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Pontedera

Manca il personale, Poste in crisi

Manca il personale, Poste in crisi

Ecco perché una lettera impiega un mese per percorrere 150 metri

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PONTEDERA. La cronica mancanza di personale, le sostituzioni a singhiozzo e la riorganizzazione dello smistamento della corrispondenza potrebbero aiutare a spiegare come mai una lettera impiega più di un mese per compiere 150 metri. La lettera incriminata è stata spedita il 24 settembre dai carabinieri (la caserma è in via Lotti) ed è stata recapitata solo l’altro giorno. E pensare che doveva essere consegnata in via Roma, sempre in città. E non si parla di distanze newyorkesi... Alla domanda: come mai la posta arriva con così tanti giorni di ritardo? è facile vedersi rispondere con una alzata di spalle. Si chiama rassegnazione. La stessa chiesta ogni giorno ai clienti che hanno bisogno di rivolgersi all’ufficio postale di via Pellico. Gli sportelli aperti, anche nelle ore di punta, sono sempre in numero insufficiente rispetto alle necessità. Provare per credere: la fila arriva anche alla porta con le facili proteste degli utenti.

«Capire perché siamo arrivati a questo è semplice - spiega il sindacalista Giorgio Simoncini, dell’Ugl -. Manca il personale, c’è stata una riorganizzazione del recapito che non ha risolto i problemi. Ci sono giacenze incredibili, che non rivelo in quanto non mi sembra opportuno. Ma è più che possibile che la posta arrivi in ritardo. Ormai le sostituzioni vengono effettuate solo per assenze superiori ai venti giorni». C’è anche un problema di formazione del personale inviato a svolgere certi servizi. «Anche questo è vero - aggiunge Simoncini - ma non è semplice, vista la mancanza di personale». Ci sono uffici dove i titolari si alternano ogni poco tempo, con inevitabili conseguenze sul piano dell’organizzazione del lavoro. Ritardi nella consegna della corrispondenza, bollette da pagare arrivate già scadute sono una costante per tutta la provincia e anche oltre. Di tanto in tanto la protesta degli utenti esplode, soprattutto nei casi eclatanti come quello della lettera consegnata a distanza di un mese, pur essendo mittente e destinatario residenti nella stessa città.

L’utente sembra non rientrare nelle priorità di Poste italiane: al centro delle attenzioni - si denuncia da più parti - ci sono soltanto le esigenze di bilancio, i conti da far tornare. «Spesso mi ritrovo lettere non destinate alla mia famiglia nella cassetta postale - racconta una cittadina di Pontedera -. Mi chiedo come faccia il postino a sbagliare. Sulla busta l’indirizzo è riportato chiaramente e non corrisponde al mio». La causa è sempre la stessa, spiega il sindacato. Niente sostituzioni per malattia. E le Poste non sostituiscono neppure il personale che va in pensione o viene destinato ad altri incarichi. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. «Capita magari che, per ovviare a un’assenza improvvisa, mettano per strada un giovane inesperto di una certa zona - aggiunge Simoncini - con decine e decine di buste da consegnare». Stando così le cose, se la posta arriva è un piccolo miracolo.

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