Il Tirreno

Pontedera

Pane, sono in arrivo nuovi aumenti

Emilio Chiorazzo
Pane, sono in arrivo nuovi aumenti

Da qui a dicembre il costo della farina salirà dai 4 agli 8 euro

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PONTEDERA. Avremo nuovi aumenti per il pane. Da qui alla fine dell’anno, i panificatori si aspettano, ritocchi nel prezzo di acquisto della farina, che vanno dai quattro agli otto euro. E questo, inevitabilmente, andrà a pesare sul costo finale del prezzo, in ascesa da settembre a oggi quasi con cadenza mensile. «Ma a dire il vero - spiega Maurizio Figuccia - presidente di Assipan, l’associazione provinciale pisana dei panificatori che fanno capo a Confcommercio - fino a oggi i nostri clienti non hanno dovuto sopportare aumenti pesanti. Il ritocco, dove c’è stato, è avvenuto nell’ordine dei trenta centesimi al chilogrammo. A conti fatti, basandoci sul consumo medio di una famiglia, ogni mese per l’acquisto del pane, una casalinga pontederese può aver speso non più di tre euro». Eppure, dal rientro delle vacanze estive a oggi, la questione degli aumenti del pane, più di una volta è balzata agli onori della cronaca.

«Secondo me - spiega ancora il presidente di Assopan - tutto questo alla fine è servito per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica da aumenti che hanno un peso maggiore, sulle tasche dei cittadini. Penso all’energia elettrica, all’acqua, ai rifiuti che sono addirittura raddoppiati in due anni e alla benzina». Il nuovo aumento, per adesso, non è quantificabile: in questi giorni, a livello provinciale, i panificatori si riuniscono in maniera costante, per avere sotto controllo la situazione. Anche se tutti concordano nel dire che non inciderà più di tanto. Non è la farina, infatti, nella preparazione del pane, il costo più elevato: basti pensare a tutti gli elementi che occorrono, per la produzione. Primo fra tutti, il gasolio per alimentare i forni. «Il vero problema - spiega ancora Figuccia - è che a noi ci è negata anche la possibilità di fare acquisti con prezzi concorrenziali.

Prima bastava fare una rapida consultazione di quel che il mercato offriva, anche nella nostra zona, per avere prezzi differenziati. Da un po’ di tempo a questa parte, sembra che i fornitori si siano accordati nel proporre gli stessi prezzi, nell’effettuare gli aumenti nello stesso momento e della stessa consistenza. Un’abitudine che dovrebbe finire nell’attenzione dell’Antitrust». E non è l’unica stranezza. A sentire i panificatori, a ostacolare il loro mestiere, adesso, ci si è messa anche la nuova tendenza - per fortuna in via di sviluppo al momento solo negli Stati Uniti, dicono - di utilizzare i cereali per la produzione di energia pulita. Significa che una ingente quantità viene dirottata verso questo scopo, sottraendola alla produzione di pane. Risultato: la carenza farà lievitare il prezzo.

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