Il Tirreno

Pontedera

Toiano nel tira e molla del recupero edilizio

Barbara Antoni
Toiano nel tira e molla del recupero edilizio

Dalla decadenza degli anni Cinquanta al progetto per un residence turistico  La società. Si danno le concessioni, ma poi si mettono paletti agli interventi  

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TOIANO (Palaia). Il ponte pericolante è costeggiato da una transenna verde; la chiesa romanica (sconsacrata e più volte saccheggiata) ha i sigilli al portone. Il borgo medievale, che si sviluppa su un lungo corridoio fiancheggiato da un'aia, è spettrale: tetti crollati e finestre rotte. Cinque abitanti in tutto, ma tanti gatti: {Ce li abbandonano di notte, per questo è nata una colonia numerosa}. Parla il gattaro, al secolo Giuseppe Freschi. A Toiano abitava fino a trent'anni fa e qui conserva (vuota) la ex casa di famiglia. Ci viene tutti i giorni o quasi, per sorvegliare le sue mura antiche, rassettare il suo magazzino e per dare da mangiare ai mici senza padrone: qualcuno è storpio e malato e forse proprio per questo è stato abbandonato, come un giocattolo rotto. Raggiungere Toiano non è impresa facile: si trova a dieci chilometri circa dal grazioso centro di Palaia, si raggiunge attraverso una strada stretta che via via, dopo la tenuta San Michele, perde di vista l'asfalto, si inerpica e diventa sconnessa; in alcuni tratti insiste, evidente anche a occhio nudo, il rischio di frana.

Di acquedotti neanche una traccia: l'acqua manca, infatti, in paese. Strano a dirsi, ma cinquant'anni fa - lo confermano anche dal Comune - questo borgo spettrale e in pieno degrado era la frazione più abitata del territorio, aveva una scuola e una chiesa. Oggi, così vuota e triste, sta nel mezzo di un tira e molla senza fine, fra progetti di recupero ad usi turistici e i paletti dell'amministrazione comunale, che prima di tutto vuole sanare dal rischio idrogeologico la frazione sul crinale, nel paesaggio fra i calanchi. La storia. Dopo il periodo d'oro di fine Ottocento e la metà del secolo scorso, Toiano ha cominciato a spopolarsi. Una decadenza iniziata intorno al '55; ha finito di svuotarsi a metà degli anni Settanta. E, lasciato nell'incuria, ha cominciato a franare. Nell'Ottocento proprietà di una famiglia genovese, poi passato a una famiglia fiorentina, il borgo di Toiano fu acquistato negli anni Settanta dalla Green Holiday, società svizzera con sede a Chiasso, che ha come rappresentante fiscale in Italia l'architetto comasco Adolfo Franchini.

Già autore del progetto di ristrutturazione del casolare di Tonda (Montaione), primo villaggio tedesco (realizzato nel '74) a cavallo fra Valdelsa e Valdera, Franchini ha pronto nel cassetto un progetto di recupero anche per Toiano, stilato a quattro mani con il figlio Ado, docente di architettura a Milano. I paletti. Ma la ristrutturazione del borgo le cui origini, spiega l'architetto, sarebbero millenarie secondo le ricostruzioni dello storico Barsotti (prima insediamento etrusco, poi romano e medievale), è ferma {per problemi di carattere normalmente burocratico. Il Comune rilascia dichiarazioni di facile esecuzione dei lavori e poi subentrano altri elementi, legati al dissesto idrogeologico, alla mancanza d'acqua e di infrastrutture - dice Franchini -. Tutta la strada che entra in Toiano è comunale, ma abbandonata. Abbiamo fatto noi lavori per consolidare, per mantenere il ponte di accesso. Il Comune non ha disponibilità economiche}.

Lavori in autunno. Allo stato attuale solo due appartamenti (all'entrata del borgo) di proprietà della Green Holiday (che detiene il 70% circa del patrimonio immobiliare di Toiano) sono stati recuperati. Franchini fa sapere che alla fine delle ferie {cominceremo con altri recuperi, che manterranno le caratteristiche di un tempo degli edifici. Per il borgo abbiamo richieste dall'estero: da Svizzera, Inghilterra, Germania, Irlanda}. {Prima la sicurezza}. Il Comune non ha dubbi: prima di qualsiasi ristrutturazione massiccia a Toiano, bisogna mettere in sicurezza il borgo dal rischio idrogeologico. Autorizzazioni possono essere date per interventi minori, quali il rifacimento di tetti o solai. Così riportano il sindaco Alberto Falchi e l'architetto comunale: {Ci siamo mossi con l'Autorità di bacino. Il territorio di Toiano è stato classificato come zona Pf4, cioè soggetta al rischio frana; il borgo come centro storico nel nuovo strumento urbanistico.

Stiamo aspettando un finanziamento di centomila euro con cui faremo eseguire uno studio per capire che tipo di intervento è necessario per la sicurezza}. Quanto alle ristrutturazioni, continuano sindaco e tecnico, {se si tratta di manutenzioni o ristrutturazioni semplificate non abbiamo difficoltà ad autorizzarle, ma se la società volesse fare una riconversione del borgo a fini turistici al momento è improponibile}. I tempi per arrivare alla messa in sicurezza, confermano dal Comune, non saranno brevi. E quanto all'acqua, chi ristrutturerà le abitazioni di Toiano dovrà mettersi il cuore in pace e attivarsi per realizzare un acquedotto privato.

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