Il Tirreno

Pontedera

Alloggi di lusso là dove una volta c’era la fonderia

Francesco Turchi
Alloggi di lusso là dove una volta c’era la fonderia

La Rotta:i capannoni dismessi rischiano di diventare il simbolo del degrado dell'area

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LA ROTTA. Da testimonianza del passato industriale a centro residenziale di qualità medio-alta, con tanto di spazio verde pubblico. Non sarà un cammino semplice, ma una volta portato a compimento il progetto, La Rotta potrebbe diventare un fiore all’occhiello di Pontedera. D’altra parte la città già da tempo, e non poteva essere altrimenti, sta lavorando per rifarsi il look, strizzando l’occhio al turismo, ma anche con l’obiettivo dello sviluppo sul piano residenziale. E per farlo deve puntare sulle su quelle colline che in passato sono state un po’ “sacrificate” di fronte al bene comune primario, che per decenni, è stato identificato con la Piaggio e le altre industrie. Ma ora stanno arrivando da più parti dei segnali di cambiamento, in nome, ormai tanto di moda, di quello “sviluppo sostenibile” che tanto piace agli amministratori locali: si tratta di favorire la crescita, evitando però cementificazioni selvagge, con relativo peggioramento della qualità della vita.

La Rotta potrebbe diventare un esempio in questo senso. Tra i fabbricati in ballo c’è l’ex fonderia Ceccanti. Capannoni enormi, dismessi da tempo, che rischiano di essere ben presto assediati dal degrado, che ha lasciato già i suoi primi segnali, fatti di vetri rotti e scritte sui muri. Ma gli immobili sono abbandonati, non dimenticati. E la conferma arriva dal primo cittadino pontederese, Paolo Marconcini: «I proprietari hanno presentato da tempo un progetto per la realizzazione di alcune unità abitative». L’amministrazione comunale sta ora vagliando l’ipotesi: «La nostra intenzione - dice il sindaco - è di autorizzare il recupero del volume relativo al piano terra, per evitare un impatto troppo forte con l’ambiente circostante». Se il progetto andasse in porto, sarebbero notevoli i benefici per la cittadinanza: «Sono previsti una piazza centrale, un parcheggio e una nuova viabilità, comprensiva anche di un accesso all’area verde che abbiamo acquistato per dedicarla agli orti degli anziani».
 
Quest’altro passaggio avverrà gradualmente: «Si tratta di far capire agli abitanti della frazione che hanno un pezzetto di terra lungo l’Arno, che è auspicabile un loro trasferimento nella nuova zona, peraltro vicina alla fonte del Bercino, che permetterebbe peraltro di irrigare gli orti direttamente con l’acqua dell’acquedotto». Tornano al progetto relativo al futuro dell’ex fonderia Ceccanti, Marconcini spiega quali possono essere gli ostacoli: «C’è da superare la questione della volumetria recuperabile e poi la proprietà sta valutando i costi dell’operazione, comprensiva di tutti i servizi». Ma il rilancio della zona potrebbe essere ancora più ampio: «C’è un altro progetto in ballo, con caratteristiche simili. Sempre alle Vallicelle, c’è anche una vecchia villa, della quale sono rimasti soltanto i ruderi. I proprietari hanno chiesto di recuperare la volumetria con una serie di appartamenti: anche questo progetto potrebbe andare in porto».

Quindi il sindaco spiega la chiave per il buon esito di questo tipo di operazioni, che molto probabilmente, visti i tempi burocratici, riguarderanno più da vicino il suo successore a Palazzo Stefanelli: «Credo che le amministrazioni comunali e i privati debbano cercare un compromesso per lo sviluppo di certe zone. In questo caso per esempio invece di lasciare sul territorio dei residui del passato, bisogna cercare di rilanciare la zona, cercando di portare dei benefici sia economici che sociali agli abitanti della frazione. Questo esempio andrebbe seguito anche in altre situazioni simili».

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