Il dolore
Un centro studi nel futuro della tabaccaia
Francesco Turchi
La vecchia tabaccaia potrebbe diventare un centro studi. Ma il percorso non è così semplice. Per il momento è un insieme di ruderi, posti proprio in mezzo a un gruppetto di case, vicino alla riserva naturale di Montefalcone, un'area di oltre 500 ettari, acquistata dallo Stato nel 1971 e gestita dalla Forestale: la "perla" ambientale delle Cerbaie, sistema collinare del basso Valdarno, che emerge tra il padule di Bientina e quello di Fucecchio
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CASTELFRANCO. La vecchia tabaccaia potrebbe diventare un centro studi. Ma il percorso non è così semplice. Per il momento è un insieme di ruderi, posti proprio in mezzo a un gruppetto di case, vicino alla riserva naturale di Montefalcone, un’area di oltre 500 ettari, acquistata dallo Stato nel 1971 e gestita dalla Forestale: la “perla” ambientale delle Cerbaie, sistema collinare del basso Valdarno, che emerge tra il padule di Bientina e quello di Fucecchio. A segnalarne il degrado è un lettore de Il Tirreno: «Ben poco è rimasto della vecchia tabaccaia. Peccato: sarebbe bello poterla restaurare». Ma la situazione è complessa, anche per la grandezza degli edifici. Il lettore spera nell’intervento dell’amministrazione comunale di Castelfranco: «Il sindaco Umberto Marvogli potrebbe intervenire...». Chiamato in causa, il primo cittadino spiega la posizione del Comune, mostrando un certo interesse verso la questione, pur senza nascondere i tanti punti interrogativi che accompagnano un eventuale recupero della tabaccaia di Montefalcone «chiusa da decenni - dice Marvogli -.
La mia mamma mi raccontava sempre che da bambina, negli anni Venti, ci portava le foglie di tabacco. L’azienda ha chiuso l’attività da oltre mezzo secolo». E da allora, gradualmente, il degrado si è impadronito della struttura, che tuttora è di proprietà di un privato, che non è riuscito a trovare le risorse per un recupero dell’immobile: «Alcuni anni fa - racconta Marvogli - il proprietario presentò un progetto di riqualificazione dell’area, con la creazione di una struttura ricettiva, con tanto di sala conferenze, nell’ex tabaccaia di Montefalcone». Sembrava un passo importante verso una nuova vita per il complesso, ma il piano di recupero non ha avuto seguito: «Il privato cercò l’aiuto di altri imprenditori, perché da solo non poteva sostenere un investimento di quelle proporzioni. Ma non riuscì a trovare alleati e così il suo tentativo è naufragato». A quel punto è entrata in ballo l’amministrazione comunale: «Siamo stati contattati e ci siamo messi in moto, per quelle che sono le nostre possibilità. Abbiamo inserito il progetto di recupero dell’ex tabaccaia nel Pasl regionale (Patto per lo sviluppo locale), insieme ad altri interventi che abbiamo in programma.
Con il coordinamento provinciale del Pasl, guidato dall’assessore provinciale Graziano Turini, stiamo definendo gli ultimi dettagli e a giugno presenteranno il tutto alla Regione, che valuterà la documentazione e stabilirà i finanziamenti». Quindi Marvogli illustra la destinazione d’uso: «Vorremmo realizzarci un centro studi e di ricerca per tutta l’area boschiva delle Cerbaie. In quest’ottica abbiamo coinvolto l’Università di Pisa e in particolare la facoltà di Agraria, che ha mostrato un certo interesse verso la proposta. Ci sono già stati dei sopralluoghi: l’interesse c’è, sia da parte nostra che da parte dell’ateneo. Vediamo cosa succede». Prima di tutto si attende il finanziamento, punto di partenza di tutto il cammino: «Soltanto in questo modo potremmo portare avanti il progetto. L’Università di Pisa può essere interessata all’operazione, vista l’enorme estensione boschiva delle Cerbaie; e per quanto ci riguarda, sarebbe importante recuperare una struttura “dimenticata” così vasta, presente sul nostro territorio».
Quella del centro studi sembra essere l’unica strada percorribile: «La sola alternativa ipotizzabile è che uno o più imprenditori scommettano sull’ex tabaccaia, acquistandola e presentando un piano di recupero, magari prevedendo, come era nelle intenzioni dell’attuale proprietario una sala conferenze e una piccola struttura ricettiva». Il Comune non è interessato a questo tipo di soluzione: «Con la realizzazione della nuova sede di Poteco (Polo tecnologico conciario), a Santa Croce, verrà data una risposta anche all’attuale mancanza di una sala per convegni e conferenze, al servizio di tutto il territorio: ce ne sarà infatti, moderna e spaziosa, all’interno dell’edificio che sorgerà in via San Tommaseo». Più probabile quindi che si concretizzi l’ipotesi del centro studi: «In un secondo tempo, qualora ottenessimo il finanziamento, valuteremo le modalità di recupero e di gestione futura dell’immobile, regolando i rapporti tra pubblico e privato. Ma prima di tutto c’è da capire se l’operazione andrà in porto».
La mia mamma mi raccontava sempre che da bambina, negli anni Venti, ci portava le foglie di tabacco. L’azienda ha chiuso l’attività da oltre mezzo secolo». E da allora, gradualmente, il degrado si è impadronito della struttura, che tuttora è di proprietà di un privato, che non è riuscito a trovare le risorse per un recupero dell’immobile: «Alcuni anni fa - racconta Marvogli - il proprietario presentò un progetto di riqualificazione dell’area, con la creazione di una struttura ricettiva, con tanto di sala conferenze, nell’ex tabaccaia di Montefalcone». Sembrava un passo importante verso una nuova vita per il complesso, ma il piano di recupero non ha avuto seguito: «Il privato cercò l’aiuto di altri imprenditori, perché da solo non poteva sostenere un investimento di quelle proporzioni. Ma non riuscì a trovare alleati e così il suo tentativo è naufragato». A quel punto è entrata in ballo l’amministrazione comunale: «Siamo stati contattati e ci siamo messi in moto, per quelle che sono le nostre possibilità. Abbiamo inserito il progetto di recupero dell’ex tabaccaia nel Pasl regionale (Patto per lo sviluppo locale), insieme ad altri interventi che abbiamo in programma.
Con il coordinamento provinciale del Pasl, guidato dall’assessore provinciale Graziano Turini, stiamo definendo gli ultimi dettagli e a giugno presenteranno il tutto alla Regione, che valuterà la documentazione e stabilirà i finanziamenti». Quindi Marvogli illustra la destinazione d’uso: «Vorremmo realizzarci un centro studi e di ricerca per tutta l’area boschiva delle Cerbaie. In quest’ottica abbiamo coinvolto l’Università di Pisa e in particolare la facoltà di Agraria, che ha mostrato un certo interesse verso la proposta. Ci sono già stati dei sopralluoghi: l’interesse c’è, sia da parte nostra che da parte dell’ateneo. Vediamo cosa succede». Prima di tutto si attende il finanziamento, punto di partenza di tutto il cammino: «Soltanto in questo modo potremmo portare avanti il progetto. L’Università di Pisa può essere interessata all’operazione, vista l’enorme estensione boschiva delle Cerbaie; e per quanto ci riguarda, sarebbe importante recuperare una struttura “dimenticata” così vasta, presente sul nostro territorio».
Quella del centro studi sembra essere l’unica strada percorribile: «La sola alternativa ipotizzabile è che uno o più imprenditori scommettano sull’ex tabaccaia, acquistandola e presentando un piano di recupero, magari prevedendo, come era nelle intenzioni dell’attuale proprietario una sala conferenze e una piccola struttura ricettiva». Il Comune non è interessato a questo tipo di soluzione: «Con la realizzazione della nuova sede di Poteco (Polo tecnologico conciario), a Santa Croce, verrà data una risposta anche all’attuale mancanza di una sala per convegni e conferenze, al servizio di tutto il territorio: ce ne sarà infatti, moderna e spaziosa, all’interno dell’edificio che sorgerà in via San Tommaseo». Più probabile quindi che si concretizzi l’ipotesi del centro studi: «In un secondo tempo, qualora ottenessimo il finanziamento, valuteremo le modalità di recupero e di gestione futura dell’immobile, regolando i rapporti tra pubblico e privato. Ma prima di tutto c’è da capire se l’operazione andrà in porto».
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