Il Tirreno

Pontedera

«Siete troppo violenti, taglio gli aiuti»

«Siete troppo violenti, taglio gli aiuti»

Stranieri, il sindaco Marconcini sospende anche i corsi di lingua

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PONTEDERA. Negozi, bar e phone center della zona della stazione da oggi, per una settimana, dovranno chiudere alle 20. La riduzione dell’orario di apertura è stata decisa dal sindaco di Pontedera, Paolo Marconcini, per contenere il rischio di risse per strada che si verificano in particolare di sera e di notte, in una zona ad alta densità di extracomunitari. Il primo cittadino illustra la misura durante il consiglio comunale degli stranieri convocato, su richiesta dello stesso Marconcini, dopo l’incendio doloso di un appartamento dove vivevano dieci marocchini. La città, che ha fatto dell’accoglienza un fiore all’occhiello, sceglie ora la linea dura. Per sette giorni, annuncia Marconcini davanti a una ventina di immigrati preoccupati, sono sospese tutte le azioni di «liberalità e di aiuto nei confronti delle comunità straniere». Marconcini alterna il piglio deciso e la voce accorata di chi non ha mai considerato l’immigrazione una questione di ordine pubblico: «Non fatemi pentire di questo», conclude dopo un invito alla tregua sociale.

Un anno fa il Comune non avrebbe mai pensato di arrivare a tanto. «Sono sospesi temporaneamente i contributi alle associazioni - ribadisce - si ripartirà dopo questa settimana». A subire i tagli c’è anche un corso di lingua araba che per ora non può partire: non ha ottenuto i fondi. Pontedera è la città che non ha esitato a tendere la mano alle comunità africane, che ha donato 200mila euro al Senegal per un progetto di solidarietà che non ha precedenti per una pubblica amministrazione. Ha inoltre aiutato una suora pontederese, morta pochi mesi fa in un incidente stradale, a realizzare il sogno di costruire un ospedale nella Repubblica Centrafricana. Intanto, nella cittadina della Valdera, 27mila abitanti, il numero degli extracomunitari è cresciuto rapidamente. «Pontedera non ce la fa più a sostenere questo carico - continua al microfono il sindaco - dovete porvi il problema. Non siamo a New York, più di questo non possiamo fare. Abbiamo già dato. Se aumenta la clandestinità, aumenta il sovraffollamento, crescono i problemi».

Un appello: «Se avete amici, parenti non fateli venire da noi. Se lavorano in altre zone della nostra provincia che cerchino casa lì». Negli ultimi anni la maggior parte degli extracomunitari ha trovato casa nel quartiere della stazione ferroviaria, zona strategica per chi lavora come venditore ambulante e nelle concerie del Valdarno pisano. Vivono in dieci in appartamenti di meno di cinquanta metri quadrati. I phone center - allora non c’era un regolamento - si sono concentrati in poche strade. Via Carducci, via Fiumalbi, Don Minzoni, Caciagli e via Fiorentini: le stesse che ora sono al centro di serrati controlli. L’appartamento andato a fuoco ha alimentato nuove polemiche. Le fiamme erano state appiccate da un marocchino dopo un litigio, per questioni religiose, con un connazionale. Da allora il sindaco ha annunciato una serie di misure per riportare quella che lui definisce la pace sociale. «Ho chiesto aiuto - continua Marconcini, nella sala di Palazzo Stefanelli - alla polizia municipale e anche a carabinieri, polizia e guardia di finanza per controllare il sovraffollamento e gli affitti al nero, ognuno per le competenze che ha». Il sindaco, pur ammettendo che ci sono state molte strumentalizzazioni, riconosce che la convivenza è stata messa a dura prova.

Fa il punto su una serie di episodi su cui gli stranieri sono divisi, soprattutto quando si parla di controlli per i clandestini. La polizia ha chiuso per un mese un phone center per problemi di ordine pubblico. Ad altre attività è stata sospesa la licenza per alcune settimane per irregolarità amministrative. Gli stranieri, a cominciare dal presidente dell’assemblea Dia Papa Demba, ascoltano con attenzione il sindaco che hanno incontrato in tante occasioni all’insegna della tolleranza e del rispetto tra culture. C’è chi si sente ingiustamente nel mirino: «Sono pochi quelli che creano disagi». «Solidarietà e sicurezza», ripete Marconcini. «Ma chi pensa di interrompere il cammino della solidarietà sbaglia». L’impegno degli stranieri è quello di riaprire il dialogo, di una maggiore partecipazione ai lavori della commissione paritetica che è stata costituita per affrontare i problemi del quartiere della stazione.

La vita dei migranti non è facile - prendono la parola i consiglieri, mentre un rappresentante della comunità marocchina si scusa per l’incendio nell’appartamento - lavoro al nero, affitti alle stelle, precarietà nel lavoro per un inserimento che non è così facile come può sembrare a parole. Pontedera resta fiduciosa ma si prende una settimana di riflessione.

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