Il Tirreno

Pontedera

Dalle stalle alle stelle del turismo chic

Francesco Turchi
Dalle stalle alle stelle del turismo chic

L'azienda ha chiuso i battenti un quarto di secolo fa. Oggi restano edifici abbandonati Tre proprietari non trovano l'accordo

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MONTOPOLI. Diventerà una struttura ricettiva. Anzi no: un complesso turistico. O addirittura un centro commerciale. Tanti sogni, altrettanti progetti. Ma di fatto l’area dell’ex allevamento bovino, sul territorio di Montopoli Valdarno, resta un’enorme distesa di edifici abbandonati: una fotografia tutt’altro che lusinghiera, proprio in una zona che vuol fare della promozione turistica un cavallo di battaglia e che è capace di offrire scorci da cartolina. Ma chi percorre la Fi-Pi-Li, in direzione Firenze, proprio a poche decine di metri dall’uscita di Montopoli, sulla destra, può ammirare un palcoscenico tutt’altro che accattivante: edifici che crollano, scheletri di un’azienda che ha chiuso i battenti un quarto di secolo fa, ma che ancora oggi “marchia” il paesaggio. Allora il suo timbro era nell’aria, con l’odore che caratterizza ogni allevamento di animale.

Dal naso agli occhi: quel villaggio abbandonato non è biglietto da visita al passo con la nuova Montopoli. La situazione che ha portato allo stallo è piuttosto ingarbugliata e vede protagonisti tre soggetti che, a quanto pare, sono proprietari dell’area. La situazione è tanto intricata che pare ci sia in ballo anche una causa tra due dei proprietari. Di certo c’è che anni fa anche la Coop mise gli occhi sulla vasta area, acquistandone una parte, con l’obiettivo di realizzarci un deposito o un centro commerciale. Ma in realtà l’operazione non è mai andata in porto e difficilmente cambierà qualcosa nei prossimi anni, visto che nel frattempo sono nati due supermercati targati Coop a pochi chilometri di distanza, sia in direzione Firenze (Empoli), che in direzione Pisa (Navacchio). Due dei proprietari litigano, il terzo (la Coop) ha pensato più che altro, secondo i più maliziosi, ad accaparrarsi un terreno così appetitoso prima che lo facesse qualche concorrente, vista la posizione; e la situazione di degrado resta tale.

Tanto che anche il sindaco Alessandra Vivaldi sembra essersi un po’ stufata: «I vari proprietari sembravano avere progetti importanti in mente. Così al momento della stesura dell’ultimo piano regolatore, pur di stimolare il recupero e la riqualificazione dell’area, l’amministrazione comunale che mi ha preceduto, ha previsto la più ampia destinazione possibile per la zona in questione, ad eccezione di quella residenziale». Il primo cittadino spiega le motivazioni della scelta: «È stata esclusa la destinazione residenziale, per evitare una cementificazione selvaggia: dare l’autorizzazione al recupero di tutta quella volumetria, significherebbe approvare un intervento di fortissimo impatto sul territorio». Ma per il resto ce n’è per tutti i gusti: «È prevista la realizzazione di strutture turistiche-ricettive, la destinazione commerciale e quant’altro: l’importante sarebbe che qualcosa ci venisse fatto». Gli “stalloni”, così come viene chiamata nel linguaggio popolare l’area, ospitavano un grosso allevamento di mucche, che qui crescevano, venivano macellate, prima di essere inserite nella rete distributiva.

Oggi arrivare a quei vecchi edifici, erosi da trent’anni di abbandono, è quantomeno problematico: gli “ostacoli” sono rappresentati dalla tenuta di Varramista e dalla superstrada, che da una parte ne preclude l’accesso, e dall’altra è un involontario “balcone” frequentatissimo con vista sull’ex allevamento. Ma il Comune vuole una svolta alla vicenda: «Sicuramente. Quel che ci interessa maggiormente - sottolinea Alessandra Vivaldi - è la bonifica dell’intera area e il suo sviluppo, con esclusione della destinazione residenziale». Insomma, le porte del municipio sono spalancate per i proprietari in questione, a patto che non vadano in cerca di benedizioni per la costruzione di case: «Mi auguro che in un modo o nell’altro, si arrivi a una soluzione, perché questa situazione non può andare oltre».

La Vivaldi è stata chiara con gli interlocutori e ribadisce il concetto: «Al di là del contenzioso in atto, credo che lo stallo vada superato. Altrimenti quando andremo a riscrivere faremo altre scelte, magari trasformando in terreni agricoli l’intera zona. Non vogliamo arrivare questo. Mi auguro che i diretti interessati si diano una mossa».

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