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Volterra: piscine piene, rubinetti asciuti

Volterra: piscine piene, rubinetti asciuti

Il turismo boom fa scoppiare tutto. E ora si bloccano le licenze

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VOLTERRA. Ci sono 91 aziende agrituristiche fra Volterra e Pomarance. Più ventidue affittacamere, trentuno case vacanza, un campeggio, un ostello, tre residence, ventuno alberghi. E altri tre resort extralusso in costruzione: a Vicarello, Sant'Anastasio e Mazzolla, tutti nelle adiacenze della città etrusca. Un'offerta ricettiva che fa impallidire la Costa Azzurra e quella Smeralda, che si è sviluppata in dieci anni o forse meno, senza prevedere che un giorno - e invece è oggi - turisti e residenti rischiassero di passare agosto nell'astinenza forzata da acqua. Il razionamento è partito la notte scorsa nelle zone dei due centri e partirà oggi pomeriggio nelle periferie, complici una primavera e un'estate aride, e un acquedotto da primi del Novecento.

 Mentre le trasformazioni di casolari in complessi di appartamenti per turisti si moltiplicano (a Volterra ne sono in corso una decina almeno), mentre le piscine diventano sempre più un must della colonica-paradiso immersa nel verde, qualcuno comincia a mettere paletti all'esplosione incontrollata di strutture ricettive che poi attirano clienti, fanno crescere in modo esponenziale il consumo d'acqua e vanno a gravare su carenze incancrenite di risorsa idrica.

 Il sindaco di Pomarance Maurizio Maggi è l'artefice della prima levata di scudi in difesa della risorsa vitale per antonomasia: «Licenze per aziende agrituristiche o ricettive in genere bloccate fino a primavera 2008, quando avremo bello che pronto il nuovo regolamento urbanistico», sentenzia. E comunque, anche in epoca di nuovo regolamento urbanistico, le condizioni saranno chiare e inderogabili: «Non autorizzeremo altre strutture ricettive se queste non dimostreranno prima di poter essere autonome per il fabbisogno di acqua».
 L'emergenza acqua preoccupa anche Paolo Paterni, amministratore delegato del Consorzio Turistico di Volterra: «Gli operatori sono soddisfatti dell'affluenza turistica - spiega -. Chi ha fatto una promozione mirata in internet sta registrando il tutto esaurito. Le presenze giornaliere sono quest'anno del 10% superiori al 2006, lo vediamo dai dati dei parcheggi del centro. Mi preoccupa il razionamento dell'acqua: quando viene erogata dopo essere stata sospesa, nelle utenze del centro torna in cinque minuti, in periferia ci vogliono due ore, perché gli impianti dell'acquedotto sono vecchi. Ma chi è in vacanza non vuole sentire storie. Un vero peccato per il turismo».

 Del resto nemmeno Asa (gestore dell'acqua nell'Alta Valdicecina) fa mistero che la situazione sia preoccupante davvero: i livelli di emergenza sono come minimo uguali all'estate del 2003. «Quattro anni fa - spiegano dall'Asa - il caldo era cominciato prima ma aveva piovuto di più. Quest'anno, anche se il caldo è cominciato più tardi, non solo l'estate ma già la primavera è stata siccitosa».
 Le restrizioni non finiranno prima del 20 agosto, dice l'Asa. Ma è l'ipotesi migliore: l'emergenza che oggi ha fatto scattare il razionamento a Volterra e Pomarance rischia di diventare più pesante, basterà che nei prossimi giorni non piova o anche soltanto che il caldo si mantenga sugli standard delle ultime due settimane. Perché la risorsa idrica disponibile non basterà a reggere i consumi: al momento sono di 4.100 metri cubi al giorno, in pratica l'intera produzione quotidiana di acqua del massimo punto di approvvigionamento dell'Alta Valdicecina, cioè il campo pozzi di Puretta.

 Il razionamento avviato permette di risparmiarne il 20% e scendere a 3.300 metri cubi, che equivale alla capacità di fornitura di acqua dai laghetti privati Lai e Madonna Olli (con i cui proprietari Asa ha stipulato una convenzione per usarli e tenere come scorta l'acqua di Puretta). Ma il lago Lai è già prosciugato; da Madonna Olli si è cominciato ad attingere ieri e si calcola che le sue risorse non dureranno oltre venti giorni.
 Di più non si può fare, allargano le braccia in Asa. Molte strutture ricettive, così come il carcere volterrano e il grosso delle abitazioni nei due centri, si aiutano con cisterne e autoclavi che però quando la loro acqua viene usata ne riattingono in automatico pari quantità dall'acquedotto.

 Da progetti tampone di più ampio respiro separano anni di tempo e milioni di euro. Il primo sarà l'invaso di Puretta, un maxi serbatoio da 500mila metri cubi di acqua da riempire con l'acqua del fiume Cecina, che sorgerà nelle adiacenze del campo di Puretta. La Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra ha finanziato il progetto, che comunque non sarà pronto che a primavera 2008. Per metterlo in atto ci vorranno sei milioni e due anni di lavoro. Soldi che oggi non ci sono come quelli (circa dodici milioni) per potenziare il vecchio l'acquedotto della Carlina (che metterebbe al sicuro dall'emergenza acqua Pomarance e Castelnuovo Valdicecina) e quello del Trossa, per canalizzare ulteriore acqua verso il campo di Puretta.

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