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