Il Tirreno

Pontedera

Nella filanda gotica grandi progetti per turisti chic

Francesco Turchi
Nella filanda gotica grandi progetti per turisti chic

Nell'800 il piano terra del fabbricato di Capannoli era una scuderia. Sopra erano allevati bachi da seta, mercato fiorente ai tempi

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CAPANNOLI. Da culla di cavalli da corsa e bachi da seta a struttura residenziale, probabilmente per turisti chic, magari con tanto di ristorante. È il destino del fabbricato dall’aspetto arabeggiante che cattura l’attenzione di chi entra nel centro di Capannoli, arrivando da Santo Pietro Belvedere. Tra le abitazioni di concezione moderna, poste all’estrema periferia del paese, e Villa Baciocchi, che domina Capannoli forte della sua imponenza carica di storia, c’è la scuderia Orlandini, un fabbricato edificato nel 1876 da un architetto pisano, certo Pazzini o Piazzino, e in origine il piano superiore fu adibito a filanda per l’allevameto dei bachi da seta e che nel 1800 ebbe molteplici consensi da parte dei proprietari terrieri della Toscana. Questo perché il mercato della seta era fiorente e sembrava che ci fossero molte possibilità di fare affari allevando in loco i bachi, anziché importare direttamente dalla Cina il filo prezioso.

Il piano terra del fabbricato posto a nord della villa di famiglia e situato lungo la via di Vicinaia, fu invece adibito - secondo i documenti storici - a scuderia (nome rimasto col tempo), per il ricovero di 4-5 cavalli che venivano usati sia come traino di calessi, sia montati a sella per passeggio o per visita nei vasti poderi della fattoria. La facciata della scuderia Orlandini risente del rinnovato stile neo-gotico, che venne di moda nel 1800 ed è caratterizzata da archi acuti e da statue di terracotta quasi a grandezza naturale che ornano la facciata. È lecito pensare che la filanda in questione ebbe vita breve, perché in generale i risultati sperati furono disattesi. Infatti già negli anni della prima guerra mondiale, il fabbricato fu adibito a Comando ufficiali dell’esercito italiano che doveva vigilare su un certo numero di prigionieri di guerra austriaci che venivano adibiti come lavoranti nelle terre della fattoria. Oggi cattura la curiosità del passante, soprattutto per la sua forma.

Ma basta avvicinarsi per capire che la struttura non è completamente abbandonata al proprio destino. Il prato del parco è ben curato e culmina in un labirinto di piante di vario tipo; gli edifici mostrano soltanto in parte i chiari sintomi dell’abbandono, che sembra comunque destinato ad essere soltanto temporaneo. La sensazione trova ben presto riscontro nelle parole di Giovanna Gennai, nuora di Tommaso Orlandini: «Io e mio marito abbiamo ereditato il complesso e lo valorizzeremo per poi passarlo nelle mani dei nostri figli. La villa l’abbiamo venduta e i nuovi proprietari la stanno ristrutturando. A noi restano la scuderia e la tabaccaia». Per anni lasciata al degrado, ora questa struttura sta per cambiare volto: «Il nostro primo intervento - spiega Giovanna - è stato quello relativo alla messa in sicurezza e al consolidamento dell’intera struttura, la cui facciata ora appare intonacata, ma che in futuro verrà riportata alle origini».

Questo per quanto riguarda la scuderia; più complicato il discorso per quanto riguarda la tabaccaia, che versa in condizioni decisamente peggiori: attaccata dai rovi e ormai priva di copertura, con il tetto che è quasi completamente franato. Ma la famiglia Baldini Orlandini sta correndo ai ripari: «L’operazione nel suo complesso comporta uno sforzo notevole. Comunque presto faremo un primo intervento di messa in sicurezza della tabaccaia e provvederemo a ricostruire il tetto». Per quanto riguarda il futuro della struttura, i dubbi permangono, soprattutto per quel che riguarda la destinazione: «Non abbiamo ancora deciso. Probabilmente non ci faremo la nostra abitazione, visto che ce l’abbiamo già una casa, a Selvatelle. In questo tempo in famiglia abbiamo fatto le ipotesi più svariate, come una suddivisione in appartamenti, magari da affittare ai turisti, all’apertura di un ristorante. O magari entrambi. Non lo sappiamo ancora.

Quel che ci preme in questo momento è la pulizia dell’area, la messa in sicurezza e il consolidamento di tutto il complesso. Poi in un secondo tempo vedremo cosa farne, ma sicuramente faremo in modo tale da non disperdere completamente le sue caratteristiche storiche». L’intervento di recupero della scuderia Orlandini e della tabaccaia è salutato con soddisfazione anche dal sindaco di Capannoli, Filippo Fatticcioni. «Mi fa piacere - dice il primo cittadino - che un edificio grande e importante, situato proprio all’interno del tessuto urbano sia oggetto di un’operazione di questo genere».

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