Sicurezza
«Rispettate la legge o peggio per voi»
Il sindaco al consiglio degli stranieri: stop all'escalation di violenza
3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. «Deve passare il messaggio che c’è un dare e un avere. La nostra politica è sempre stata quella dell’accoglienza e continuerà ad esserlo, ma gli stranieri che vivono in città devono rendersi conto che occorre rispettare le regole del vivere civile e della legalità». Il sindaco Paolo Marconcini ha deciso di seguire la linea dura: da oggi negozi chiusi alle 20 nella zona della stazione e stop agli aiuti alle comunità straniere per una settimana. Ma il tono è quello del padre di famiglia. «Chiedo una settimana di tranquillità. Abbassiamo i toni - dice il sindaco al consiglio degli stranieri -. Se continuiamo con questa escalation, alla fine avremo problemi peggiori. Ve lo chiedo con il cuore in mano. Lavorate anche voi per risolvere i problemi con le vostre associazioni, confrontandovi con il consiglio degli stranieri». È stato un consiglio lungo e più partecipato del solito, quello di ieri pomeriggio. «Siamo in un momento buio - ha detto il presidente, Dia Papa Demba - Siamo venuti nella speranza di cambiare vita, non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo lasciato e impegnarci per creare un nuovo dialogo».
In ballo ci sono i problemi nel quartiere della stazione e quelli della commissione paritetica, istituita per facilitare l’incontro tra culture diverse e che, invece, rischia di funzionare a metà per la scarsa partecipazione dei rappresentanti extracomunitari. Un dato che riporta alla divisione tra le diverse comunità, con ripetuti inviti da parte dei senegalesi a un maggiore impegno richiesto anche a marocchini, albanesi e nigeriani. A chiedere la convocazione del consiglio è stato il sindaco per spiegare le strategie del Comune per fronteggiare l’emergenza nel quadrilatero di strade vicine alla stazione, dove recentemente ci sono stati episodi che hanno richiesto l’intervento delle forze di polizia per problemi tra extracomunitari. Il consiglio, dedicato ai problemi della sicurezza, ha registrato anche l’intervento di una consigliera che ha colto l’occasione per sollecitare l’amministrazione ad affrontare la situazione di una marocchina alle prese con il problema della casa.
Una vicenda già nota e poi discussa, in separata sede con l’assessore Loriano Sacchini. Ma è stata anche l’occasione per ricordare che c’è un iter da seguire anche per chiedere aiuto. «Negli interventi sociali - ha ricordato l’assessore Renato Lemmi - ci sono servizi e regole. E queste bisogna rispettarle». Alzare la voce non serve. Rispetto delle regole, la proposta di promuovere incontri nei vari condomini per facilitare il dialogo tra le diverse comunità, l’idea di avere un luogo di incontro permanente (la saletta di via Valtriani) per la commissione paritetica sono alcune proposte avanzate durante il consiglio. Gli stranieri, da parte loro, denunciano una serie di difficoltà. «Se una donna di colore cammina di notte vicino alla stazione - ha detto una consigliera - viene fermata dalle auto di passaggio, come se stesse facendo qualcosa di strano». E ancora: «Gli affitti sono troppo cari, per questo viviamo in tanti insieme. E poi ci sono persone che non affittano agli stranieri. Non è facile trovare un lavoro.
Tutto questo aumenta lo stress». Problemi, questi, che gli stranieri condividono con tante famiglie italiane. Un altro consigliere invita a pensare che sono pochi gli immigrati che creano disagi: «Chi non si comporta bene deve essere sanzionato, ma il Comune deve aiutare chi si dà da fare».
In ballo ci sono i problemi nel quartiere della stazione e quelli della commissione paritetica, istituita per facilitare l’incontro tra culture diverse e che, invece, rischia di funzionare a metà per la scarsa partecipazione dei rappresentanti extracomunitari. Un dato che riporta alla divisione tra le diverse comunità, con ripetuti inviti da parte dei senegalesi a un maggiore impegno richiesto anche a marocchini, albanesi e nigeriani. A chiedere la convocazione del consiglio è stato il sindaco per spiegare le strategie del Comune per fronteggiare l’emergenza nel quadrilatero di strade vicine alla stazione, dove recentemente ci sono stati episodi che hanno richiesto l’intervento delle forze di polizia per problemi tra extracomunitari. Il consiglio, dedicato ai problemi della sicurezza, ha registrato anche l’intervento di una consigliera che ha colto l’occasione per sollecitare l’amministrazione ad affrontare la situazione di una marocchina alle prese con il problema della casa.
Una vicenda già nota e poi discussa, in separata sede con l’assessore Loriano Sacchini. Ma è stata anche l’occasione per ricordare che c’è un iter da seguire anche per chiedere aiuto. «Negli interventi sociali - ha ricordato l’assessore Renato Lemmi - ci sono servizi e regole. E queste bisogna rispettarle». Alzare la voce non serve. Rispetto delle regole, la proposta di promuovere incontri nei vari condomini per facilitare il dialogo tra le diverse comunità, l’idea di avere un luogo di incontro permanente (la saletta di via Valtriani) per la commissione paritetica sono alcune proposte avanzate durante il consiglio. Gli stranieri, da parte loro, denunciano una serie di difficoltà. «Se una donna di colore cammina di notte vicino alla stazione - ha detto una consigliera - viene fermata dalle auto di passaggio, come se stesse facendo qualcosa di strano». E ancora: «Gli affitti sono troppo cari, per questo viviamo in tanti insieme. E poi ci sono persone che non affittano agli stranieri. Non è facile trovare un lavoro.
Tutto questo aumenta lo stress». Problemi, questi, che gli stranieri condividono con tante famiglie italiane. Un altro consigliere invita a pensare che sono pochi gli immigrati che creano disagi: «Chi non si comporta bene deve essere sanzionato, ma il Comune deve aiutare chi si dà da fare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
