La manifestazione
Tariffe alte e troppi errori, scatta la protesta
Emilio Chiorazzo
Le bollette dei rifiuti fanno arrabbiare i cittadini che "invadono" il Comune
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PONTEDERA. Rosetta è la più agguerrita. Sventola la bolletta che le è appena arrivata dalla Geofor, ma dietro quel gesto c’è la rabbia che la assale da tempo. È la titolare del bar Minerva, alla stazione, il quartiere che lei stessa descrive, come quello della convivenza difficile. «Incasso un centinaio di euro al giorno - dice - i clienti non vengono più a prendere il caffé da me. Gli incassi diminuiscono, le tasse da pagare raddoppiano». Ha una bolletta da 1800 e passa euro di Tia, la tassa di igiene ambientale, i rifiuti, per intenderci. Non sa come e, soprattutto non vuol pagarla. Appena un anno fa, per lo stesso servizio, versava la metà. È questo che l’ha spinta a chiedere, insieme con un nutrito gruppo di cittadini, un incontro con il sindaco, ieri mattina. Una trentina di persone - giovani, pensionati, anziani soli - hanno avuto un confronto con Paolo Marconcini, sulle bollette che, proprio in questi giorni, vengono consegnate. Sono quelle che richiedono la tassa del servizio di raccolta rifiuti per tutto il 2007.
Al primo cittadino vengono sottoposti i vari quesiti: Tina Fogli racconta che di bollette ne ha ricevute due. Identiche. Leda Franchi, invece, è una signora di 82 anni. Vive in una casa di 70 metri quadrati: lo scorso anno aveva pagato 24 euro. La bolletta per il 2007 gliene chiede 103. Sono alcuni dei casi che vengono raccontati nella saletta di Palazzo Stefanelli dove s’è consumato il confronto. Al piano di sotto, nell’atrio, dov’è allestito l’apposito sportello Tia, c’è la ressa. Quaranta e più persone in fila, tutte assillate dallo stesso dubbio: quelle cifre sono frutto di un errore. Oppure la Tia è insostenibile. Un primo chiarimento, pratico, lo dà lo stesso sindaco. «Prima c’era la Tarsu - dice e il Comune sosteneva parte del costo del servizio: Ora, la tariffa, deve coprirne il costo complessivo. Quel che spendiamo per il servizio di racolta e smaltimento dei rifiuti viene ripartito tra gli utenti. Appena introdotta la tariffa, abbiamo messo in campo degli accorgimenti per evitare che le cifre lievitassero in maniera enorme.
Ma quegli aiuti vanno a diminuire». C’è anche un altro aspetto che emerge dalla discussione tra il sindaco e i cittadini. E riguarda le agevolazioni. In pochi - a dire il vero, tra i presenti, nessuno - avevano presentato la documentazione per ottenere le agevolazioni che sono previste. Come nel caso di David Finamore, che si è visto recapitare una bolletta di 131 euro, senza nessuna riduzione, nonostante la figlia sia portatrice di handicap: «Mi hanno detto che dovevo portare la documentazione Isee. Pensavo non fosse necessario, visto che l’avevo portata già nel 2006: come se mia figlia potesse svegliarsi una mattina in condizioni diverse. Magari accadesse il miracolo... Ho protestato, ma mi hanno detto che devo pagare e che eventualmente mi rimborseranno nella prossima bolletta». «Vanno presentate ogni anno - dice il sindaco - si può ottenere, se ci sono le caratteristiche un abbattimento notevole. Anche del 50%». Serve un Caaf, un patronato. Uno di quegli organismi che vengono utilizzati per compilare la denuncia dei redditi. Così è stato spiegato agli utenti che protestavano. È bastato a sciogliere quell’incontro. Non a ridurre la rabbia per una tariffa che è ritenuta troppo cara.
Al primo cittadino vengono sottoposti i vari quesiti: Tina Fogli racconta che di bollette ne ha ricevute due. Identiche. Leda Franchi, invece, è una signora di 82 anni. Vive in una casa di 70 metri quadrati: lo scorso anno aveva pagato 24 euro. La bolletta per il 2007 gliene chiede 103. Sono alcuni dei casi che vengono raccontati nella saletta di Palazzo Stefanelli dove s’è consumato il confronto. Al piano di sotto, nell’atrio, dov’è allestito l’apposito sportello Tia, c’è la ressa. Quaranta e più persone in fila, tutte assillate dallo stesso dubbio: quelle cifre sono frutto di un errore. Oppure la Tia è insostenibile. Un primo chiarimento, pratico, lo dà lo stesso sindaco. «Prima c’era la Tarsu - dice e il Comune sosteneva parte del costo del servizio: Ora, la tariffa, deve coprirne il costo complessivo. Quel che spendiamo per il servizio di racolta e smaltimento dei rifiuti viene ripartito tra gli utenti. Appena introdotta la tariffa, abbiamo messo in campo degli accorgimenti per evitare che le cifre lievitassero in maniera enorme.
Ma quegli aiuti vanno a diminuire». C’è anche un altro aspetto che emerge dalla discussione tra il sindaco e i cittadini. E riguarda le agevolazioni. In pochi - a dire il vero, tra i presenti, nessuno - avevano presentato la documentazione per ottenere le agevolazioni che sono previste. Come nel caso di David Finamore, che si è visto recapitare una bolletta di 131 euro, senza nessuna riduzione, nonostante la figlia sia portatrice di handicap: «Mi hanno detto che dovevo portare la documentazione Isee. Pensavo non fosse necessario, visto che l’avevo portata già nel 2006: come se mia figlia potesse svegliarsi una mattina in condizioni diverse. Magari accadesse il miracolo... Ho protestato, ma mi hanno detto che devo pagare e che eventualmente mi rimborseranno nella prossima bolletta». «Vanno presentate ogni anno - dice il sindaco - si può ottenere, se ci sono le caratteristiche un abbattimento notevole. Anche del 50%». Serve un Caaf, un patronato. Uno di quegli organismi che vengono utilizzati per compilare la denuncia dei redditi. Così è stato spiegato agli utenti che protestavano. È bastato a sciogliere quell’incontro. Non a ridurre la rabbia per una tariffa che è ritenuta troppo cara.
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