Il Tirreno

Pontedera

Bagni e panchine sui binari? Un optional

Elena Bizzotto

L'attesa del treno diventa un'odissea a Cascina e Navacchio

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CASCINA. Cartelli scritti a mano, bagni chiusi e inagibili, fontanelle che non mandano acqua chissà da quanto. E lavori in corso, barlume di prossime migliorie. Ecco, a raggi x il degrado nelle stazioni di Cascina e Navacchio. Una situazione che pare aggravarsi rispetto alla nostra ispezione di un mese fa. Tanto che l'attesa del treno per pendolari e turisti ha tutto l'aspetto di un calvario, con una colonnina di mercurio che in questi giorni segna caldi record. Tra le temperature maxi e quei piccoli confort che mancano il mix per i viaggiatori è letale. «E' normale che il sottopasso diventi un orinatoio, visto che non ci sono bagni», sbotta scocciato un pendolare.
Dopo il primo giro di ricognizione fatto a luglio, vediamo se qualcosa è cambiato. In meglio, ma anche in peggio. A dire il vero qualcosa di nuovo c'è: un degrado continuo che sembra non fermarsi.

Un consiglio a tutti quelli che potrebbero trovarsi alla stazione di Navacchio verso le due del pomeriggio: portarsi dietro una bottiglia d'acqua. Ma non troppo grande, perché in caso di necessità non c'è nemmeno il bagno. Armarsi di self control e pazienza.
Le Ferrovie dello Stato avevano avvertito gli utenti che ci sarebbero stati lavori in corso in quel di Navacchio per la prossima apertura del sottopasso pedonale.
E infatti i lavori procedono, ma sul resto della stazione c'è tanto da dire.
In primo luogo ad accogliere i viaggiatori “al binario numero uno c'è Davide”, come racconta un cartello scritto a pennarello. Fatto a mano.

All'entrata della stazione vige un'enorme rotella di quelle che servono per avvolgere i cavi elettrici e che fino a un mese fa non c'era.
Con il caldo struggente una persona potrebbe aver bisogno di sedersi fuori, soprattutto se si tratta di anziani e bambini. Eppure non c'è l'ombra di una panchina.
Al massimo ci si può accontentare di un vaso rotto. E se qualcuno si stanca a forza di stare fuori in piedi, basta seguire il cartello “uscita”, rigorosamente scritto a mano.
Passando a Cascina troviamo una nota positiva, il sottopasso è stato tinteggiato di nuovo (le ferrovie statali affermano di farlo regolarmente), dopo i continui graffiti e finalmente l'odore di urina è scomparso, speriamo che duri.

Purtroppo nel sottopasso c'è anche un'infiltrazione d'acqua dal colore poco gradevole che si sta facendo sempre più grande.
Oltre a questo la porta, all'interno della sala d'attesa, che un mese fa era spalancata con un cartello che diceva “Porta chiusa per atti vandalici” è stata finalmente chiusa, ma non proprio bene.
Basterebbe una piccola spinta per aprirla. Ovviamente in questa stazione la fontanella c'è, ma è inutilizzabile perché manca la parte che serve ad aprire il rubinetto. Dietro la fontana, in bella vista, spunta il cadavere di una bicicletta abbandonata.

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