Sicurezza
Erano arrivati a Cascina da tre settimane l’appello della vedova: «Datemi una mano»
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Robert Florentine VitalaruLA STORIA Lascia una bimba di due anni
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CASCINA. Roxane ha vent'anni, stringe la sua bambina di due tra le braccia. Non ha la forza di farle capire che suo papà Robert non c'è più. Trattiene a stento le lacrime, anche quando la piccola sorride nel vedere la foto di suo papà sul passaporto che tiene aperto fra le mani.
Dice alcune parole in rumeno. Sorride ancora. Lei è abituata a vederlo in fotografia: Robert Florentin Vitalaru, l'uomo che è morto dopo essere stato investito da un camion all'alba sull'Arnaccio, mentre era con la sua bici, aveva portato la famiglia in Toscana solo da tre settimane. Lui era venuto a cercar lavoro e un po' di fortuna a settembre. Aveva trovato un posto da muratore, in una impresa edile di San Frediano. Aveva trovato anche un alloggio e, per le feste di Natale era tornato in Romania, rientrando in Italia con la sua famiglia.
Nel salotto di casa ci sono alcuni parenti. La cognata, qualche amica. Pochi. Le si sono stretti attorno da subito. Perché Roxane, adesso, ha bisogno di aiuto. È sola. La salma di suo marito è all'istituto di medicina legale. Dovrà essere sottoposta ad autopsia, poi sarà riconsegnata alla famiglia. «Voglio riportarmelo in Romania», dice la giovanissima mamma, con un italiano incerto, fatto appena di qualche parola imparata in questo poco tempo trascorso in Italia. Ma il magistrato, probabilmente, darà l'assenso al trasferimento in Romania, solo tra una quindicina di giorni. E poi c'è il problema del viaggio, del costo. «Ho bisogno di aiuto - dice ancora Roxane - di qualcuno che mi dia un sostegno economico per affrontare questa situazione e per affrontare le spese del trasporto della salma di mio marito nel nostro Paese». Un appello che la giovanissima vedova lancia anche attraverso il nostro giornale. Sperando che qualcuno lo raccolga.
Dice alcune parole in rumeno. Sorride ancora. Lei è abituata a vederlo in fotografia: Robert Florentin Vitalaru, l'uomo che è morto dopo essere stato investito da un camion all'alba sull'Arnaccio, mentre era con la sua bici, aveva portato la famiglia in Toscana solo da tre settimane. Lui era venuto a cercar lavoro e un po' di fortuna a settembre. Aveva trovato un posto da muratore, in una impresa edile di San Frediano. Aveva trovato anche un alloggio e, per le feste di Natale era tornato in Romania, rientrando in Italia con la sua famiglia.
Nel salotto di casa ci sono alcuni parenti. La cognata, qualche amica. Pochi. Le si sono stretti attorno da subito. Perché Roxane, adesso, ha bisogno di aiuto. È sola. La salma di suo marito è all'istituto di medicina legale. Dovrà essere sottoposta ad autopsia, poi sarà riconsegnata alla famiglia. «Voglio riportarmelo in Romania», dice la giovanissima mamma, con un italiano incerto, fatto appena di qualche parola imparata in questo poco tempo trascorso in Italia. Ma il magistrato, probabilmente, darà l'assenso al trasferimento in Romania, solo tra una quindicina di giorni. E poi c'è il problema del viaggio, del costo. «Ho bisogno di aiuto - dice ancora Roxane - di qualcuno che mi dia un sostegno economico per affrontare questa situazione e per affrontare le spese del trasporto della salma di mio marito nel nostro Paese». Un appello che la giovanissima vedova lancia anche attraverso il nostro giornale. Sperando che qualcuno lo raccolga.
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