Il Tirreno

Pontedera

Accoltella un nigeriano, lo pestano a sangue

Sabrina Chiellini
Accoltella un nigeriano, lo pestano a sangue

Pontedera: il sindaco ha appena tagliato gli aiuti agli stranieri per le troppe violenze

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PONTEDERA. Una manciata di ore. Tanto è durata la “tregua sociale” chiesta agli extracomunitari dal sindaco Paolo Marconcini, durante il consiglio comunale degli stranieri, l’altro pomeriggio. La tregua è stata interrotta - nella notte - da una rissa tra immigrati (all’esterno di un circolo) conclusa con l’accoltellamento di un nigeriano di 25 anni (ora in prognosi riservata) e la successiva spedizione punitiva organizzata a casa dell’autore del ferimento, avvenuto durante un compleanno. Pontedera, la città dell’accoglienza e della solidarietà, si scopre come una piccola Bologna, alle prese con i problemi dell’immigrazione. Il primo cittadino ha chiesto toni bassi: niente episodi di violenza per strada. Al tempo stesso ha scelto la fermezza: negozi, bar e phone center chiusi alle 20, per una settimana, nel quartiere “caldo” della stazione. E stop agli aiuti destinati a iniziative promosse da stranieri. «Le parole sembrano inutili...», commenta disarmato Marconcini alla notizia della spedizione punitiva. «Ho chiesto al circolo di sospendere le feste con gli immigrati».

Ci sono ora nuovi fatti su cui riflettere, quattro persone sono rimaste ferite. Due immigrati sono stati arrestati per lesioni: un senegalese di 21 anni, ferito insieme alla madre, e un liberiano, anche lui 21 anni, a sua volta costretto a farsi medicare. Un gruppo di nigeriani aveva preso in affitto un locale dal circolo Arci Bertelli, nel quartiere Oltrera. Il gestore del bar, Paolo Fiaschi, di Pisa, non era d’accordo. Per il direttivo era un gesto di accoglienza, ha affittato la sala dove prima si giocava a tombola. Festa partecipata, a dire dei residenti, più di un centinaio di persone. Qualcuno beve più del dovuto, a giudicare dalle bottiglie vuote rimaste per strada. Gli animi si accedono. Fuori del locale il senegalese, accusato del furto di un portafogli, reagisce dando una coltellata al nigeriano di 25 anni. Poi fugge a casa, dove abita con la madre. È questione di poco, viene organizzata la rappresaglia a casa del senegalese. I carabinieri cercano i complici del liberiano, ideatore della rappresaglia, che sono riusciti a fuggire

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