Sicurezza
Ostaggio dei banditi nella gioielleria
Sabrina Chiellini
Commessa minacciata con la pistola, rubati preziosi per 150mila euro
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FORNACETTE. Rapina da circa 150mila euro nella gioielleria di Enzo Capone ieri mattina in via della Botte. Un uomo e una donna, che indossavano una tuta da ginnastica e parlavano con accento meridionale, sono entrati nel negozio come clienti. Ma ben presto hanno spiegato la ragione della loro visita. Mentre l’uomo puntava la pistola contro una commessa, la donna ha arraffato sei, sette rotoli di oggetti preziosi. Poi, con vera discrezione, i due si sono dileguati, tanto che nessuno si è accorto di niente. Eppure accanto all’oreficeria ci sono numerosi negozi, tra cui un bar molto frequentato, un negozio di fiori e una profumeria. È stato spiegato che il rapinatore probabilmente aveva una quarantina d’anni e che la donna, lunghi capelli castani e carnagione olivastra, era più giovane.
Sconvolta, la commessa ha dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Pontedera e gli agenti del commissariato di polizia. «Ho avuto un grande spavento - ha spiegato a fine mattina la commessa -. Ci sto ancora pensando. Non mi va di parlarne almeno ora». «Non posso dirvi niente. Lasciate perdere - dice il proprietario alla chiusura del negozio -. Sto andando dai carabinieri, ma non mi piace che il negozio venga associato a una rapina. Non è un buon modo per farsi conoscere». Per ora nessuna conferma ufficiale sull’entità del danno, si parla appunto di 150mila euro. Sulle strade vicine a Fornacette sono stati istituiti posti di controllo e una verifica è stata fatta anche su un nomade alla guida di un furgone. I carabinieri sono rimasti a lungo nell’oreficeria in cerca di elementi che possano aiutarli a dare un nome agli autori della rapina. Il colpo è durato pochi minuti.
Gli investigatori pensano che la pistola potesse essere giocattolo. L’assalto è avvenuto a una manciata di ore di distanza da un altro colpo messo a segno a Navacchio, ai danni della filiale della Banca popolare di Lajatico. Lunedì c’era stata un’altra rapina al Penny Market a Ponsacco. In tutto si contano quattro rapine in tre giorni.
Sconvolta, la commessa ha dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Pontedera e gli agenti del commissariato di polizia. «Ho avuto un grande spavento - ha spiegato a fine mattina la commessa -. Ci sto ancora pensando. Non mi va di parlarne almeno ora». «Non posso dirvi niente. Lasciate perdere - dice il proprietario alla chiusura del negozio -. Sto andando dai carabinieri, ma non mi piace che il negozio venga associato a una rapina. Non è un buon modo per farsi conoscere». Per ora nessuna conferma ufficiale sull’entità del danno, si parla appunto di 150mila euro. Sulle strade vicine a Fornacette sono stati istituiti posti di controllo e una verifica è stata fatta anche su un nomade alla guida di un furgone. I carabinieri sono rimasti a lungo nell’oreficeria in cerca di elementi che possano aiutarli a dare un nome agli autori della rapina. Il colpo è durato pochi minuti.
Gli investigatori pensano che la pistola potesse essere giocattolo. L’assalto è avvenuto a una manciata di ore di distanza da un altro colpo messo a segno a Navacchio, ai danni della filiale della Banca popolare di Lajatico. Lunedì c’era stata un’altra rapina al Penny Market a Ponsacco. In tutto si contano quattro rapine in tre giorni.
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